Oggi mercoledì 29 novembre 2023

img_3442 Alessandra Todde parte da Nuoro per conquistare la Regione: una vittoria che dipenderà solo da lei
28/11/2023 alle 21:50 Vito Biolchini su vitobiolchini.it
Alessandra Todde in piazza con una militante del centrosinistra
Domenica prossima nella sua Nuoro Alessandra Todde debutterà come candidata alla presidenza della Regione Sardegna per lo schieramento del centrosinistra allargato ai Cinquestelle. Certo, la settimana scorsa, chiamata dalla segretaria del Pd Elly Schlein, era già salita sul palco della Festa dell’Unità di Cagliari, ma stavolta sarà diverso: stavolta sarà lei al centro dell’attenzione.

L’iniziativa arriverà a ben ventiquattro giorni dalla nomina giunta dal tavolo dei partiti, ventiquattro giorni in cui in realtà sono successe poche cose: proviamo a riassumerle.

Il centrodestra ha rischiato una clamorosa spaccatura che al momento sembra rientrata, ma ancora non riesce a trovare la strada che dovrà portare all’indicazione del candidato presidente. Tutto ruota intorno all’eventuale riproposizione di Christian Solinas, apertamente osteggiata da Fratelli d’Italia e sostenuta solo dai sardisti e dalla Lega. I consiglieri del Grande Centro non accettano però che la candidatura vada automaticamente alla destra e chiedono di sondare alcuni nomi. Forza Italia sa alla finestra, nella speranza di poter approfittare di questa situazione di stallo. Sta di fatto però che senza il candidato del centrodestra, la campagna elettorale non può partire.

Renato Soru è in campo ma nonostante le tante iniziativa pubbliche (le più importanti a Cagliari e a Sassari) dà l’impressione di non aver ancora varcato il Rubicone. I suoi maggiori alleati, i Progressisti, premono per una ricomposizione con il centrosinistra. Per quanto a Sassari Soru abbia ironizzato sulla forza elettorale del centrosinistra e dei Cinquestelle, al momento il suo schieramento è composto solo da liste dall’esiguo peso elettorale, quali gli indipendentisti di Liberu, Più Europa, Upc e la risorta Progetto Sardegna. Altri gruppi indipendentisti sono pronti a sostenerlo ma attendono da lui un impegno più chiaro.

Detto questo, la candidatura di Soru desta interesse e risveglia entusiasmi sopiti, per quanto al momento sono pochissime le idee che lui ha espresso nei suoi incontri (sostanzialmente, nuovo statuto di autonomia e nuova legge statutaria). Non si hanno notizie del programma, né di come intenda prepararlo.

Il centrosinistra lentamente va avanti. Dei tre schieramenti oggi in campo, è l’unico che ha sia un candidato già definito che una bozza di programma già approvata e sulla quale poter lavorare. Il fatto che questa però circoli in maniera quasi carbonara la dice lunga sul livello di improvvisazione, ma tant’è.

D’altra parte i Cinquestelle, che nell’isola alle ultime politiche sono andati meglio del Pd, in Sardegna non possono contare su di un’organizzazione solida né su radicamento territoriale, ma hanno comunque imposto al Pd, quale condizione per l’alleanza con il centrosinistra, che il candidato alla presidenza fosse espresso da loro. E Alessandra Todde ha voluto fortemente che a essere candidata fosse lei, scontrandosi in maniera sotterranea con il referente regionale Ettore Licheri e in maniera più esplicita con il gruppo consiliare.

Ma Alessandra Todde ha anche deciso di accettare la candidatura sapendo che avrebbe trovato a sbarrargli la strada Renato Soru. Poteva fare un passo indietro, ma non lo ha fatto: segno che è sicura di poter vincere ugualmente.

Non solo: molti elettori di centrosinistra non la voteranno solo perché espressione del Cinquestelle, altri semplicemente (inutile negarlo, purtroppo) perché donna.

Ma lei ora non ha molte alternative e anzi, forse si trova in una condizione ideale. Perché, dovendo fare i conti con una probabile sconfitta, può solo dare tutto e semplicemente provare a convincere i sardi di essere migliore del candidato del centrodestra e di Renato Soru. Senza fare troppi calcoli, senza contare troppo sul suo partito e su quelli alleati. Perché con questa legge elettorale, vince il candidato presidente che prende più voti, a prescindere dal consenso dato alle liste che lo sostengono.

Quindi, se vuole diventare presidente della Regione, Alessandra Todde deve prendersi sulle spalle l’intera responsabilità di questa candidatura e convincere i sardi e le sarde che è lei la persona migliore per guidare l’isola fuori dalla crisi. Non ci sono altre strade.

Tutto dipenderà dalla capacità che avrà di parlare al cuore delle persone e di andare al cuore dei problemi. Senza mediazioni, senza calcoli, senza giochi di potere. Con tanto coraggio. La vittoria dipende da lei. Solo da lei. Finora ha giocato giustamente a nascondersi. Da sabato a Nuoro non potrà più farlo.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>