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Per voi Giovani. Povera Patria!

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Poi ha spiegato il perché di questo gesto.

“Non perché gli appuntamenti elettorali siano stati pochi, ma perché da quando vivo fuori non ho potuto esercitare il mio diritto di voto. Io non ho votato grazie a questo Paese. Io ho votato NONOSTANTE questo Paese”.

Ogni riferimento a Giorgia Meloni, al governo, al Referendum e all’indegno veto che ha impedito a milioni di fuorisede di votare è puramente voluto.

È stato il punto più alto di un discorso politicamente potentissimo che merita di essere letto e ascoltato perché è un Manifesto generazionale incredibilmente lucido e attuale su tutto quello che ha senso dire oggi sull’Italia, sul governo Meloni, su Trump, su Gaza, sul Referendum, sulla crisi climatica, ulla salute mentale, sul diritto di voto e il diritto all studio.

“Care studentesse, cari studenti, Magnifica rettrice, personale docente e tecnico amministrativo, Ambasciatore Lozano, Presidente Stefani, Autorità, Cara comunità dell’Università di Padova.

(…)
È da qui che vorrei partire: dalla frattura, ormai evidente, tra il futuro che ci invitate a costruirci e il presente che abitiamo.

“Studia, che il futuro è tuo, basta impegnarsi.”
“Un po’ di gavetta l’abbiamo fatta tutti.”
“Se vuoi puoi.”

Sono frasi che abbiamo sentito ripetere per anni. Frasi che ci siamo portati dietro come si porta un bagaglio. Come si porta una valigia.

Io quella valigia l’ho preparata a Modica, in Sicilia, quattro anni fa, per venire a studiare qui.

Dentro c’erano aspettative. Sacrifici. C’erano promesse.

La promessa che studiare sarebbe stato un investimento.
E invece, troppo spesso, la nostra generazione scopre che quando si parla di promesse questo Paese ha un’abitudine calcificata nel rimandare sempre avanti le risposte.

Ancora un esame. Ancora un tirocinio. Ancora un lavoretto in nero. Ancora un affitto sovrapprezzato da dividere. Ancora un po’ di pazienza.

Essere fuorisede, oggi, non è una parentesi romantica della giovinezza. Significa fare esperienza concreta di quanto costi, in questo Paese, costruirsi un’autonomia. Significa sapere che se il prezzo medio di una stanza è 500 euro allora anche un tetto sopra la testa diventa un privilegio, e mangiare, studiare, dormire, spostarsi, curarsi, può diventare un calcolo continuo. Significa lavorare mentre si studia, studiare mentre si è esausti, sentirsi in colpa quando non si regge tutto.

Non è “semplicemente” la vita. È il tempo storico in cui le nostre vite si trovano a passare.

La ricchezza cresce senza redistribuirsi, l’aumento della produttività non si traduce in salari più giusti, e il costo della vita continua a salire mentre il lavoro si fa più discontinuo e precario.

Studiamo, mentre la guerra torna a occupare il centro del presente e il riarmo viene proposto come unica soluzione possibile. Mentre l’amministrazione Trump opprime interi popoli e nazioni sovrane, tra l’orrore delle bombe e la violenza delle deportazioni civili.

Ovunque osserviamo schiacciate la libertà e l’autodeterminazione dei popoli.

Guardiamo alle politiche di guerra statunitensi con una paura ancora maggiore di fronte alla sudditanza del nostro Governo. La forza si impone come strumento risolutivo e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo da aggirare quando intralcia gli interessi dei potenti.

Studiamo mentre ci abituiamo all’idea che interi popoli possano essere cancellati sotto i nostri occhi, che intere città possano essere distrutte in diretta, e che perfino di fronte al genocidio a Gaza ci vengano chiesti compostezza e neutralità.

Nel mentre la catastrofe climatica avanza non come l’annuncio remoto di un pericolo, ma come una realtà già presente nei territori e nelle esistenze. Basti pensare all’aria che respiriamo qui in Pianura Padana. E per me significa pensare subito anche alla mia regione, alla Sicilia. Alla siccità, agli incendi, alle immagini di Niscemi, a come capitato forse a tante altre regioni del sud, ne abbiamo parlato meno del necessario. Sono immagini che ci ricordano come questa crisi non appartenga al domani, ma al nostro presente.

C’è un proverbio siciliano che dice: “Cu nesci, arrinesci.” Chi esce, riesce.

Però non dovrebbe essere un augurio. Quando partire diventa una necessità non è più libertà: è mancanza di alternative.

È per questo che oggi la partenza, dalla propria regione prima e dall’Italia poi, non hanno più a che fare soltanto con la terra da cui veniamo, o con le aspirazioni che inseguiamo. Diventa una condizione diffusa dell’essere giovani, qui e ora, in Italia.

Davanti a noi, allora, ci sono due strade.

La prima ce l’avete insegnata voi: lasciar correre, accettare supinamente la natura del presente e lasciarci definire dalla retorica che ci dipinge come una generazione disgregata, svogliata. Fragile.

Ce lo siamo sentito ripetere così tanto in questi anni.
Ci sentiamo fragili, a volte, perché la solitudine può soffocare, togliere il respiro, può uccidere.

Abbiamo ereditato individualismo e competizione e non siamo ancora riusciti a scrollarceli di dosso, ma ora sappiamo quanto è importante curarci della nostra salute mentale.

La seconda strada invece comincia dal guardarci tra noi, e dal mostrarci per ciò che siamo davvero.

Perché io, in questi mesi, ho visto altro. Ho visto una generazione che non si è ritirata nel privato, che non ha accettato di restare spettatrice. Ho visto 50mila persone riempire Prato della Valle, in autunno, contro il genocidio in Palestina, 300mila due giorni fa inondare le strade della capitale contro le politiche di guerra. Ho visto studenti e studentesse organizzarsi ogni giorno, nelle scuole e nelle università, costruire spazi anche dove gli spazi non c’erano e rispondere con decisione dove quegli spazi sociali vengono chiusi.
Ho visto la forza di non girarsi dall’altra parte: di prendersi cura del compagno di banco che sta male e insieme di sentire come propria la sorte di un coetaneo dall’altra parte del mare.

Ho visto anche, forse per la prima volta, dopo il Referendum del 22 e 23 marzo, parlare di noi senza paternalismo, ho visto giornali titolare “I giovani trainano il voto”.
Fa un certo effetto.

Noi giovani di cui parlate oggi non siamo comparsi all’improvviso. Esistevamo anche prima. Ci organizzavamo anche prima. Lottavamo anche prima. Solo che troppo spesso avete scelto di non vederci.

Questa è la mia tessera elettorale. Sopra ci sono tre timbri. Tre. E non perché gli appuntamenti elettorali siano stati pochi, ma perché da quando vivo fuori non ho potuto esercitare il mio diritto di voto. Io non ho votato grazie a questo Paese: ho votato nonostante questo Paese.
5 milioni sono i fuorisede in Italia. In 20.000 sono riusciti a votare come rappresentanti di lista nel luogo in cui vivono, nonostante sia stato scelto di fare di tutto per ostacolare il voto fuorisede, le persone si sono organizzate lo stesso per fare ciò che spaventa di più chi governa senza voler essere disturbato: partecipare.

E allora, proprio perché abbiamo imparato a guardarci per ciò che siamo davvero, oggi ci sentiamo abbastanza forti da chiedervi conto delle vostre responsabilità.

(…)
Ministra Bernini, mi rivolgo anche a lei. Intervenire sull’università dovrebbe significare, prima di tutto, ascoltare chi la vive e la manda avanti ogni giorno. Se lo avesse fatto, avrebbe sentito studenti, dottorandi e ricercatori chiedere conto del sottofinanziamento strutturale dell’università pubblica e di una precarietà che attraversa tutte le fasi della formazione e del lavoro accademico.

È un quadro segnato da risorse asfittiche, che colpisce gravemente i giovani ricercatori, spesso retribuiti con borse inadeguate rispetto al costo della vita e impiegati con contratti privi di tutele e stabilità. Trascurare l’università pubblica significa rinunciare all’innovazione e privare il Paese del capitale umano e culturale necessario per costruire il proprio futuro.

Il semestre filtro, Ministra, è solo l’ultima di una lunga lista di mancanze a cui non state dando risposta.

Da ultimo, nel tentativo di rappresentare questa comunità studentesca, sento la necessità di rivolgermi a chi più di tutti dovrebbe rappresentare noi come cittadini, ovvero al Governo di questo Paese.

Vediamo lo sguardo che riservate alla nostra generazione: avete contribuito a costruire un clima in cui chi partecipa viene guardato con sospetto, in cui chi protesta viene raccontato come pericoloso, in cui chi si organizza diventa un problema da neutralizzare. E questo clima non colpisce soltanto chi scende in piazza, ma si abbatte con particolare violenza anche su tutte quelle comunità che questo Paese continua troppo spesso a trasformare in capro espiatorio: le persone queer, le persone migranti, chi vive la povertà, chi abita i margini e viene sistematicamente raccontato non come parte della società, ma come una minaccia da isolare e colpevolizzare.

È così che si impoverisce la vita democratica di questo Paese. Perché una democrazia muore non solo quando si reprime il dissenso, ma anche quando si sceglie di isolare, colpevolizzare e rendere invisibili le persone che avrebbe il dovere di proteggere. E allora il messaggio che arriva a un’intera generazione è semplice e terribile: state zitti, adattatevi, non disturbate.

Proprio l’Accademia che oggi ci troviamo a celebrare, invece, ci insegna che nei momenti di incrocio della Storia non abbiamo scelta, se non compiere delle scelte.

Noi abbiamo già deciso. Parteciperemo in tutti i modi che conosciamo: ci prenderemo cura di chi viene lasciato indietro e ci organizzeremo insieme, senza mai voltarci dall’altra parte. (…)”

Grandiosa!

Io, Picasso e Cristina

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Like Picasso e Original Picasso
- Maria Cristina Mocci
Sei anni fa, quasi, trattandosi del 7 luglio 2020, moriva a soli 60 anni, stroncata da un tumore, una carissima collega, Cristina Mocci. Ma perché la ricordo proprio in questi giorni? Presto detto: alcuni giorni fa sono stato con la mia famiglia a Barcellona e ci siamo recati, come a me è spesso capitato quando in visita alla capitale catalana, a visitare il Museo Picasso. Ci sono affezionato, anche perché vi sono opere del Maestro che mi è capitato di riprodurre. Più precisamente: che ho scopiazzato prescindendo dalle dimensioni dei quadri originali, e perfino, in certa misura dai colori utilizzati da Picasso. Mi permetto di mostrarvi sotto qualche esempio. Visitando come faccio sempre il box Office del museo, laddove si possono acquistare foto dei quadri e altre cose per lo più inutili, a mo’ di ricordini, vezzo a cui mai sfuggo, ha visto appeso alla parete una img_1736stampa riproducente un’opera di Picasso, che tuttavia non era esposta nel nostro museo, bensì in un museo di New York. Si tratta di uno dei quadri cubisti più conosciuti: ragazza davanti allo specchio. Non ho potuto che acquistarla (la stampa). Bene, oltre vent’anni fa, io riprodussi l’opera in una tela e la portai in ufficio, all’Universita’, per decorarne le pareti. La mia collega Cristina se ne innamorò, tanto da richiederla in dono. Cosa che feci molto volentieri. E Cristina mi disse: “Franco il quadro è mio, quando andrò in pensione me lo porterò con me”. Così senz’altro fece. Tutto qua. Ciao Cristina!

Verso l’assemblea ordinaria di Costituente Terra

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OGGETTO: Assemblea straordinaria
Ai soci di Costituente Terra e alle persone interessate

Carissimi soci di Costituente Terra,
preso atto delle dimissioni del Presidente, Raniero La Valle, al quale esprimo il mio più vivo ringraziamento per il ruolo da lui finora svolto, convoco in qualità di vice-presidente l’Assemblea di Costituente Terra, in base all’art. 21 dello statuto, alle ore 10 del 21 febbraio 2024, presso la biblioteca Vallicelliana, in piazza della Chiesa Nuova 18, Roma, sul seguente ordine del giorno:
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Relazione introduttiva;
Approvazione del bilancio di Costituente Terra;
Rinnovo degli organi dell’Associazione;
Modifiche dello statuto;
Varie ed eventuali.
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Attualmente i candidati al Comitato esecutivo sono le seguenti persone, impegnatesi tutte negli ultimi mesi nell’organizzazione di Costituente Terra: Angelica Andreetto, Matteo Bellucci, Claudio Bocci, Silvano Falocco, Carlo Ferruccio Ferrajoli, Luigi Ferrajoli, Lucrezia Fortuna, Dario Ippolito, Andrea Mulas, Paola Paesano, Mimmo Rizzuti, Riccardo Valeriani e Massimo Zucconi. Inoltre, chi vorrà candidarsi a far parte del Comitato esecutivo potrà farlo in Assemblea
Sono soci, ai sensi dello statuto coloro che hanno pagato la quota di iscrizione. Coloro che intendono partecipare alla nostra Associazione in qualità di soci, sono pregati: a) di comunicare, rispondendo a questa lettera – e precisamente all’indirizzo mail di paola.bocci@tim.it – la loro formale decisione di essere soci di Costituente Terra, l’indicazione della città in cui vivono e dei temi della bozza di Costituzione della Terra ai quali sono maggiormente interessati; b) di versare, anche in occasione dell’Assemblea – oppure nelle modalità che vi saranno a suo tempo indicate – la quota di iscrizione, stabilita finora tra un minimo di 1 euro e un massimo di 100 euro.
Molti cordiali saluti,
Il Vice Presidente Luigi Ferrajoli
Costituente Terra
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OGGETTO: Rettifica per la convocazione all’assemblea del 21 febbraio 2024
Ai soci di Costituente Terra e alle persone interessate
Carissimi soci e sostenitori di Costituente Terra,
su richiesta di molti l’assemblea è stata posticipata dalle ore 10.00 alle ore 15.00 del giorno 21 febbraio 2024. Rimane invariato il luogo d’incontro, la Biblioteca Vallicelliana, situata in Piazza della Chiesa Nuova, n.18, Roma. Cogliamo l’occasione per ricordare quanto segue:

Preso atto delle dimissioni del Presidente, Raniero La Valle, al quale esprimo il mio più vivo ringraziamento per il ruolo da lui finora svolto, convoco in qualità di vice-presidente l’Assemblea di Costituente Terra, in base all’art. 21 dello statuto, sul seguente ordine del giorno:
Relazione introduttiva;
Approvazione del bilancio di Costituente Terra;
Rinnovo degli organi dell’Associazione;
Modifiche dello statuto;
Varie ed eventuali.
Attualmente i candidati al Comitato esecutivo sono le seguenti persone, impegnatesi tutte negli ultimi mesi nell’organizzazione di Costituente Terra: Angelica Andreetto, Matteo Bellucci, Silvano Falocco, Carlo Ferruccio Ferrajoli, Luigi Ferrajoli, Lucrezia Fortuna, Dario Ippolito, Andrea Mulas, Paola Paesano, Mimmo Rizzuti, Riccardo Valeriani e Massimo Zucconi. Inoltre, chi vorrà candidarsi a far parte del Comitato esecutivo potrà farlo in Assemblea
Sono soci, ai sensi dello statuto coloro che hanno pagato la quota di iscrizione. Coloro che intendono partecipare alla nostra Associazione in qualità di soci, sono pregati: a) di comunicare, rispondendo a questa lettera – e precisamente all’indirizzo mail di paola.bocci@tim.it – la loro formale decisione di essere soci di Costituente Terra, l’indicazione della città in cui vivono e dei temi della bozza di Costituzione della Terra ai quali sono maggiormente interessati; b) di versare, anche in occasione dell’Assemblea – oppure nelle modalità che vi saranno a suo tempo indicate – la quota di iscrizione, stabilita finora tra un minimo di 1 euro e un massimo di 100 euro.
Molti cordiali saluti,
Il Vice Presidente Luigi Ferrajoli
Costituente Terra

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https://it.m.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ferrajoli
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https://it.m.wikipedia.org/wiki/Raniero_La_Valle
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Oggi sabato 3 febbraio 2024

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Caso Zuncheddu molte responsabilità
3 Febbraio 2024
A .P. Su Democraziaoggi
Un ergastolo, 32 anni di carcere, una vita distrutta. Emozione generale alla liberazione. Una critica severa alla magistratura, ed in fondo è giusto così perche’ è la procura che ha condotto l’istruttoria, ha raccolto le prove e le ha fornite al giudice. Ed è quest’ultimo che ha condannato il povero pastore di Burcei. E […]
img_3442 Diario elettorale #8 Conte e cinque anni di non opposizione saranno la zavorra della Todde? di Vito Biolchini su vitobiolchini.it. Un mio commento. Ho dei dubbi che i litigi tra Conte e Schlein abbiano ripercussioni sulle elezioni sarde. Gli elettori che seguono queste vicende costituiscono un’esigua minoranza e non certo le ricollegano alle questioni locali. Magari un tantino di più influenzeranno le prossime elezioni europee. Le elezioni sarde sono amministrative, laddove contano in misura significativa le conoscenze dirette dei candidati e le relazioni clientelari. Il voto d’opinione continuerà ad avere un peso, ma sarà ulteriormente ridimensionato dall’astensionismo. In prevedibile aumento. Gli elettori che avanzano tra la somma dei diretti interessati più i “cittadini attivi” e la generalità del corpo elettorale sono sempre meno. La disastrosa gestione del governo regionale dei cinque anni trascorsi, da parte dell’alleanza di centro destra, a trazione sardista/leghista, porta più al disimpegno che all’adesione a formule alternative. Con tutta probabilità se si facesse un ipotetico referendum sull’abolizione dell’Istituto regionale il risultato sarebbe favorevole, (nonostante il voto contrario dei dipendenti regionali!). Tanto sta sulle scatole ai cittadini la Regione, identificata soprattutto come un costo a loro carico. Ma, per disgrazia o per fortuna, ciò è impedito dalle leggi. Lo dico da amante della Costituzione repubblicana e dello Statuto sardo (da potenziare).
Al di là delle facezie questa questione dell’utilità dell’Istituto autonomistico e del come ripensarlo e riproporlo sarebbe dovuto essere uno dei temi centrali dei programmi elettorali e della relativa campagna.
Ma non divaghiamo troppo.
E allora che succederà, sic stantibus rebus? Io credo che vincerà la coalizione che più saprà mobilitare i propri candidati e i vari supporter per catturare il maggior numero di voti più o meno “interessati”. Ai quali si aggiungeranno i voti di opinione. Sul primo versante (i candidati consiglieri) le grandi coalizioni sono decisamente favorite. A occhio, tra le due, in maggior misura quella di centro sinistra. Mentre per quanto riguarda il voto d’opinione potrebbe allo stato essere favorito il centro destra, considerato il vento di destra che ancora soffia impetuoso nel paese, rappresentato da Giorgia Meloni, che infatti viene proposta come se fosse la candidata a presidente della Regione. A contrastare questo fenomeno servirebbe al centro sinistra una formidabile campagna elettorale di comunicazione che sapesse estrarre dai maxi programmi elettorali pochi punti, laddove dimostrare il disastro del governo uscente e avanzare la proposta virtuosa della sinistra.
Non invento l’acqua calda, perché tutto quanto proposto, si sta già facendo. Ma, dico io, solo in parte del tutto insufficiente e senza la necessaria convinzione, tale da catturare maggior numero degli elettori. Solo per fare un esempio su cose da fare, utilizzando i maxi manifesti. Sulla sanità: Giù le mani dagli ospedali e dalla sanità pubblica, diritto dei cittadini sardi! Sui trasporti: aerei, treni e autobus devono collegare in tempi rapidi e con tariffe economiche la Sardegna al resto del mondo e i paesi sardi tra di loro. Sulla corruzione: fuori i corrotti dalle Istituzioni. Nessuno dovrà arricchirsi con i soldi pubblici. Per noi l’onestà è l’etica sono i valori fondamentali.
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Scusate, non sto banalizzando, ma mi rendo conto di rischiare eccessive semplificazioni.
Solo una considerazione sulla candidatura alla presidenza. Ritengo che il confronto sia e sarà tra Alessandra Todde e Paolo Truzzu. Alessandra Todde ha tutte le qualità e condizioni per vincerlo, per essere la presidente di tutti i sardi per una fase nuova di speranza e rinascita della nostra Sardegna.
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Oggi venerdì 2 febbraio 2024

img_3442 Riflessioni. I partiti, anche quando malandati, per le elezioni esprimono tutte le loro potenzialità di macchine da guerra ad hoc. Catturano voti attraverso il coinvolgimento degli innumerevoli candidati, l’un contro l’altro armati. Questo vale per tutti e soprattutto per il Pd. A meno che dentro lo stesso partito vi siano tra i gruppi di potere uno o più che organizzano raccolta di voti per candidati avversari. Possibile ma non ne sono a conoscenza. Se tutto funziona nella “normalità “ non c’è scampo vincono i partiti. E nel nostro caso i partiti sono, come sempre, dentro le due grosse coalizioni. Certo, può succedere di tutto, ma il famoso outsider che sbaraglia tutti non nasce in poco tempo e comunque ha bisogno di sostegni forti. Mi sovviene Sharon in Israele, che vinse le elezioni con un partito personale, peraltro appoggiato da Simon Perez. C’è qualche esempio italiano? Forse De Luca in Campania. E la grande presenza alle manifestazioni elettorali? Significa qualcosa, ma non rappresenta la generalità dell’elettorato e non segnala successi impossibili. Paolo Maninchedda, Mauro Pili, Andrea Murgia, raccoglievano successi strepitosi di presenze alle loro manifestazioni. Che non si tradussero in voti nell’urna. Come CoStat li pregammo accoratamente di mettersi insieme per strappare qualche consigliere. Sappiamo come finì la storia: andarono a schiantarsi. Soru? Non è Sharon e neppure De Luca e neppure Michela Murgia. Chi lo ama lo segua. Rispetto alla mia impostazione politica basata sulla partecipazione dei cittadini m, che abborre gli uomini (o le donne) salvatori della patria, sta agli antipodi. Preferisco la faticosa costruzione di una democrazia partecipata, con tutti i suoi casini, da qualsiasi opzione tecnocratica. Così penso e nell’occasione sono convinto che Alessandra Todde rappresenti il nuovo, la prospettiva giusta. Vada come vada, l’avremo felice e operosa leader di governo (come credo) o di opposizione nei prossimi 5 anni.
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img_3099C’è nell’aria un preoccupante calo di civiltà
2 Febbraio 2024
A.P. Su Democraziaoggi
Si vedono cose inimaginabili, impensabili in un paese con una Costituzione che pone la persona al centro dell’ordinamento. La persona senza aggettivi. Non solo l’italiano, non solo il bianco, non solo l’uomo. Ma tutte le persone. E in ogni luogo. Come può allora la presidente del Consiglio dire che le immagini deĺla Salis incatenata esposta in […]
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Oggi domenica 28 gennaio 2024

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Carbonia. Il saluto di Luigi Longo per il Partito comunista e di Leonida Répaci a nome degli intellettuali democratici, lo spirito di Gramsci e della Resistenza. Intervengono l’Alleanza giovanile sarda e i tecnici Ruggeri e Fois: Energia e minerali, “fattori determinanti dello sviluppo industriale”
28 Gennaio 2024
Gianna Lai su Democraziaoggi
Oggi, domenica, nuovo post sulla storia di Carbonia, dal 1° settembre 2019.
Dal mondo politico Luigi Longo, “vi porto il saluto di due milioni e mezzo di comunisti”, nel ricordo del “fondatore e capo del nostro partito […]

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Ragionamenti elettorali cautamente attendibili

img_3442 Vi e’ una previsione su come andranno a finire le elezioni che circola in questi giorni. Eccola di seguito.
Le due maggiori coalizioni sarebbero testa a testa verso il
Traguardo.
Quella di Soru, passi o non passi il 10% sarebbe comunque terza.
La differenza tra i due maggiori schieramenti la farebbe il voto disgiunto, cioè tra chi differenzia il voto alla formazione politica da quello alla coalizione.
Attenzione in particolare ai sardisti, che hanno più che una ragione per non votare Truzzu.

Documentazione

Oggi domenica 21 gennaio 2024

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democraziaoggi-loghettoCarbonia. Renzo Laconi. Dal Piano di lavoro Cgil al Piano Levi, dare organicità a studi e ricerche: l’acqua per l’agricoltura, il carbone per la produzione di energia elettrica, base dello sviluppo industriale. Lo spirito di Giommaria Angioy
21 Gennaio 2024
Gianna Lai su Democraziaoggi
Oggi, domenica, nuovo post sulla storia di Carbonia, dal 1° settembre 2019.
Dice Renzo Laconi nella relazione introduttiva, “Diamo forma definita al Piano economico e sociale attorno al quale si muoveranno le nostre prossime […]
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100 anni ad oggi la morte di Lenin. Gramsci e Lenin
21 Gennaio 2024 su Democraziaoggi

Ricorre oggi il centenario della morte di Lenin. La letteratura sul grande rivoluzionario russo è sterminata, come quella su Gramsci. Ed è facilmente reperibile. Ci limitiamo pertando a riprodurre un breve articolo del 2017 di Bruno Casati sul rapporto fra Lenin e Antonio Gramsci

In questo anno 2017 si collocano, intrecciandosi, due importanti ricorrenze: l’80° […]

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Oggi domenica 19 luglio 2023

img_3442 Anche centrodestra si spacca e adesso la Sardegna rischia l’”armageddon elettorale”
19/11/2023 alle 11:57 di Vito Biolchini su vitobiolchini.it .
img_5298La Nuova Sardegna, 19 novembre 2023.
“Fratelli d’Italia ritiene che non ci siano più le condizioni per sostenere il secondo mandato del presidente Solinas”. E alla fine, anche il centrodestra è esploso. Ora bisognerà attendersi di tutto, non esclusa una chiusura anticipata della legislatura regionale, con conseguente voto non più ai primi di marzo ma magari anche a febbraio. Un mese in meno significa dover accelerare le procedure per la composizione delle liste, mettendo in difficoltà chi è partito dopo, ovvero il gruppo degli scissionisti guidato da Renato Soru.

Oggi giovedì 10 novembre 2022

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—————————————-—Eventi, Opinioni, Commenti e Riflessioni——————————
Basta inseguire la crisi dell’energia fossile, occorre una svolta radicale verso le rinnovabili
10 Novembre 2022 su Democraziaoggi.
coordinamento
OSSERVATORIO SULLA TRANSIZIONE ECOLOGICA – PNRR
Promosso da
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Laudato Si’, Nostra
Una delle tante nefaste conseguenza del riarmo e della guerra è il rilancio dell’energia fossile, occorre una svolta radicale verso le rinnovabili. In proposito, ecco una chiara presa di posizione.
La transizione ecologica non è una scelta, è un obbligo che deriva […]
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Oggi venerdì 14 ottobre 2022

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——————–——Opinioni, Commenti e Riflessioni————————————————————
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14 Ottobre 2022
Giuseppe Caboni su Democraziaoggi.
Continuiamo la presentazione del bel libro di Bistarelli sulla vita di Emilio Lussu con questa impegnata riflessione di Giusppe Caboni.
Le generazioni più giovani – digitarians, millennias, Zeta – conoscono bene la storia del ‘900, ed Emilio Lussu come uno dei suoi più importanti protagonisti, in Italia, come maestro di vita? Temo di no.
Agostino Bistarelli, […]
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Oggi domenica 15 maggio 2022

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——————-Opinioni, Commenti e Riflessioni——————–
Carbonia. I 72 giorni della “non collaborazione”. Messa sotto accusa del Consiglio di gestione. Pietro Ingrao a Carbonia, per inaugurare l’edicola de “L’Unità”
15 Maggio 2022
Gianna Lai su Democraziaoggi
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A conferma della denuncia di Velio Spano, la SMCS impone la ripresa del lavoro minacciando, nel manifesto affisso in miniera, ulteriori provvedimenti contro le maestranze; così nel documento inviato alle Commissioni interne, dopo aver specificato una riduzione del prodotto del 50%: “il rendimento operaio è molto al di sotto di quello corrispondente alla […]
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ANPI

pagliarulo-anpi-microANPI. Pagliarullo rieletto presidente
Red di e su Democraziaoggi
Alcuni giornali, da sempre poco amichevoli con l’Anpi, la descrivono nella bufera. Ma in realtà l’Associazione dei Partigiani italiani gode buona salute e procede con invidiabile unità, una concordia che non è stata scalfita neppure dalle fin troppo palesi intrusioni esterne nel corso del recente congresso nazionale e non la dividono neppure nel momento della […]
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Oggi giovedì 23 luglio 2020

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—————————Opinioni, Commenti e Riflessioni, Appuntamenti————–——–
Arrivano i soldi, finiscono gli alibi
23 Luglio 2020 su Democraziaoggi.
Dopo l’intervento di ieri dell’autorevole economista Gianfranco Sabattini, proseguiamo la riflessione sull’accordo di Bruxelles con questo commento di Norma Rangeri su Il Manifesto.
Compromesso storico. Sulle spalle del sistema-paese (che non c’è) cade da domani la responsabilità di cambiare profondamente la società italiana. Pur con le insidie contingenti (il freno al finanziamento che […]
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c3dem_banner_04Che succede?
“ARRIVANO I SOLDI, FINISCONO GLI ALIBI”
22 Luglio 2020 by Giampiero Forcesi | Su C3dem.
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Povera Italia!

disperazione AladinCondividiamo un commento di Tonino Dessì su fb.
Col voto di fiducia al Senato sul “decreto sicurezza bis” si consumano un’ingiustizia epocale, un inganno di massa e un attentato alla Costituzione.
Incidentalmente è la fine non reversibile del M5S.
Il ricatto delle poltrone pesa più della coscienza di ciascuno dei suoi senatori.
Come Forza Italia, finirà per essere assorbito dalla nuova estrema destra sotto le insegne leghiste.
Eppure sono convinto che la parte migliore del Paese non si sottometterà.
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Decreto sicurezza bis è legge: il governo tiene al Senato e passa la prova della fiducia.