In ricordo di Roberto Loddo

ScreenshotDa solo, una sera. In ricordo di Roberto Loddo
di Gianni Loy
L’aria sembrava leggera. Il senso della vita stretto nel pugno chiuso. Quel pugno chiuso che tante volte hai sollevato al cielo – invocando speranza – in attesa di un sol dell’avvenire che non hai visto, che neppure noi vedremo.
Stringevi nel pugno chiuso – caro amico – l’algoritmo della folle inversione di valori che predicavi, e che praticavi: prima i più deboli, prima i più bisognosi, prima i più poveri. Malati che fossero – della più misteriosa delle malattie – o rinchiusi in gabbie inospitali a scontare colpe che a volte avevano commesso, altre volte no, perché fosse riconosciuta, prima di tutto, la loro dignità.
Sei stato inconsapevole seguace, se non apostolo, di un Cristo che forse non hai incontrato, di un Dio che non è ancora resuscitato.
Cercavi persino di riorganizzare, all’interno di un partito, compagni che – per eredità ereditata – erano avvezzi ad inseguire la formula del come distinguersi, e dividersi, piuttosto che quella dell’invocata unità.
Hai poi raccolto, dalle mani di Marco, un prezioso testimone di libertà, contribuendo così, con pazienza, costanza e acume, a ricordare e tramandare un grande sogno del secolo scorso: un manifesto di impegno politico e civile capace di offrire appigli e speranza – a volte, ahinoi, anche nostalgia – a quanti, nel quotidiano inciampo, non si rassegnano allo sgretolarsi dei valori e al dileguarsi dei sogni.
Non potevi passare inosservato.
Ci hai lasciati, Roberto caro, stringendo forte nel pugno chiuso il segreto più segreto; il tuo, come quello di ciascuno di noi sopravviventi. Quel segreto che – tra le gioie e le pene che la vita riserva – gelosamente custodisce quelle che non si condividono, neppure con gli amici più cari.
Non cercheremo di aprire il tuo pugno chiuso. Non scandaglieremo il profondo del tuo mistero, coltiveremo il tuo insegnamento, questo sì, in silenzio, contentandoci del quia.
Ti salutiamo sotto il colonnato, dove una gatto osserva, disorientato, il pianto degli orfani che lasci, ma ti seguiremo in processione. E per essere sicuri di non inciampare, proseguiremo il cammino guardando all’indietro – anche all’indietro – dove stanno le tante, meravigliose, persone che abbiamo avuto la fortuna di incontrare in questa misteriosa, minuscola, porzione di infinito che è la vita.
Sollevando al cielo il pugno chiuso.

Gianni Loy
11 settembre 2026
———————————————————
Screenshot
**Roberto è stato e resterà una persona unica nella nostra mia vita. Non era soltanto un amico, era molto di più: per me era come un fratello, una presenza speciale e insostituibile. La sua partenza improvvisa ha lasciato dentro di me un dolore immenso e un vuoto che nessuno potrà mai colmare. Ci manca tanto, ogni giorno. Mi mancano la sua presenza, il suo sorriso, le sue parole e soprattutto il suo modo di esserci.
Non so come si possa accettare una perdita così grande. So soltanto che continuerò a portarlo nel cuore, perché certe persone non se ne vanno mai davvero: rimangono dentro di noi per tutta la vita.
Ciao Roberto, persona unica e indimenticabile. Sei stato più di un fratello e lo sarai per sempre.
—————————————
Screenshot
Questo è uno dei tanti interventi di Roberto Loddo nelle infinite iniziative e attività che impegnano quotidianamente Asarp. Organizzare eventi pubblici sulla salute mentale è una delle mie più faticose ma necessarie azioni da presidente dell’Asarp per svegliare il sonno delle istituzioni e della politica sul tema della salute mentale. Dal momento in cui Roberto è entrato nel Direttivo dell’Asarp, la sua preziosa presenza e sostegno è stata per me e per l’Asarp un grande dono. Lui si spaventava, come tutto il Direttivo, quando chiamavo per dire “ho pensato questo – faremo questo – andremmo…”, ma ha sempre accolto, come del resto tutte le persone del Direttivo quella mia corsa quasi folle a costruire eventi e incontri pubblici senza sosta, come se non avessi tempo. La mia corsa continuerà e mi angoscia non aver al mio, al nostro fianco, Roberto. Questo grande mondo della salute mentale e dei diritti a cui apparteniamo, ha conosciuto Roberto, ne ha apprezzato la passione e le straordinarie doti umane. Non avete idea di quante persone mi hanno chiamato incredule, addolorate, che hanno espresso parole bellissime per Roberto. Parole di profondo dolore per la sua perdita. Questo video che condivido grazie a Martino Atzeni, è solo un piccolo frammento di questo nostro lavoro che trovate nelle nostre pagine YouTube (quella di Asarp e quella di Typos). Un lavoro enorme di testimonianza che possediamo grazie alla grande disponibilità dell’amico Roberto Robero Pili.
La perdita di Roberto è per me un grande dolore non solo perché perdo un amico caro e un compagno prezioso ma perché non trovo nessuna ma nessuna spiegazione alla tragedia che ha portato alla sua perdita. E se non trovo una sola ragione significa che chi di dovere dovrà necessariamente trovarla questa ragione che ci ha privati di un grande uomo, un giovane uomo buono e generoso. Un combattente che non si fermava davanti a nulla.
(Gisella Trincas, Asarp)
————————

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>