CULTURA
Oggi mercoledì 7 gennaio 2026
Ucraina-Groenlandia e l’art. 5 NATO, che rompicapo!
6 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Mentre in TV seguo le gesta mirabolanti di Trump, mi vengono in mente tanti stravaganti pensieri. I volenterosi vogliono garantire all’Ucraina sicurezza contro l’orso russo. E l’idea più accreditata è che si estenda a Kiev, pur non aderente alla NATO, l’art. 5 del Patto atlantico. Se qualcuno attacca l’Ucraina, scatta l’intervento armato di tutti […]
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È colonialismo, stupido!
Di Boaventura de Sousa Santos* – Articolo inviato dall’autore ad Othernews
Ciò che è accaduto nelle prime ore del 3 gennaio a Caracas ha lasciato il mondo sbalordito. Ma la cosa più sorprendente è proprio il fatto che il mondo sia rimasto sbalordito. Ciò che è accaduto era stato ampiamente previsto. Da quando? I meno informati diranno da quando Donald Trump è salito al potere e, soprattutto, dalla pubblicazione della Strategia per la Sicurezza Nazionale nel novembre 2025, che afferma che gli Stati Uniti si riservano il diritto di intervenire in qualsiasi Paese ogniqualvolta siano in gioco i propri interessi.
Che succede nel Mondo? Contributo al Dibattito di Vanni Tola


Crisi internazionali: Rileggere il marxismo per comprendere il presente
di Vanni Tola
Di fronte a un mondo attraversato da crisi multiple – economiche, politiche, ambientali e giuridiche – emerge una domanda sempre più frequente: gli strumenti concettuali con cui abbiamo interpretato la realtà negli ultimi decenni sono ancora adeguati? La crisi delle regole del sistema capitalistico, l’indebolimento dei principi del diritto universale e la normalizzazione di guerre, disuguaglianze e stati di eccezione, pongono interrogativi radicali. In questo contesto, può avere senso tornare a leggere Marx e i marxisti, liberando però la teoria dalle esperienze storiche fallimentari del cosiddetto “comunismo reale”?
Questo articolo prova a rispondere a tale domanda, non in chiave ideologica, ma come esercizio critico di comprensione del presente.
Oggi martedì 6 gennaio 2026
La democrazia si affievolisce per mano di molti sedicenti democratici
6 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
I nostri giorni mostrano come la democrazia sia un concetto elastico. Ognuno la gira a modo suo. Trump dice che si prende il petrolio venezuelano e molti fior di democratici, predicatori infaticabili dei valori occidentali, non hanno nulla da obiettare, mostrano di credere che Maduro sia un narcotrafficante. Ce ne sono tanti in giro, […]
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Oggi lunedì 5 gennaio 2026 – Venezuela
Trump vuole il petrolio con la forza, rapina a mano armata
4 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Cosa farà Trump? Non invaderà il Venezuela. La occupazione di interi paesi è troppo onerosa in uomini e risorse e possono finire male. Vietnam, Afghanistan, Iraq e Libia insegnano, si sono risolte in un flop. Meglio agire in modo più soft. Del resto Trump non ha chiesto l’autorizzazione del Congresso, fra le proteste dei […]
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https://sbilanciamoci.info/giu-le-mani-dal-venezuela/
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Venezuela

L’aggressione nordamericana al Venezuela, culminata nel rapimento del presidente Nicolás Maduro, segna in modo inequivocabile la fine dell’ordine internazionale nato dai solenni “mai più” pronunciati, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, con la Carta delle Nazioni Unite del 1945, la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 e i Patti internazionali sui diritti civili del 1966.
Questa azione di pirateria internazionale, indegna di quella che veniva impropriamente chiamata la più grande democrazia del mondo, è un colpo micidiale al diritto, ai diritti e alla democrazia e segna il crollo del diritto internazionale e del multilateralismo.
I commenti e i dibattiti che su questo intervento si svolgono sulla nostra televisione risultano, per lo più, desolanti.
Sia chi plaude, sia chi denuncia, condanna, si indigna e invoca mobilitazione, lotta e resistenza, restano ancorati all’esistente, prigionieri di un “realismo volgare” che si traduce nella mancanza di alternative.
Indignazione, denuncia e lotta non bastano, se non riescono a dar vita a una visione e a una pratica politica alternativa.
E questa alternativa esiste. È il costituzionalismo globale: unica strada in grado di scongiurare nuove catastrofi globali e di dar vita a una Federazione della Terra basata su una Costituzione rigida e garantista, frutto di una rifondazione costituzionale delle Nazioni Unite.
Un’alternativa difficile, certamente improbabile, ma non per questo impossibile, promossa da “Costituente Terra” in Italia, in Europa, in gran parte dell’America centro-meridionale e in molte altre aree del mondo.
E’ la sola alternativa realistica alla legge del più forte e alla sudditanza dell’intera umanità alla violenza delle armi, alla politica degli affari e agli interessi di pochi padroni del mondo.
Per questo Costituente Terra propone la mobilitazione a suo sostegno di tutte le forze dell’associazionismo sociale, civile, politico e democratico.
Esecutivo Costituente Terra
Oggi domenica 4 dicembre 2026 – Venuezuela
Antonio Dessì su fb.
Oggi la prevedibile fiera delle banalità dei putinisti, sulla falsariga di Marco Travaglio.
L’impressione è quella del “chiodo fisso”: come la Palestina faceva gioco per denunciare il “doppiopesismo” europeo, ma in fondo gliene fregava poco ed è rapidamente scomparsa dai loro radar dopo il “via libera” del Consiglio di sicurezza ONU al Piano Trump, grazie all’astensione di Russia e Cina, oggi il Venezuela diventa il nuovo pretesto per dire “E adesso, come la mettiamo con la questione dell’aggredito e dell’aggressore? Perchè la UE non sanziona gli USA?”.
Sono penose coglionerie, “gnè gne” di chi aveva accolto Trump come l’atteso risolutore della crisi ucraina a danno dell’Ucraina, ma a favore di Putin. Da putinisti-leninisti (peccato che Putin odi Lenin) a trumpisti-leninisti, per la nota proprietà transitiva, il passo sembrava a portata di mano.
Non è andata così.
Buona domenica!
Oggi 4 gennaio, prima domenica del 2026, L’Unione Sarda si caratterizza con un’assenza: manca dalla prima pagina il consueto commento domenicale di Bruno Vespa. Ne siamo contenti perché bastano e avanzano le trasmissioni quotidiane condotte da Vespa che (unitamente a innumerevoli comparsate) la Rai infligge ai telespettatori. Ne abbiamo già parlato e non ci ripetiamo. Speriamo solo che sia una decisione definitiva e non un’assenza temporanea per le festività natalizie e di fine/inizio anno [fm].
Avanti per il NO nel Referendum sulla Riforma Nordio

Il comitato della società civile per il NO nel Referendum costituzionale sulla giustizia lancia per il 10 gennaio la campagna elettorale e sostiene la raccolta di firme digitali in corso: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open
Per meritarsi il premio per la Guerra, Trump aggredisce il Venezuela
Venezuela: c’è un aggressore e un aggredito
3 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Il 2026 non poteva iniziare peggio. L’aspirante Nobel per la pace bombarda il Venezuela, rapisce Maduro e la moglie e li deporta. Un aggressore dunque, gli USA, e un aggredito, il Venezuelaf. Ci si sarebbe aspettata una levata di scudi della UE, ma per ora niente. Von der Leyen & C. tacciono, eppure non […]
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Impressionante. Ricorda, più che le immagini della cattura del Presidente panamense Noriega del 1989, quelle di Saddam Hussein catturato del 2003.
Con la differenza che per Maduro si annuncia un processo -chissà su quali basi giuridiche interne, prima ancora che internazionali, una Corte di giustizia statunitense accetterà di farsene carico- negli USA, nemmeno in patria come accadde al Presidente iracheno.
Che dire? Niente che possa dare un senso a questa cosa.
E pensare che appena due giorni fa Trump, informato per telefono direttamente da Putin del presunto attacco di droni ucraini a una delle tante opulente residenze del Presidente russo sparse nella Federazione, aveva detto: “Sono scioccato!”.
Vera o (più probabilmente) falsa che fosse la notizia dell’attacco, il senso della frase non era quello che pensavamo noi.
Il vero significato era “Ma quando mai. Mica si fa così. Dilettanti, gli uni e gli altri”.
The Donald Show -oggi da Mar-a-Lago, in mondovisione, ci sarà illustrato il cartellone- promette inquietanti fuochi d’artificio.
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Insomma, stiamo andando al “Nuovo Ordine Mondiale” versione Trump.
Il diritto internazionale non esiste (più).
Le sovranità nazionali sono un optional a disposizione delle grandi potenze più armate.
Ciascuna ha il “diritto” suo nella sua “area di influenza”.
Presto sarà il turno di Teheran (ostacoli per USA e Israele non ce ne sono, ormai).
Xi si può riprendere Taiwan (se ci riesce).
Putin può concludere il lavoro in Ucraina (se ci riesce; comunque cavoli di Zelensky ed Europa: si arrangino).
E via via regolando così le varie partite.
Questo 2026 promette male, anzi peggio.
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Vedremo gli sviluppi ad horas, che possono buttare in qualunque direzione, nessuna proprio buona.
Anche se dubito che ci saranno escalation belliche nell’immediato.
Russia e Cina esprimeranno vibrate proteste, ma il Venezuela per loro è ormai off limits e se ne faranno una ragione.
Lo schema più tradizionale riporterebbe la vicenda nell’ambito della “dottrina Monroe” e del “giardino di casa” statunitense in Sud America.
Semmai, attualizzando, si interrogheranno sui possibili “do ut des”.
Venezuela, forse Cuba, forse Teheran: in cambio di cosa? Questo è il problema che potrebbero mettersi menti ancora “razionali”.
Sempre che con razionalità si possa gestire un Presidente USA sul quale più d’un sospetto di “lucida follia”, ma pur sempre di follia, sarebbe legittimo.
Del resto che anche Putin non sia a sua volta “sano” di mente è almeno dal 2022 un sospetto legittimo. In qualche modo un’anticipazione dello scenario in corso l’ha creata lui stesso sempre nella suggestione di un “Nuovo ordine mondiale”. Solo che si trattava di una suggestione rivolta al passato imperiale russo, non mettendo nel conto un futuro immediato statunitense che effettivamente era difficile prevedere nelle forme che sta assumendo.
Se proprio dovessimo guardare al passato, a me verrebbe da pensare all’Inghilterra elisabettiana a cavallo tra il XVI e il XVII secolo e all’uso della più spregiudicata guerra di pirateria e da corsa da parte di un’Isola agguerrita, protetta dal mare e da un’armata fortissima, quella delle sue flotte navali. Gli USA sono in analoghe condizioni, ma in scala più grande. E Trump non è Elisabetta I, della quale almeno non si è mai sospettato che fosse pazza.
Però sono tutte, appunto, soltanto suggestioni.
Leggo già imprecazioni che chiamano in causa l’Europa, la debolezza e l’impotenza della UE, la prevedibile subalternità italiana agli USA.
Sarei quasi tentato autocriticamente di spezzare una lancia a favore di Lucio Caracciolo, il quale, col suo realismo “geopolitico”, qualche domenica fa ci invitava a buttare a mare ormai inattuali antiamericanismi, a lasciar perdere impossibili velleità europeiste e a prendere atto che dobbiamo acconciarci a diventare “americani”: non ci sarebbe, in particolare per l’Italia, altra possibilità conveniente.
Solo che io dubito possa funzionare.
Siamo lontani da un “Nuovo Ordine Mondiale” che presupporrebbe una composizione definita delle relazioni fra i due grandi imperi globali, quello statunitense e quello cinese, nel cui ambito “sistemare” anche l’irrisolta questione russa.
Per non dire del resto del Mondo, India, Brasile e sì, persino Europa, presenza anch’essa irrisolta, ma costretta a fare i conti con una realtà sconvolta e a decidere il suo “ubi consistam”, perché se di finire russi non se ne parla, anche finire americani pare oggi assai meno accattivante che nel passato. Quanto a essere spartiti nuovamente tra area di influenza americana e area di influenza russa, pure peggio.
Mah. Appunti sparsi scritti a caldo, mentre di “narrazioni” forse ne leggeremo a iosa, tuttavia nessuna davvero convincente.
Dibattito sulla Democrazia… e sulla sua crisi non irreversibile


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La crisi della democrazia
tra teoria e pratiche contemporanee
di Franco Manca, Dossier Caritas 2025.
La democrazia attraversa una fase di profonda trasformazione che molti osservatori non esitano a definire una vera e propria crisi sistemica. Non si tratta semplicemente di una congiuntura politica sfavorevole o di un momentaneo arretramento dei valori democratici in alcune aree del mondo, ma di un processo più complesso che investe i fondamenti stessi dell’ordine democratico liberale così come si è consolidato nel corso del Novecento. Per comprendere la portata di questa crisi è necessario muoversi su un doppio binario: da un lato occorre interrogare la teoria democratica e i suoi presupposti normativi, dall’altro bisogna analizzare le manifestazioni concrete attraverso cui questa crisi si manifesta nelle società contemporanee.
La democrazia moderna si è storicamente fondata su alcuni pilastri essenziali: la sovranità popolare, il principio di rappresentanza, lo stato di diritto, la separazione dei poteri, il pluralismo politico e la garanzia dei diritti fondamentali.
Questo edificio concettuale, elaborato nel corso di secoli di pensiero politico da Locke a Rousseau, da Montesquieu a Tocqueville, ha trovato la sua realizzazione pratica nelle costituzioni democratiche del secondo dopoguerra. Il modello democratico liberale si è imposto come paradigma dominante, specialmente dopo la caduta del muro di Berlino, quando Francis Fukuyama1 poteva permettersi di parlare di “fine della storia” e di trionfo definitivo della democrazia. Eppure, già in quella celebrazione si nascondevano i germi di una crisi che sarebbe esplosa nei decenni successivi.
Cagliari Capitale – Riapriamo il dibattito sul ruolo di Cagliari in Sardegna.
Un prestigioso contributo 
[Ri]pubblichiamo un importante quanto prestigioso articolo di Francesco Cocco [Guspini 1936 - Cagliari 2017], illustre intellettuale e politico della sinistra, che in passato nella regione e nella nostra città ha ricoperto importanti ruoli istituzionali. Soprattutto è un nostro amico.
Oggi venerdì 2 gennaio 2026

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La pace è lontana
2 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Mi intriga sempre meno la politica regionale. Non che non ci siano problemi seri da affrontare. La situazione è molto grave. Ciò che più è evidente è lo scadimento dell’autonomia regionale; non c’è un campo in cui non si manifesti una dipendenza delle scelte sulla regione da forze esterne. Assurge a simbolo l’assalto al […]
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I classici latini pacifisti e il regime fascista
Una domanda all’Intelligenza artificiale (Gemini Google)
In terza media, avevo 14 anni, il professore di lettere, Emilio Sechi (noto Mazzone), bravo quanto severo, ci insegnò un po’ di latino, tra cui una famosa elegia di Tibullo (Quis fuit horrendos primus qui…). Nella circostanza ci disse che il regime fascista vietò lo studio nelle scuole degli autori classici latini che inneggiavano alla pace contro la guerra. Dimmi se in argomento hai informazioni.
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La risposta appropriata dell’AI
Oggi 1° gennaio 2025 Giovedì – Auguri politici!
Auguri belli a tutti!
1° Gennaio 2026
Democraziaoggi e Aladinpensiero si uniscono al messaggio di auguri del Presidente ANPI Gianfranco Pasquale Pagliarulo
“Oggi, primo gennaio 2026.
A tutte e tutti, auguri di buon anno.
Un anno senza genocidi, bombardamenti, guerre, riarmo, razzismo, ossessione del nemico. Con l’articolo 11 della Costituzione nel cuore, nel cervello e specialmente nella politica.
Un anno in cui, 80 anni dopo il voto alle donne […]
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AUGURI SIMPATICI, ANCHE POLITICI
Nell’anno quarto dell’era Meloni
parlano i fatti e non le opinioni
pare uno scherzo, non sembra vero
tocca rimpianger perfin la Fornero!
Dov’è quel Salvini che l’ha tanto attaccata?
venuto il suo turno l’ha peggiorata,
e se per la gloria confidava nel ponte,
secchiate di sterco sbattute in fronte.
Il progetto non regge, com’è stato acclarato,
non certo per colpa del magistrato,
e se non gli riesce costruire i ponti,
l’obiettivo diventa la Corte dei Conti.
Siccome esser onesti è un sacrificio
han già cancellato l’abuso d’ufficio.
Per rubare meglio e indisturbati
si toglie il controllo dei magistrati
e per ridurne l’autonomia
ci pensa Nordio a spazzarla via.
Processi più rapidi? Ma per carità!
Questi mirano solo all’impunità.
E mentre della giustizia si fa il funerale,
esulta il Berlusca dal girone infernale.
La riforma è invero assai strumentale
e gli è pure venuta parecchio male,
di un disegno più ampio è solo un tassello,
ordito con astuzia e manganello.
Che col premierato e la legge elettorale,
100 anni indietro voglion tornare.
Presto è servita la fregatura,
da repubblica a democratura.
Ma questo piano possiamo sventare
se tutti insieme andremo a votare
e a tal riguardo vi dico che fo’
al referendum io voto NO.
Il mio augurio quest’anno è un’esortazione:
salviamo insieme la Costituzione!
BUON 2026!
Cinzia Niccolai
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