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2025 – UN CANTIERE IN PIAZZA

Dal 28 luglio al 2 agosto 2025, per sei giorni consecutivi, il quartiere di Is Mirrionis diventa un vero e proprio cantiere a cielo aperto. Circa cinquanta tra studenti e studentesse, ricercatori e docenti provenienti da diversi dipartimenti dell’Università di Cagliari (DICAAR, Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia e Dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente) lavorano insieme nello spazio pubblico antistante l’ex Scuola Popolare, progettando e costruendo un’installazione temporanea.

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L’attività si inserisce all’interno del progetto IsMyLab*, promosso dal gruppo UNICA Space Force, e rappresenta una fase operativa in cui il lavoro di ricerca e progettazione si traduce in azione diretta sullo spazio. Dopo una prima fase di ideazione, il gruppo si sposta sul campo e dà avvio a un processo di autocostruzione che trasforma progressivamente l’area.

Il cantiere si sviluppa nel corso delle giornate, tra momenti di lavoro intenso e pause condivise. Strutture leggere prendono forma, morale dopo morale, assemblate attraverso un processo collettivo che coinvolge competenze diverse. Non si tratta solo di costruire un oggetto, ma di attivare uno spazio: renderlo visibile, attraversabile, utilizzabile.

Le strutture realizzate sono dispositivi leggeri, modulari e reversibili, pensati per essere facilmente montati, smontati e riutilizzati. Ma il loro valore non risiede tanto nella forma, quanto nella capacità di generare nuove possibilità d’uso e nuove relazioni. Anche per questo vengono chiamate architetture generative. Durante i giorni del cantiere, lo spazio cambia: persone che prima attraversavano l’area senza fermarsi iniziano a sostare, osservare, fare domande, partecipare attivamente.

Il processo di costruzione diventa così esso stesso parte dell’intervento. Il cantiere non è separato dalla vita del quartiere, ma si intreccia con essa. Alcuni si fermano a guardare, altri si avvicinano, qualcuno chiede cosa si sta facendo. In alcuni momenti, il confine tra chi costruisce e chi osserva si fa sempre più sottile.

L’esperienza di IsMyLab rappresenta uno dei casi in cui questo approccio viene messo alla prova in modo diretto. Non solo progettare e costruire, ma osservare cosa accade durante e dopo l’intervento, valutando gli effetti prodotti in termini di fruizione, relazione e percezione dello spazio.

Al termine dei sei giorni di costruzione, ciò che resta non è soltanto l’installazione realizzata, ma il processo che l’ha generata: un’esperienza condivisa che ha coinvolto studenti, ricercatori e abitanti, trasformando temporaneamente uno spazio e aprendo nuove possibilità di utilizzo.

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È stato svolto un convegno nell’ottobre 2025, occasione per discutere con studiosi, esperti, amministratori pubblici e rappresentanti delle associazioni del quartiere e residenti, degli esiti del progetto, per riflettere sul suo contributo nell’ambito dell’ecosistema MUSA, e per ragionare sulle prospettive di futura applicazione e sviluppo. Il Convegno è dedicato alla presentazione degli strumenti sviluppati e dei risultati di sperimentazione e validazione su casi studio condotti nell’ambito del Progetto.

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[*Il progetto IsMy Lab è stato realizzato nell’ambito e con il sostegno del progetto TERSICORE (Technologies for Evaluation and Research for Sustainability Innovation: a Community-Oriented Regenerative Evolutions), un’iniziativa interdipartimentale finanziata nell’ambito del PNRR – Misura 4 Componente 2 Investimento 1.5 – all’interno dello Spoke 1 del progetto MUSA (Multilayered Urban Sustainability Action) finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU].

La Scuola Popolare di poesia di Is Mirrionis al Poetto

img_4566 Mattia Lasio su NemesisMagazine:
https://www.nemesismagazine.it/gianni-mascia-il-festival-libramare-e-lincontro-con-de-andre-un-poeta-deve-fare-sentire-la-sua-voce-di-dissenso/
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Oggi giovedì 12 giugno 2025

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Butta male. Troppi scivolamenti verso l’inciviltà, la disumanità e e la guerra
11 Giugno 2025 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Aveva ragione Francesco quando diceva che anche le parole possono far male, molto male. E così è. Non vi fa impressione, non vi suscita sgomento sentir parlare di deportazione. La si usa e la si pratica negli USA, paese, infondatamente, indicato dagli atlantisti come modello di democrazia e di civiltà. Cosa c’è di più […]
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Appuntamenti segnalati da Aladinpensiero, dal 12 al 30 giugno 2025

Giovedì 12 giugno 2025 ————-
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Da giovedì 12 al 30 giugno ———-
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Mercoledì 18 giugno, ore 18:00, Teatro Sant’Eulalia: “Il Dio in cui non credo” – Di Pierpaolo Loi – Prefazione di Laura Tussi. Dialoga con l’autore Don Marco Lai presidente della Caritas Diocesana.
ore 19:00: “I partigiani della pace” – Di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici – Prefazione di Paolo Ferrero, introduzione di Giorgio Cremaschi
Intervengono Laura Tussi (online) e Carlo Bellisai.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
È consigliata la prenotazione al link:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScVUg86WmKwJB9Tgjem8p7nQuRbE4hzzyJHrpyGHhR1OwES9Q/viewform
Un invito aperto a tutte e tutti per costruire insieme una cultura della pace.
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Martedì 27 maggio 2025

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CHI NON L’AVESSE ANCORA FATTO È INVITATO A COMPILARE IL MODULO ONLINE PER LA RACCOLTA DEI
DATI DI CONTATTO
https://forms.gle/EniJanphb7yQ5iAC6
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I primi cento giorni di Trump: la guerra civile fredda
26 Maggio 2025 su Democraziaoggi
Alfonso Gianni
I primi cento giorni di Trump meritano certamente un primo bilancio che si compone di vari aspetti, tutti significativi e coerenti con il profilo che il tycoon ha voluto delineare di sé sia negli anni della sua prima presidenza che durante la rumorosa campagna elettorale che lo ha riportato alla Casa Bianca.[…]
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Sabato 31 maggio 2025 Gianni Ibba a Barisardo

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Oggi martedì 29 aprile 2025 Tempus de Sardigna

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“L’ordito e la trama” Martedì 29 aprile 2025 ad Abbasanta

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2025 – UN PRIMO SPAZIO DA RESTITUIRE

Tra desiderio, spazio e relazione: pratiche in divenire nel quartiere di Is Mirrionis

Nel mese di aprile del 2025, accanto alle iniziative promosse nel quartiere, emerge anche un segnale importante da parte dell’amministrazione pubblica. Il 14 aprile 2025 il Comune di Cagliari presenta un intervento di riqualificazione del campetto di via Cornalias, indicandolo come uno dei primi passi di un programma più ampio di rigenerazione del tessuto urbano e sociale dei quartieri.

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Oggi 3 aprile 2025 giovedì – Sapienza del vivere e felicità

img_2473Dalle piazze alla politica: l’urgenza di un’Europa protagonista per la pace
2 Aprile 2025 su Democraziaoggi
Alfiero Grandi
La manifestazione di Piazza del Popolo era molto partecipata. Se sommiamo le manifestazioni contemporanee a Roma – certo con impostazioni diverse – è confermato che esiste una richiesta di partecipazione democratica in controtendenza con il crescente astensionismo elettorale, che invece indebolisce la democrazia. Per questo, quelle domande devono trovare risposte e, attraverso queste, arrivare […]
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img_2465Connessioni.
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Il metodo pedagogico di Danilo Dolci

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Oggi venerdì 31 gennaio 2025, ultimo giorno del mese.

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Caso Todde: urgente una nuova legge elettorale
31 Gennaio 2025 su Democraziaoggi
Maria Grazia Caligaris, presidente associazione “socialismo Diritti Riforme ODV”
Non sono interessata a dipanare questioni squisitamente tecnico-giuridico-costituzionali, non ne ho le competenze né sono argomenti che mi appassionano. Ci sono autorevoli voci da ascoltare, non certo la mia. C’è però un insegnamento, a mio modesto avviso, che deriva prepotente dalla […]
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Il governo impugna la legge regionale sulle aree idonee, ma…
31 Gennaio 2025
Andrea Pubusa su Democraziaoggi
Il governo ha dunque impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge regionale sulle aree idonee. Non c’è da meravigliarsi. L’esecutivo rimane sulla scia di una tradizione sedimentata degli organi centrali volto alla compressione dell’autonomia regionale. La questione è resa possibile da un sistema costituzionale barocco, che intreccia la potestà legislativa regionale con quella nazionale, […]
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Trump, l’Europa e la crisi del modello americano – di
Michele Rutigliano su PoliticaInsieme.
https://www.politicainsieme.com/trump-leuropa-e-la-crisi-del-modello-americano-di-michele-rutigliano/
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Dare un’anima alla politica

Una bella sala. Pubblico numeroso, attento e partecipe.
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La frase più citata: “La politica è organizzare la speranza. E per sperare negli uomini bisogna amarli” (Tina Anselmi).
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img_0873Una buona riuscita dell’incontro. L’organizzazione non è stata e non è mai una passeggiata.
A sa prossima!
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img_0875Nel suo intervento di benvenuto, il preside della Facoltà mons. Mario Farci, ha comunicato che l’intera registrazione dell’incontro sarà disponibile tra qualche giorno nello spazio YouTube della Facoltà Teologica. Vi faremo sapere. Saludos
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Nel giorno della Memoria

Martedì 28 gennaio 2025

Carissimi,
ieri abbiamo scritto questa lettera agli Ebrei nel “Giorno della Memoria” che qui vi inviamo per conoscenza, con cordiali saluti

Raniero La Valle

DA: “PRIMA LORO”: LETTERA AGLI EBREI NEL GIORNO DELLA MEMORIA

MAI PIU’

Cari Amici delle Comunità Ebraiche di Israele e della Diaspora,
al giungere del “Giorno della Memoria”, riteniamo di potervi esprimere anche a nome di innumerevoli nostri contemporanei e a nome dei 310 illustri mittenti che hanno voluto scrivervi la lettera del 27 novembre scorso (e se qualcuno non si riconoscesse in questo ulteriore dialogo può non mantenervi la sua firma) l’affetto e la solidarietà commossa che tale celebrazione rinnova verso di voi. La Shoà non sarà mai cancellata dal martirologio della storia umana. Noi abbiamo compreso la vostra vibrante reazione a sentire parlare di genocidio in relazione alla guerra di Gaza; infatti benché di analoghi eventi sia stata purtroppo costellata la storia anche prima della Shoà, il genocidio perpetrato dai nazisti contro gli Ebrei è inassimilabile a qualsiasi altro per crudeltà, numero e diabolica pretesa di scientificità, ultimità e finalismo. Da questa aberrazione è scaturito l’irretrattabile “mai più” che tutti ci accomuna.
Perché allora la parola è tornata? Perché, ad onta della Convenzione per la prevenzione e la repressione di tale orribile delitto, che fu la prima delle grandi decisioni postbelliche, la pratica di tale crimine associata al livello estremo cui è giunta la guerra moderna, è stata implicitamente ammessa nei media e ostentata agli occhi di tutti, se non addirittura legittimata come giustificata e non sanzionabile. Secondo il criterio più specifico adottato dalla Convenzione dell’ONU, che è l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte (anche in parte), un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale, genocidi sono stati in passato quelli degli Indiani d’America o degli Armeni, prima dell’abisso della Shoà volta a distruggere gli Ebrei in quanto Ebrei; c’è stata poi l’intenzione di distruggere i Giapponesi in quanto Giapponesi a Hiroshima e Nagasaki, i Cambogiani in quanto Cambogiani per nascita e cultura a Phnom Penh, gli Israeliani in quanto Israeliani in Palestina, i Palestinesi in quanto Hamas a Gaza e, da ultimo, ai nostri giorni, l’eccidio dei Congolesi a milioni per la sfortuna di vivere in un Congo ricco di stagno, tungsteno, tantalio, oro e altri metalli necessari all’elettronica del mondo intero, nel silenzio dei più. La guerra stessa oggi, con le testate nucleari sulle punte dei fucili, si può assimilare al genocidio. È dunque contro questo nuovo flagello dell’umanità, contro questa normalizzazione di guerre genocide, che tutti insieme, Ebrei e Gentili, dovremmo levarci e combattere, risolvendo intanto il contenzioso aperto tra noi.
Di questo fa parte senza dubbio la questione palestinese, a cui per molto tempo si è creduto (da qualcuno anche in Israele) si potesse dare risposta con la soluzione dei due Stati. Oggi, salvo eventi straordinari, si è fatto evidente che questa soluzione è stata resa impossibile. Anche gli avvenimenti di Jenin lo dimostrano. Non si apre allora qui la strada maestra della riconciliazione e condivisione, di Terra e di mensa, cioè di vita, dei due popoli in lotta?
È stato emozionante vedere al momento del rilascio delle quattro donne soldato israeliane a Gaza, l’intreccio dei colori israeliani e palestinesi, lo scambio di gesti, fossero pure artefatti, come se l’odio fosse finito; così come lo è stato il vedere i fiumi di palestinesi uscire dalle carceri israeliane, come se un unico Stato, per Ebrei e Palestinesi, fosse già esistente, anche se troppi Palestinesi aventi casa in prigione.
Perché non dovrebbe essere possibile in Palestina, o se volete in Giudea, Samaria, Galilea, uno Stato giusto e accogliente, casa di tutti? Potrebbe e forse dovrebbe non essere uno Stato laico, secolare e autoidolatrico, quale è nelle ideologie della modernità occidentale; potrebbe essere uno Stato confederale, né secolare né teocratico, né religioso né aconfessionale, né integralista né agnostico, ma potrebbe essere uno Stato abramico o “abramitico” come, secondo la Promessa, dovrebbero essere tutti gli Stati e i territori atti ad accogliere e a far vivere insieme tutte le famiglie della terra. Esso potrebbe essere dotato di ordinamenti innovativi, riconosciuti e tutelati dalla comunità internazionale; e se l’intreccio di Ebrei e Palestinesi, anche al di là del territorio dello Stato, si realizzasse altresì in una convivenza più diffusa nel vasto mondo esterno, si potrebbero adottare misure atte a mantenere una giusta proporzione tra popolazione arabo-palestinese ed ebrea-israeliana in Palestina. O non si può fare nient’altro che quello che è stato già fatto?
Ciò vorrebbe dire una riconciliazione e una pace anche al di là di quella tra Israeliani e Palestinesi. Qualcuno potrebbe chiedere, come ha fatto la comunità ebraica di Bologna rispondendo alla nostra precedente lettera, perché proprio un piccolo Paese come Israele dovrebbe farsi carico di una risposta al problema di 5-6 milioni di profughi gettati nel mondo che nessun Paese finora è riuscito a risolvere. La risposta ci pare sia che non c’è un altro popolo che ha avuto il mandato di tessere l’unità umana. Non tocca a noi ricordare i testi della vostra grande tradizione protesa alla pace e all’universalità dell’intera famiglia delle nazioni.
Oggi, dopo la tregua di Gaza, voi siete stati esposti a una gravissima provocazione, proveniente dal neoeletto Capo della più grande potenza militare della Terra, che vi esorta a estirpare l’intera popolazione di Gaza da quella terra tormentata, e nello stesso tempo vi invia le armi e i dollari per farlo. Purtroppo anche qualcuno dotato di autorità nel governo di Israele ha detto che si tratta di un’idea “meravigliosa”. Si tratterebbe di un orrore deciso e programmato a freddo, quale non si è dato nemmeno nella pulizia etnica del Sudafrica prima della sua conversione all’umano. E non comprendiamo come i costruttori di amene villette sulla costa deliziosa di Gaza, potrebbero non essere inquietati dalla percezione che quel risultato felice sarebbe stato conseguito in seguito e per effetto di un doppio flagello, il genocidio, subito ieri dagli Ebrei in Europa e l’estirpazione violenta oggi dei due milioni di superstiti a Gaza. Ci sembra che in questo momento il passaggio cruciale nel rapporto tra Israele e la comunità internazionale stia nel respingere senza ambiguità questa proposta presentata come la soluzione definitiva della questione palestinese, e paradossalmente frutto della tregua di Gaza. E ci sembra che anche l’Italia, pur nel rapporto ambiguo stabilito tra il presidente Trump e la presidente del Consiglio Meloni, dovrebbe respingere questo aberrante progetto politico, che griderebbe vendetta alla luce della nostra Costituzione e della nostra identità nazionale.
Infine un accenno a un problema interno alle Chiese. Papa Francesco ha detto, celebrando la settimana per l’unità dei cristiani, che la Chiesa cattolica è disposta ad adottare qualsiasi data per la Pasqua, superando le “diatribe” del passato, pur di celebrarla nello stesso giorno nelle diverse confessioni cristiane. La data della Pasqua degli Ebrei non si discute: ma non potrebbe aprirsi un dialogo anche su questo, in vista della futura unità? Dopo tutto è celebrando la “Pasqua dei Giudei” che Gesù è stato consegnato alla morte dal brutale e pilatesco potere romano.
Rinnovando la nostra condivisione con Voi nel Giorno della Memoria, vi inviamo i più cordiali saluti

Lo Scriba per “Prima loro”
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————Evento imperdibile——
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Documentazione
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Appuntamenti da non perdere

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