Oggi 31 dicembre 2025 mercoledì Ultimo giorno del 2025
Auguri di un Anno che ci dia Pace e Salute
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A Roma da Mattarella: https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2025-12/giovani-cisgiordania-roma-giubileo-papa.html
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[Da Rocca] Note a margine del Messaggio di papa Leone XIV per Capodanno 2026 giornata mondiale della pace
“Ci rivolgiamo a tutti gli uomini di buona volontà per esortarli a celebrare ‘La Giornata della Pace’, in tutto il mondo, il primo gennaio dell’anno civile”. Così san Paolo VI, per il Capodanno 1969. Anche Leone XIV per celebrare questa Giornata ci ha rivolto il suo messaggio, riprendendo le prime parole da Lui pronunciate per la città di Roma e per il mondo intero: ”La pace sia con tutti voi! Fratelli e sorelle carissimi questo è il primo saluto del Cristo Risorto…una pace disarmata e disarmante”. (9 aprile 2025). E il successivo 16 maggio rivolgendosi al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede affermava che per costruire la pace “è necessario ridare respiro alla diplomazia multilaterale e a quelle istituzioni internazionali che sono state volute e pensate anzitutto per porre rimedio alle contese che potessero insorgere in seno alla Comunità internazionale. Certo occorre anche la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e di morte”. Una pace disarmata non può esser fondata sulla paura, sulla minaccia degli armamenti. Già papa Francesco il giorno di Pasqua 2025, prima di dare, con un filo di voce, la benedizione aveva voluto che venisse letto il suo Messaggio pasquale: “… Faccio appello a tutti quanti hanno responsabilità politiche a non cedere alla logica della paura. Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo” .L’insistente appello di Francesco adesso ripreso da Leone, per una pace disarmata, segna un passo avanti nella riflessione cristiana sul tema della pace. Prima delle armi nucleari e chimiche valeva il principio della legittima difesa e a certe condizioni si poteva parlare di ‘guerra giusta’. Ora, invece si è convinti della tragica inutilità e immoralità di una g]erra condotta con i nuovi tipi di armamenti. Giovanni XXIII nella ‘Pacem in terris’ (1963)affermava: “Nell’era atomica è irrazionale pensare che la guerra possa essere utilizzata come strumento di riparazione dei diritti violati” (n. 127). E il Concilio ecumenico : “Ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato” (Costituzione Gaudium et spes 1965, n.80). Questa condanna non investiva però la legittimità del possesso di armi nucleari solo a scopo di deterrenza contro ingiuste aggressioni. In quegli anni diversi episcopati si pronunciarono per una “accettazione estremamente condizionata della deterrenza. “Noi, dicono i vescovi statunitensi, non ci sentiamo di considerarla adeguata ad essere una base durevole per la pace”. I vescovi del Belgio parlano della deterrenza come “un male minore” e i vescovi olandesi considerano la deterrenza solo “come soluzione provvisoria e fase di un processo di disarmo progressivo verso una vera pace”. Nel Discorso per la festa di sant’Ambrogio 1983 il cardinale Martini si chiedeva: “La corsa agli armamenti nucleari fatta in nome della deterrenza ha concretamente allentato in questi anni oppure inasprito le tensioni? Quali e quanti mezzi, energie, possibilità ha assorbito la corsa agli armamenti, sottraendo forze preziose alla lotta contro la fame, la malattia e per la promozione della vita? Quali germi di violenza essa introduce nel costume e nel quotidiano vivere degli uomini?”. La formula di papa Leone ‘pace disarmata’, mi sembra raccolga efficacemente questo cammino della coscienza cristiana che non si rassegna alla logica della deterrenza armata e con essa alla spirale perversa della corsa al riarmo.
Solo una pace disarmata cioè non fondata sulla paura, sulla minaccia e sugli armamenti è disarmante, capace di affrontare i conflitti e generare fiducia, empatia e speranza. Solo una pace disarmata che fa tacere le armi apre al dialogo, alla parola disarmante capace di una pace giusta.
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