Salviamo e diamo continuità al Manifesto sardo
Addio a Roberto Loddo, ora bisogna dare continuità al Manifesto sardo
11 Settembre 2026, Andrea Pubusa su Democraziaoggi
La scomparsa di Roberto Loddo è molto dolorosa. Un compagno profondamente immerso nell’impegno sociale e nella direzione de Il Manifesto sardo.
Ora su Roberto, giustamente, molto si è detto in questi giorni. La sua azione era ben nota e svolta fra la gente e dunque non è stato difficile avere tante testimonianze e manifestazioni di stima. C’è però una questione che preme. Come continuerà il Manifesto sardo? Mi preoccupa non solo per il valore della rivista, ma perchè sono legato a quella storia.
Molti non sanno, ma ci fu un Manifesto sardo cartaceo, nella prima metà degli anni ‘70. Era diretto da Salvatore Chessa uno dei seguaci di Pintor a Cagliari, e Marco Ligas era uno dei principali e convinti collaboratori. Quando la pubblicazione cessò, l’idea è rimasta e Marco la rilanciò online qualche tempo dopo, facendone una delle pubblicazioni più autorevoli della sinistra sarda. Roberto, per ragioni di età, è estraneo a questa storia, ma quando Marco gli passò il timone, mostrò di aver capito lo spirito del blog e lo condusse, mantenendone viva e forte la voce.
Ecco perchè il Manifesto sardo deve proseguire. E chi – come me – ha fatto parte di questa storia fin dalle sue origini, non può che auspicare in questo difficile momento, una sua nuova vita, nel nome di due indimenticabili compagni come Marco Ligas e Roberto Loddo.
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Siamo d’accordo, riprendiamo subito l’argomento




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