Internazionale

A due passi dall’inferno c’è tutto il mondo per “questi due pazzi che giocano a fare Dio”

img_8468img_7945Trump e Netanyahu: due pazzi che giocano a fare Dio.

Jeffrey D. Sachs | 6 aprile 2026 | Sogni comuni

Quando dei leader squilibrati invocano la catastrofe divina come strumento politico, non sono solo i loro nemici a esserne travolti. Se non vengono fermati, saremo tutti vittime di questi due psicopatici.

Ecco il messaggio di Pasqua di Donald Trump al mondo:

Martedì in Iran sarà la Giornata della Centrale Elettrica e la Giornata del Ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno – VEDRETE! Sia lode ad Allah. Presidente DONALD J. TRUMP

Other. Cosa c’è dietro il voltafaccia di Trump che consente l’esportazione di petrolio russo a Cuba? / Una resa dei conti minacciosa per gli Stati del Golfo

img_7945 Cosa c’è dietro il voltafaccia di Trump che consente l’esportazione di petrolio russo a Cuba?
di Lee Schlenker* – Responsible Statecraft

La mossa arriva in un momento in cui si teme un aggravarsi della crisi a Cuba e si prospetta la possibilità di un rinnovato impegno diplomatico.

In una svolta positiva, l’amministrazione Trump ha dichiarato di non avere intenzione di impedire a una petroliera russa di consegnare 730.000 barili di greggio a Cuba, che sta soffrendo di una grave carenza di carburante da quando gli Stati Uniti hanno imposto un blocco petrolifero de facto sull’isola alla fine di gennaio.

Other. La legge israeliana sulla pena di morte segna una nuova fase nella disumanizzazione dei palestinesi / La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele e la fine del momento unipolare.

img_7945La legge israeliana sulla pena di morte segna una nuova fase nella disumanizzazione dei palestinesi
di Yuli Novak* – The Guardian

Un governo che abbraccia apertamente la violenza contro i palestinesi ha ora sancito per legge una politica di uso della forza letale.

Questa settimana, Israele ha approvato una legge che istituzionalizza l’esecuzione dei palestinesi. I tribunali del paese possono ora infliggere la pena di morte ai palestinesi “condannati per attacchi mortali”, ampliando un sistema giuridico progettato per prenderli di mira, privarli dei diritti, sottoporli ad abusi sistematici e, in ultima analisi, proteggere i responsabili israeliani di crimini contro i palestinesi dall’assunzione di responsabilità. Sebbene questa legislazione non crei una realtà completamente nuova, segna l’inizio di una nuova e preoccupante fase dell’oppressione israeliana dei palestinesi, sancendo per legge una politica di lunga data di uso della forza letale contro di loro. È inquietante che questa realtà sia già normalizzata in Israele.

Other News. Il momento di Pechino / Lo “Scudo delle Americhe” non aiuta l’America Latina

img_7945Il momento di Pechino
di Leon Hadar* – Global Zetgeist Substack

Perché la Cina detiene la chiave per porre fine all’ultima disavventura di Washington in Medio Oriente.

C’è una certa ironia amara nel vedere Washington scoprire ancora una volta — dopo che i cadaveri si sono accumulati e il tesoro è stato dissanguato — che la guerra che ha iniziato non può essere vinta sul campo di battaglia. Il conflitto degli Stati Uniti con l’Iran, come molti dei suoi predecessori nella regione, è stato lanciato con la retorica inebriante della forza decisiva e del cambio di regime, e da allora si è insediato nel familiare pantano di costi crescenti, deriva strategica e un nemico che si rifiuta di seguire il copione del Pentagono.

In questo caos entra in scena un potenziale mediatore inaspettato – e, per molti a Washington, sgradito: la Repubblica Popolare Cinese.

Internazionale (Other News): L’Impero vacilla/L’acqua come arma di guerra nell’era della crisi idrica

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L’Impero vacilla
Di Fabian Scheidler* – La Marea

Come la guerra contro l’Iran potrebbe porre fine all’egemonia statunitense nel Golfo Persico.

A più di due settimane dall’inizio della guerra di aggressione contro l’Iran, gli Stati Uniti e Israele non hanno ancora raggiunto il loro obiettivo bellico di provocare un cambio di regime, ed è improbabile che ci riescano in questo modo. La storia dimostra che i bombardamenti aerei da soli raramente portano alla vittoria, e tanto meno al rovesciamento dei governi. Al contrario, chi viene attaccato tende a serrare i ranghi attorno ai propri leader, specialmente quando l’aggressore, come in questo caso, bombarda scuole e ospedali.

Menzogne a gogo’: Dichiarazione G7 sul sostegno ai partner in Medio Oriente

Sul sito del Ministero degli esteri… Da leggere.
Abbiano superato la soglia della vergogna?

Dichiarazione G7 sul sostegno ai partner in Medio Oriente
Data pubblicazione: 21 Marzo 2026 Tipologia: Comunicati

Noi, Ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, nonché l’Alto rappresentante dell’Unione europea, esprimiamo il nostro sostegno ai partner nella regione di fronte agli ingiustificabili attacchi compiuti dalla Repubblica Islamica dell’Iran e dai suoi alleati.

Condanniamo con la massima fermezza gli irresponsabili attacchi del regime contro i civili e le infrastrutture civili, incluse le infrastrutture energetiche, in Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Iraq, in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli attacchi ingiustificabili del regime iraniano contro questi Stati minacciano anche la sicurezza regionale e globale. Chiediamo la cessazione immediata e incondizionata di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano. Riaffermiamo l’importanza di salvaguardare le rotte marittime e la sicurezza della navigazione, anche nello Stretto di Hormuz e in tutte le vie navigabili critiche mi associate, nonché la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la stabilità dei mercati energetici.

Siamo pronti ad adottare le misure necessarie per sostenere l’approvvigionamento energetico globale, come il rilascio delle scorte deciso dall’Agenzia Internazionale per l’Energia l’11 marzo. Il G7 ha affermato a più riprese che l’Iran non deve dotarsi di armi nucleari e che deve interrompere il suo programma di missili balistici, porre fine alle sue attività destabilizzanti nella regione e in tutto il mondo e cessare le atroci violenze e la repressione contro il suo stesso popolo.

Sosteniamo il diritto dei paesi vittime degli ingiustificati attacchi da parte dell’Iran o dei suoi alleati a difendere i propri territori e a proteggere i propri cittadini. Ribadiamo il nostro sostegno incondizionato alla loro sicurezza, sovranità e integrità territoriale. Condanniamo gli efferati attacchi compiuti in Iraq dall’Iran e dalle sue milizie contro strutture diplomatiche e infrastrutture energetiche, in particolare nella regione del Kurdistan iracheno, nonché contro le forze statunitensi e della coalizione contro l’ISIS e il popolo iracheno.

Oggi sabato 21 marzo 2026. E’ Primavera, benedetta Primavera!

img_8263costituzione-italianaL’argine della Magistratura
21 Marzo 2026 su Democraziaoggi.
La Costituzione italiana rappresenta l’unica garanzia contro i marosi dei poteri selvaggi, e un’autorità giudiziaria realmente indipendente rappresenta l’unico strumento che può tenere in piedi l’argine della Costituzione.
di Domenico Gallo
Ci aspettano tempi difficili. L’attacco proditorio di Israele e Stati Uniti a una potenza regionale come l’Iran apre uno scenario infernale di morte, di distruzione ambientale, di […]
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L’Iran sta vincendo / L’impatto umanitario della guerra in Medio Oriente

img_7945L’Iran sta vincendo
Di Rafael Poch* – Contexto y Acción (CTXT)

Questa guerra è asimmetrica perché la superiorità tecnologica e la capacità militare di una delle parti sono schiaccianti, ma né gli israeliani né gli statunitensi sopporterebbero un tale livello di distruzione senza subire uno sconvolgimento politico.

Non c’è dubbio che la popolazione iraniana stia soffrendo la guerra molto più di qualsiasi altra parte coinvolta, sia in Israele che nei paesi del Golfo o negli Stati Uniti, dove non si registra alcun danno. Ma a giudicare da quanto si vede, c’è una differenza nella capacità di resistenza: né gli israeliani, né gli statunitensi, né gli abitanti dei paesi del Golfo sopporterebbero il livello di distruzione di infrastrutture, ospedali, scuole e centri amministrativi, per non parlare dell’eliminazione di un’intera schiera di figure di spicco della leadership politica, militare e religiosa, senza subire un terremoto politico e sociale. L’Iran si fa carico di tutti quei danni che i suoi avversari non possono sopportare.

Mentre Israele si prepara ad applicare il «modello di Gaza» in Libano, dov’è la reazione internazionale? / L’esplosione all’interno della macchina da guerra di Trump: Joe Kent si dimette

img_7945Mentre Israele si prepara ad applicare il «modello di Gaza» in Libano, dov’è la reazione internazionale?
di Ben Reiff* – The Guardian

L’organizzazione per la prevenzione del genocidio ha lanciato un allarme rosso. Non è il momento di vuote condanne, ma di sanzioni ed embarghi sulle armi.

Chiunque abbia seguito il discorso dei media israeliani negli ultimi giorni potrebbe provare un forte senso di déjà vu. Accanto alle reazioni euforiche al bombardamento statunitense-israeliano dell’Iran (sostenuto dal 93% della popolazione ebraico-israeliana), politici e commentatori di spicco stanno ora invocando a gran voce un’escalation in Libano – sperando di vedere una ripetizione della devastazione che Israele ha causato a Gaza.

Oggi 18 marzo 2026

Non si può lasciar manomettere la Costituzione da scassinatori rancorosi
17 Marzo 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Forse non tutti sanno che l’Assemblea costituente è stato l’organo parlamentare più autorevole della storia italiana. C’è stato – è vero – il primo parlamento unitario che nel 1865 ha approvato il corpus delle leggi unitarie, ma l’Assemblea costituente del 1946-47 l’ha superato in autorevolezza per l’alta qualità dei suoi componenti e per la […]
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img_7945Come l’Iran e la Cina hanno plasmato lo scacchiere bellico / Il fronte nascosto della guerra in Iran: cibo, acqua e fertilizzanti
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Come l’Iran e la Cina hanno plasmato lo scacchiere bellico
Di Pepe Escobar* – The Cradle

La risposta a doppio binario della Cina alla guerra statunitense-israeliana contro l’Iran riflette una strategia geopolitica ed economica più ampia che si estende dal campo di battaglia al sistema finanziario globale.

Un commento di Domenico Rizzuti Vice presidente di Costituente Terra

ScreenshotCarissimi/e,
A proposito dell’intervento di Jeffrey Sachs che, in confortante sintonia con le nostre analisi e proposte, mette a nudo i perché, peraltro noti a chiunque abbia un briciolo di intelligenza, neanche politica, di questa aggressione catastrofica israelo-statunitense all’IRAN, che ha già aperto le porte dell’inferno nella regione medio orientale e rischia di spalancarle nel mondo intero.
Nella piena consapevolezza dei limiti delle nostre forze e della nostra capacità di incidere e nella convergenza con le conclusioni di questo intervento di Sachs, che riporto di seguito, verificheremo quale contributo possiamo concretamente dare e in quale forma, per la costruzione di un largo fronte unitario di tutte le forze amanti della Pace, dell’Uguaglianza, della Natura e dell’Umanità, della Democrazia e del Diritto che chiami gli italiani e le italiane alla mobilitazione contro il vassallaggio agli USA, la connivenza scandalosa con Israele e la supina accettazione di una strada, che se non si blocca, è destinata a portare alla scomparsa dell’umanità, nell’attonita acquiescenza di tanta parte della politica, della comunicazione, degli Intellettuali.
Un caro saluto
Mimmo Rizzuti
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Le conclusioni di Sachs:

Assemblea generale di Costituente Terra

Screenshotvenerdì prossimo, 27 febbraio, alle ore 15, presso la Fondazione Giuseppe Di Vittorio, in Via Donizetti 7B Roma, si terrà in seconda convocazione l’Assemblea annuale di Costituente Terra.
Non sarà un passaggio formale ma un salto politico. Presenteremo il progetto di Federazione della Terra per la costituzionalizzazione dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, dall’ultimo lavoro di Luigi Ferrajoli, presto in uscita.
Un programma concreto, una proposta istituzionale praticabile: la risposta all’assalto contro democrazia e diritto internazionale. L’alternativa alle guerre permanenti e alla politica ridotta a interessi privati. Non una testimonianza. Una soluzione condivisa e partecipata.
Ci aspetta, come detto, un anno impegnativo: solo il supporto di tutte e tutti noi può permetterci di affrontarlo. Sostenete l’Associazione iscrivendovi o donando. Si ricorda che per votare è necessario essere in regola con l’iscrizione

Sarà garantito un collegamento da remoto, invierò nei prossimi giorni le istruzioni per ciò.

Un caro saluto
Luigi Ferrajoli

Il cessate il fuoco come arma: il genocidio a Gaza continua nel silenzio / L’era della cleptocrazia

img_7945Il cessate il fuoco come arma: il genocidio a Gaza continua nel silenzio
Di Refaat Ibrahim* – Pearls and Irritations

Uccisioni, arresti, sfollamenti e restrizioni agli aiuti umanitari sono continuati anche durante il cessate il fuoco. La violenza non è finita, ma è stata riorganizzata e resa meno visibile.

L’occupazione israeliana ha trasformato il cessate il fuoco in uno strumento per promuovere i propri obiettivi nella guerra di genocidio, svuotando l’accordo del suo contenuto pratico e utilizzandolo come copertura politica per continuare le violazioni senza rendere conto delle proprie azioni.

Nei quattro mesi trascorsi dal suo inizio, il 10 ottobre 2025, 630 persone sono state uccise a Gaza, 1.607 ferite e 50 arrestate. Le organizzazioni per i diritti umani hanno segnalato la distruzione di oltre 2.500 edifici oltre la linea gialla, causando lo sfollamento di migliaia di famiglie. Nel frattempo, Israele ha consentito solo il 43% degli aiuti umanitari e il 12% del carburante, ha ostacolato il valico di Rafah e ha limitato le partenze dei pazienti a meno di 300 nella prima settimana, ben al di sotto della capacità giornaliera del valico.

Democrazia, egemonia e doppio standard: il caso cubano / La classe sociale di Epstein: le stesse élite che fingono di combattere

img_7945Democrazia, egemonia e doppio standard: il caso cubano
Di María Teresa Felipe Sosa* – Diario Red

Il sistema cubano può essere discusso e perfezionato; anzi, dovrebbe esserlo, dall’interno e con una partecipazione reale. Ma ciò che non può essere accettato come punto di partenza è la colonizzazione concettuale che trasforma la democrazia liberale capitalista nell’unico criterio di legittimità.

La Rivoluzione Cubana trionfò il 1° gennaio 1959 rovesciando una tirannia strettamente legata agli interessi degli Stati Uniti. Sono passati più di sei decenni e il persistere delle sanzioni politiche, economiche e simboliche contro Cuba rivela che si tratta di un confronto ideologico, di una punizione per l’affermazione della sovranità di un piccolo Paese che ha avuto l’audacia di non comportarsi da subordinato.

Raniero La Valle

img_2578ALL’ARMI SIAM EUROPEI

Cari amici,

Il vertice informale di venti leaders europei nel castello fiammingo di Alden Biesen (ahimé non lontano da Maastricht) e il vertice formale del Consiglio dei 27 a Monaco del 12 e 13 febbraio scorso non potevano finire nel modo peggiore. Sarebbe da dire: “Achtung, Europa!”: ti vogliono serva, armata, divisa ma dotata di un Nemico, ma anche ricca, e non sanno come fare.

Nel primo dei due vertici è riemerso lo scontro franco-tedesco su come accollarsi il debito europeo, e si è registrata la sconsolata constatazione di Draghi (come “esperto”) che attribuisce gran parte dell’attuale crisi economica europea all’alto costo dell’energia, che peraltro l’Europa stessa si è procurata tagliando i ponti (e i tubi) col gas russo, mentre nel secondo si è prospettato un futuro di un’Europa che rinnega se stessa.