Viaggiavano verso Siviglia. Riflessioni sul (e a partire dal) disastro ferroviario di Toledo, di Ricardo Escudero

Screenshot di Ricardo Escudero.
Nei giorni scorsi, molte persone in viaggio verso Siviglia — per lavoro o in viaggio di piacere verso una meta affascinante — hanno perso la vita o hanno riportato lesioni che, pur nella loro diversa gravità, sono state in ogni caso traumatiche. Si trattava di individui che intraprendevano un viaggio che molti di noi hanno compiuto innumerevoli volte, per le medesime ragioni. Un numero fin troppo elevato di famiglie è stato devastato, tragicamente, dalla sofferenza e dal dolore, sconvolto da decessi tanto insensati quanto inaspettati. Le cause richiedono un’indagine approfondita e comporteranno, con ogni probabilità, spiegazioni complesse, poiché appare evidente che fattori umani e tecnologici abbiano contribuito, in misura variabile, a questo brutale incidente.
I nostri dirigenti — e noi stessi, come comuni cittadini — abbiamo spesso vantato l’immagine di una Spagna moderna ed efficiente, caratterizzata da una solida performance economica e da progressi in ambito di diritti sociali; traguardi che, in alcuni casi, hanno persino destato grande sorpresa in altri paesi. E’ innegabile che vi sia stata un’evoluzione significativa; tuttavia persistono gravi carenze strutturali e problemi radicati che minacciano il nostro benessere e la nostra serenità.
In particolare, gli incidenti e le criticità ferroviarie riscontrate negli ultimi mesi costituiscono un sintomo palese di una serie di fallimenti sistemici, di lacune capaci di provocare uno shock profondo e un dolore insopportabile, come dimostra l’elevato numero di vittime. In sintesi: si è trattato di un crudele confronto con la realtà che costringe, noi spagnoli, a una riflessione tanto inquietante quanto dolorosa. Ci obbliga a prendere atto del fatto che quello che definiamo con enfasi il nostro “stato sociale” non è affatto così solido, moderno o efficiente come potrebbe apparire a prima vista.
Credo che, ancora una volta, noi spagnoli — e soprattutto i nostri politici — siamo stati colpevoli di un eccesso di sicurezza; è davvero imbarazzante scoprire che la Spagna si colloca al secondo posto nel mondo — superata solo dalla Cina! — per estensione della propria rete ferroviaria ad alta velocità. Tutto ciò riflette una sorta di “donchisciottismo” per il quale stiamo pagando un prezzo tragico: l’eccessiva espansione quantitativa – o, più semplicemente, la pura ambizione – non è stata accompagnata da un’adeguata supervisione e da un controllo rigoroso di un moderno mezzo di trasporto che ha riscosso un successo innegabile e ha conosciuto una crescita esponenziale negli ultimi anni.
Nell’arco di meno di nove mesi, in Spagna, sulle linee ferroviarie ad alta velocità si sono verificati due tragici incidenti. Si tratta di un fatto che suscita dolore e preoccupazione, data la profonda ferita inferta alla reputazione dei servizi pubblici spagnoli – e persino a quello che, un tempo, veniva definito ufficialmente e con enfasi “Marca España”. Tale slogan fu lanciato dal governo del Partito Popolare nel 2012 per promuovere l’immagine del Paese all’estero; sebbene sia stato abbandonato in seguito al mutamento politico del 2018 – innescato da una mozione di sfiducia – esso rimane impresso nella mente di molti politici.
Ancor più doloroso, il fatto che entrambi gli incidenti siano avvenuti sotto un governo di sinistra: un esecutivo che sostiene con fermezza i servizi pubblici (seppur tra alcune contraddizioni e limitazioni) in contrapposizione alla linea liberale e favorevole alle privatizzazioni della destra, arrivata persino a propugnare lo smantellamento o il ridimensionamento di molti di tali servizi.
Per il Partito Socialista si tratta di una vera e propria tragedia; sarà praticamente impossibile superare il profondo impatto di questo incidente in vista delle elezioni del 29 novembre. Tale evento influenzerà certamente, in modo determinante, la campagna elettorale e, di riflesso, l’esito delle urne. Ciò appare ancora più rilevante se si considerano altri fattori che hanno già compromesso l’immagine e il progetto politico del partito; su tutti, un allarmante scandalo di corruzione che ha coinvolto due ex segretari dell’organizzazione del partito, uno dei quali ha ricoperto per tre anni la carica di Ministro dei Trasporti.
Di conseguenza, è notevolmente aumentata la probabilità di un governo guidato dalle forze di destra – uno scenario che considero regressivo, se non addirittura spaventoso. Credo che questo episodio abbia inferto il colpo di grazia al governo di coalizione di sinistra, che potrebbe arrivare al giorno delle elezioni completamente esausto. Non ho idea di quanto dovremo aspettare per avere un governo che faccia propri, in modo autentico e coerente, i valori e i programmi della sinistra.
Alla mia età, mi chiedo sinceramente se riuscirò mai a vedere una coalizione capace di affrontare davvero i grandi problemi e le profonde ingiustizie della nostra società. Si dice che la speranza sia l’ultima a morire — e spero davvero che sia così — ma la situazione attuale è tutt’altro che incoraggiante.
Ieri mattina, mentre accompagnavo Ana alla stazione, per imbarcarsi nel treno ad alta velocita in direzione di León, ho provato, per la prima volta in vita mia, un senso di reale preoccupazione. Sono stato colto dal timore che un mezzo di trasporto che ho sempre apprezzato, utilizzato spesso e considerato comodo, veloce e sicuro, potesse trasformarsi improvvisamente in un’arma letale.
Una sensazione di vulnerabilità — che rasentava la paura — mi ha accompagnato finché non ho saputo che era arrivata sana e salva a destinazione. Ripensandoci, ho anche avvertito un brivido nel rendermi conto che, solo pochi giorni prima, mia sorella e mia nipote avevano viaggiato su un treno ad alta velocità: la prima per visitare una città a noi molto cara, la seconda per motivi di lavoro.
In breve, gli eventi degli ultimi giorni hanno distrutto molte cose, lasciandomi profondamente scosso. Da un lato, provo un dolore profondo, innanzitutto per le vite spezzate, per i feriti e per le loro famiglie devastate. Dall’altro, sono sopraffatto da una tristezza immensa se penso alle inevitabili conseguenze politiche innescate da incidenti tanto tragici, quanto evitabili. Mi accompagnano e mi pesano, in questi giorni, il profondo cordoglio per la perdita di vite umane e per i traumi fisici e psicologici subiti dai sopravvissuti e l’inquietante e pessimistico scenario politico che si preannuncia.

Ricardo Escudero

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