Punta de billete – Save the date – Prendi nota

- L’evento su fb: https://www.facebook.com/events/137006794667129/

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E’ ripartita l’iniziativa internazionale di Costituente Terra, con un denso e impegnativo incontro tra Costituente Terra e il Global Governance Forum, promosso, d’intesa con l’organizzazione centrale, da Francesco Vincenti, del nodo Centro-Sud America dell’associazione.
L’incontro ha aperto interessanti e promettenti percorsi di lavoro e di iniziativa.
A questo ricco confronto, di cui si dà conto nel report di Luigi Marini, è seguito, il successivo 10 settembre, il Direttivo di Costituente Terra dedicato alla Conferenza di organizzazione, che sarà oggetto, in tempi strettissimi, di una successiva comunicazione.
Un caro saluto a tutti/e e una buona ripresa.

Incontro tra Costituente Terra e Global Governance Forum
Roma, 7-8 Settembre 2026
La necessità di una riforma sostanziale delle Nazioni Unite e di una revisione profonda della sua Carta è largamente riconosciuta da molti anni e il numero d’iniziative che intendono offrire una soluzione al
problema è oramai molto ampio, sia a livello di dibattito interno alle strutture ONU sia a livello politico e dottrinale sia a livello di movimenti della c.d. società civile.
Alcune proposte ritengono che un insieme di modifiche mirate al testo della Carta possa essere soluzione adeguata e percorribile, altre ritengono che occorra modificare in radice la struttura e le logiche dell’organizzazione.
In questo contesto così complesso, nei giorni scorso presso la sede dell’Università della Pace di Roma si sono confrontati il prof. Luigi Ferrajoli e un gruppo di lavoro dell’associazione Costituente Terra e il dr. Augusto Lopez-Claros, coordinatore del progetto Global Governance Forum. Quest’ultimo progetto, che riunisce esperti di alto livello in tema di diritto internazionale e sistema ONU, ha redatto una revisione della Carta delle Nazioni Unite, riscrivendo (sia eliminando sia mediante aggiunte) il testo del 1945 e accompagnando ogni modifica con una illustrazione delle scelte effettuate. Come sappiamo, il progetto di una Costituzione della Terra si muove su un piano diverso, con un nuovo testo di 100 articoli che sostituisce la Carta attuale e propone una vera e propria costituzionalizzazione delle Nazioni Unite, che vengono dotate di organi di garanzia, oggi non previsti, in una prospettiva di federalismo globale.
Nell’esaminare le due proposte, i partecipanti hanno individuato una comunanza di analisi e la presenza di importanti punti di convergenza su valori e urgenze.
Innanzitutto, la necessità di accettare l’idea che, pur nelle tante differenze, gli abitanti della terra costituiscono un unico popolo, affratellato da un destino comune. Di conseguenza, la rappresentanza su base statuale non è più idonea a rappresentare e governare i bisogni fondamentali e le aspirazioni dell’umanità. Le Nazioni Unite vanno “democratizzate” attraverso la presenza di rappresentati dell’umanità nelle sue istituzioni, a partire dall’Assemblea Generale per finire al controllo sulle scelte del Consiglio di Sicurezza. Una soluzione aggiuntiva è quella di dare voce a rappresentanze di quelli che oramai vengono chiamati i “global citizens” e alle loro aggregazioni.
Si può, quindi, pensare a una nuova forma di rappresentatività elettiva dell’Assemblea Generale, oppure al mantenimento della sua struttura su base statuale, affiancata, però, da una Assemblea Parlamentare elettiva, che ha anch’essa diritto e dovere di esprimersi mediante voti di natura decisionale.
In secondo luogo, i due progetti condividono le prospettive di fondo, quali la pari dignità delle persone, il superamento della povertà e delle disuguaglianze, l’accesso universale ai servizi essenziali (salute, istruzione, tecnologia), il rispetto dei diritti fondamentali, sia personali che sociali, il diritto delle persone e delle comunità a vivere in pace, la necessità che lo sviluppo sia davvero sostenibile e prevenga la devastazione dell’unico ambiente planetario.
Questi principi di fondo animano le proposte avanzate dalle due associazioni e si riconoscono nelle soluzioni contenute nei rispettivi documenti.
In terzo luogo, pur nella differente impostazione, entrambe le proposte affermano la distinzione fra le competenze che restano in capo agli Stati e quelle che spettano, invece, alle Nazioni Unite.
Ciò vale, innanzitutto, per le risposte alle due grandi catastrofi che minacciano l’umanità intera, e cioè la guerra e la devastazione ambientale. Esse impongono di unire gli sforzi di tutti gli attori globali e impongono di creare nuove forme organizzative in grado di prevenire e risolvere i conflitti e di adottare politiche ambientali che evitino la devastazione del pianeta.
- Per quanto riguarda il tema della pace, comune è la prospettiva di un disarmo globale, che lasci alla Nazioni Unite il monopolio di eventuali interventi armati, e la necessità che il Consiglio di Sicurezza diventi un organismo più democratico, più rappresentativo ed efficace. Il Global Governance Forum e Costituente Terra propongono soluzioni parzialmente diverse sia per la composizione di un Consiglio, comunque ampliato e con forme di elezione dei membri innovative, sia con riferimento al profilo critico del diritto di veto garantito ai P5, prevedendosi o una più radicale eliminazione di tale possibilità, oppure, in alternativa, il suo mantenimento, sovvertibile però dal voto della maggioranza di 2/3 delle due assemblee.
- Per quanto riguarda la protezione dell’ambiente, entrambe le proposte prevedono la creazione di un organismo dedicato (oggi esiste solo un “programma” di azione privo dei necessari poteri) che sia dotato delle competenze e degli attributi necessari a governare le politiche ambientali.
In quarto luogo, l’evidente natura universale dei processi in corso richiede l’individuazione di risorse e di programmi in grado di dare risposte concrete. In tale direzione vanno l’ipotesi di una riforma del bilancio delle Nazioni Unite che lo renda stabile e non soggetto ai capricci dei singoli Stati, nonché la previsione di forme di tassazione globale progressiva.
Inoltre, comune ai due progetti è la centralità dei principi dello stato di diritto e la necessità che gli organi giurisdizionali siano dotati di poteri effettivi di decisione e di implementazione delle decisioni. Se la Costituzione della Terra prevede una Corte costituzionale universale, sovraordinata rispetto alle decisioni degli altri organismi ONU e delle corti nazionali, il Global Governance Forum attribuisce alla Corte Internazionale di Giustizia una giurisdizione obbligatoria con compiti di controllo sull’applicazione del diritto internazionale (che potremmo definire come forma temperata di costituzionalizzazione).
L’incontro ha dedicato una attenzione particolare ai temi collegati all’Intelligenza Artificiale e all’impatto delle sue applicazioni su tutti gli aspetti fondamentale della vita delle istituzioni e delle persone. Un impatto che rischia di rendere obsoleto il dibattito attuale sulle istituzioni internazionali e sui loro poteri. La Costituzione della Terra già include previsioni dedicate al governo dell’IA, ma sappiamo tutti che questa disciplina generale dovrà trovare approfondimenti e sviluppi.
Muovendo da questi principi e dalla individuazione di esigenze avvertite come comuni, le due associazioni si sono date un piano di lavoro che prevede la prosecuzione dell’analisi comparata dei testi e la collaborazione a iniziative per la riforma delle Nazioni Unite e per la tutela del diritto internazionale quale strumento di governo della complessità e di garanzia per tutti i cittadini della terra.
Luigi Marini
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AService StudioPubblicato a Cagliari il 3/3/2012
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