Monthly Archives: novembre 2022

SOSTIENI L’UNITÀ DEL PAESE E I DIRITTI DI TUTTI, DONA UN CONTRIBUTO PER AIUTARE LA RACCOLTA DI FIRME!

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Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ed altri soggetti sostengono la raccolta di firme per contrastare, a maggior ragione dopo le drammatiche esperienze della pandemia, le logiche divisive dell’unità del Paese, la differente fruizione dei diritti individuali e le iniquità sociali derivanti dalla proposta della AUTONOMIA DIFFERENZIATA.
La raccolta firme è finanziata dai promotori, che ne pagano i costi. Con il tuo sostegno consentirai ad altri di votare per cui ti chiediamo un contributo di ALMENO DUE EURO (e se possibile qualcosa in più) utilizzando il link:

http://www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it/sostienici/

Oggi sabato 19 novembre 2022

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Scuola. Cosa possiamo aspettarci dal ministro Valditara?
19 Novembre 2022 su Democraziaoggi
Caterina Gammaldi
In genere non mi esprimo senza aver ascoltato le dichiarazioni programmatiche del Ministro pro tempore.
Faccio eccezione questa volta perché ho buona memoria di un passato recente che sul finire del 1900 e nei primi 10 anni del 2000 ha attraversato il mio percorso di insegnante.
Confesso che, quando ieri sera ho letto i nomi dei […]
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RASSEGNA STAMPA 18.11.2022. SUL PD E SULLE RIFORME COSTITUZIONALI
18 Novembre 2022 by Giampiero Forcesi | su C3dem
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Incontro -dibattito con Prof. Angelo D’Orsi. Oggi 18 novembre 2022.

Incontro-dibattito promosso dal Comitato No armi trattativa subito e dal Coordinamento Provinciale Prepariamo la Pace di Cagliari su: Italia ed Europa tra guerra e migranti.
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Ricordando Marino de Medici

7eee326d-ba8c-4b70-b9f1-8457a7bf4509Martedì 15 u.s. con infinita tristezza abbiamo dato notizia della morte di Marino de Medici, grande giornalista, che per alcuni anni abbiamo avuto l’onore di annoverare tra i collaboratori della nostra News, con la pubblicazione dei suoi articoli, competenti, informati e brillanti sulle vicende politiche degli Stati Uniti d’America, in particolare sulle malefatte di Donald Trump. Ma non ci ripetiamo, rinviando a quello scritto. Pubblichiamo ora, di seguito, un simpatico e commovente ricordo che di Marino fa Giancarlo Morgante, nostro amico e collaboratore della News, amico di Marino, che ha avuto, tra l’altro il merito di farci conoscere. A parte pubblichiamo poi uno degli ultimi scritti di Marino, che aveva inviato a Giancarlo, che crediamo dia uno spaccato della situazione politica degli USA, soprattutto con riferimento alla ormai avviata fase elettorale presidenziale. Giancarlo ne sottolinea l’importanza e la pertinenza, cosa che ci esonera da aggiungere ulteriori parole. Salvo proporne il carattere di omaggio al nostro amico Marino (fm).
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Ho avuto il piacere di conoscere Marino De Medici durante una sua vista a Cagliari ospite di comuni amici, persona colta, squisita e cordiale. Gli abbiamo fatto conoscere Cagliari e tutti i luoghi di carattere paesaggistico, storico ed artistico. Da cronista che aveva girato gran parte del nostro pianeta, mostrava molto interesse per le vicende storiche della nostra Isola. Ricordo il suo interesse quando seduti ad un tavolino di un bar in piazza Martiri, all’aperto, gli mostrai il balcone dove Emilio Lussu subì una aggressione da parte di squadristi fascisti locali. Mi disse che pur avendolo incontrato per lavoro, non aveva mai avuto l’opportunità di leggere un suo libro. Qualche tempo dopo gli inviai nella sua residenza (distante da New York un centinaio di km) due libri di Emilio Lussu, “Niente di nuovo sul fronte occidentale” e “Marcia su Roma e dintorni”. Qualche tempo dopo ci sentimmo tramite WhatsApp, mi ringraziò, mi disse di averli letti volentieri e che nella scrittura di Lussu , soprattutto nel libro “Marcia su Roma e dintorni” intravedeva similitudini col suo stile di scrittura come corrispondente di guerra (era stato reporter durante la guerra del Vietnam, i golpe in Cile e in Argentina, ecc.).
Corrispondente da Whashington dell’Agenzia ANSA, e corrispondente dagli Stati Uniti per il quotidiano “Il Tempo”. [segue]

Trump? C’è perfino di peggio!

5f302898-2cc4-4030-83b7-d37c8abc84ba L’ultimo messaggio, tutto politico, di Marino de Medici.
RON DESANTIS: NEGAZIONE DELL’EREDITA’ DI GRANDI ITALO AMERICANI

Un nome nella nauseante compagine dei trumpiani dovrebbe rattristare tutti quegli italiani che in passato hanno tratto fierezza dall’enorme contributo degli italo-americani allo sviluppo sociale e morale dell’America. Basti ricordare Amadeo Peter Giannini che fece della Bank of Italy di San Francisco la poderosa Bank of America; il sindaco di New York Fiorello La Guardia; il premio Nobel Enrico Fermi; il governatore dello stato di New York Mario Cuomo; Ferdinand Pecora che ristrutturò il sistema bancario americano attraverso lo Security Exchange Act del 1934; il Congressman Peter Rodino e il giudice John Sirica, illuminati protagonisti della saga parlamentare del Watergate; il grande sindacalista della ILGWU Luigi Antonini; Geraldine Ferraro, candidata alla vicepresidenza; il grande Joe Di Maggio, icona del baseball.
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Oggi venerdì 18 novembre 2022

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Il presidenzialismo all’italiana
18 Novembre 2022 su Democraziaoggi
Mauro Volpi
Il Coordinamento per la democrazia costituzionale (CDC) terrà il 30 novmbre alle ore 16 un seminario sul Presidenzialismo. Ecco un contributo alla discussione di Mauro Volpi, che sarà uno dei relatori.
Entra nella riunione in Zoom

https://us02web.zoom.us/j/83668664317?pwd=UW55VXBZYzlNUldhNzBiQ1drYW1Rdz09

ID riunione: 836 6866 4317
Passcode: 782105
In Italia le proposte presidenzialiste sono state caratterizzate da una grande eterogeneità. […]
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Domani venerdì 18 novembre 2022

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Che succede ?

c3dem_banner_04RASSEGNA 17.11.2022.
- RASSEGNA STAMPA 16.11.2022
- RASSEGNA STAMPA 15.11.2022
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Gli studenti manifestano

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Comunicato stampa degli studenti dell’Università di Cagliari in Mobilitazione

Indetta mobilitazione nazionale studentesca venerdì 18 novembre. Gli studenti scendono nuovamente in piazza per far sentire la loro voce sul diritto allo studio e rivendicare la loro partecipazione alle dinamiche politiche che gestiscono l’istruzione e la cultura.
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Che succede?

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Chiesa di tutti Chiesa dei poveri

Newsletter n.284 del 16 novembre 2022 (www.chiesadituttichiesadei poveri)
Newsletter n. 101 del 16 novembre 2022 (www.costituenteterra.it)
LA LEZIONE

Cari Amici,
naturalmente si può ammettere che il missile ucraino che ha colpito la Polonia, Paese la cui protezione è garantita dalla totalità degli armamenti convenzionali e nucleari di tutti i Paesi della NATO, non sia stato lanciato da Kiev per provocare una indignazione universale contro la perfida Russia (come peraltro è avvenuto), né per suscitare una ritorsione militare e politica contro di essa, né per bloccare i timidi tentativi americani di forzare Zelensky alla trattativa per un “cessate il fuoco”, ma che, come ha detto Erdogan a Bali, sia stato lanciato “per un errore tecnico”. Dunque nessuna volontà perversa, tutti possono sbagliare, tutti sono innocenti.
Resta il fatto che per molte ore l’ipotesi o addirittura l’opzione di una guerra mondiale nucleare è stata sui tavoli delle Cancellerie, dei Consigli di guerra, dei Comitati di difesa, dei Quartieri generali, dell’intera schiera dei Capi del mondo riuniti per tutt’altri motivi a Bali, oltre che essere avanzata nelle tifoserie dei nostri giornali e TV. Se questo fosse accaduto, sarebbe avvenuto contro l’intenzione, le previsioni e la volontà di tutti, perché tutti dicono, e con grandissima probabilità ne sono convinti, che una tale guerra non si deve fare. Tutti tranne uno, Zelensky, che addirittura voleva sciogliere l’ONU, perché di ostacolo a una guerra mondiale fatta ad uso dell’Ucraina. In ogni caso egli ci prova in altri modi: non per errore pone dieci condizioni impossibili come pregiudiziali a un negoziato con la Russia; né per errore si presenta a Kherson come “il condottiero” (Corriere della Sera) che si fa tributare il trionfo per la ritirata dei Russi dalla città, e con i soldati celebra le “vittorie sul campo grazie alle armi dell’Occidente e pagate col sangue ucraino”, con la mano sul petto e gli occhi alla bandiera, salendo, come diceva Joseph De Maistre, “su un mucchio di cadaveri da cui si vede più lontano”: 100.000 Ucraini, 100.000 Russi che sono i morti in questa guerra fin qui, e centinaia di migliaia di famiglie devastate; mentre altrettante e altrettanti ce ne saranno nei prossimi mesi, se questi saranno come quelli che abbiamo gestito finora. “Una inutile strage” secondo il lessico di un Papa come Benedetto XV, “fuori della ragione”, secondo il lessico di un Papa come Giovanni XXIII, “una sconfitta di fronte alle forze del male”, nel lessico di Papa Francesco, “una vittoria di David contro Golia” e “l’odio per l’invasore che non si placherà” nel lessico del Corriere della Sera.
Ce n’è abbastanza per dire che a una situazione parossistica come questa, capace di portarci per un errore alla fine del mondo, occorrerebbe porre al più presto rimedio.
Tutto ciò però oltre che farci misurare la portata etica della nostra delittuosa partecipazione, armi e bagagli, a tale assassinio di massa, si presta a una lettura geopolitica degli eventi come quella che si trova nelle riviste bene informate, e ci fornisce una lezione.
La lettura è che questa guerra europea, come tutte le guerre europee a cominciare dalla prima guerra mondiale e fino alla guerra della NATO per il Kosovo, in realtà ha come posta in gioco il potere mondiale: le guerre che si combattono in Europa non sono mai solamente delle guerre europee. Questa è in effetti solo un episodio, dislocato nella “martoriata Ucraina” (Francesco), della lunga partita che si è aperta con l’evento del 9 novembre 1989 di cui nel recente anniversario si sono impadroniti la nostra presidente del Consiglio e l’ignaro (di politica e storia) ministro della ex Pubblica Istruzione: la rimozione del muro di Berlino. La partita che allora si aprì non fu, come avevamo sperato, quella per instaurare un ordine non più nucleare e diarchico ma pluralistico e pacifico, ma quella per istituire un sovrano universale di un mondo ormai globalizzato e obbediente al modello unificato di “Libertà Democrazia e Libera Impresa”. Gli Stati Uniti avanzarono la pretesa di essere loro questo sovrano e l’hanno teorizzato nella loro “Strategia della sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, “sicurezza” che venne ufficialmente identificata col governo del mondo. L’investimento americano a questo fine, (“nessuno deve avere una forza non solo superiore, ma nemmeno pari a quella degli Stati Uniti”), è di quasi 1000 miliardi di dollari l’anno per gli armamenti. Noi come Europa, divenuta area “euro-atlantica”, siamo chiamati a partecipare a questa sovranità, traendone vantaggio, al prezzo della perduta identità e del rinnovato rischio nucleare.
La lezione che ora si può trarre dalla guerra in corso, che tiene in scacco la Russia e dovrebbe intimidire la Cina, è che questo processo verso il dominio mondiale di una sola grande Potenza non si può fermare con la guerra. Esso pertanto deve essere fermato in un altro modo: con la politica, l’economia, le culture, il diritto, le fedi.
Con i più cordiali saluti,

www.chiesadituttichiesadeipoveri.it
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E’ online Rocca n.23 del 1° dicembre 2022
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Tassiamo gli extraprofitti delle armi
Tonio Dell’Olio su Rocca

La lobby delle armi è sicuramente la più potente al mondo. I margini di utili che accumula le consentono di finanziare operazioni in grado di cambiare lo scenario politico, economico e militare in molte aree del pianeta. Influenza le decisioni di governi e istituzioni sovranazionali scongiurandone l’azione per evitare i conflitti armati, disinnescandone l’azione diplomatica, soffiando su rancori storici mai sopiti, alimentando pretese e diritti che possono alimentare guerre e azioni di terrorismo. D’altra parte è sempre più frequente registrare conflitti cosiddetti «minori» o a «bassa intensità» nei Paesi del sud del mondo che notoriamente non producono armi ma che le usano eccome! Né più né meno cercano di generare la domanda rispetto all’offerta, consapevoli che per questo comparto industriale la domanda si chiama guerra. Basterebbe constatare la pervicacia con cui negli Usa si continuano a vendere pressoché liberamente armi nonostante tutte le stragi di innocenti che si sono susseguite. E per guardare nella nostra casa europea, il dibattito in corso da nove mesi sulle armi da vendere o donare all’Ucraina, se sui giornali e nelle televisioni assume un significato etico o strategico, per il complesso industrial-militare rappresenta semplicemente un affare colossale. Un affare ancora più ghiotto perché coperto dai segreti di Stato che non consentono agli analisti di definire con certezza i profitti che le aziende di armi stanno maturando in questo conflitto sulla pelle delle vittime. Al punto che si deve poter parlare a tutti gli effetti di extraprofitti maturati dall’industria bellica così come si fa per la produzione energetica o per la campagna vaccinale o per la gestione della fase acuta della pandemia che ha fatto impennare le voci in entrata del settore farmaceutico. Sono ragioni sufficienti per proporre che la tassazione degli extraprofitti debba includere anche i produttori di armi in un tempo in cui il loro uso è maledettamente diffuso. Dal 2014 al 2020 la sola spesa militare europea è aumentata a 198 miliardi di euro facendo registrare un incremento del 25% e naturalmente non è contabilizzata la spesa determinante decisa negli ultimi mesi. Peraltro a differenza di un altro tipo di produzione, per le armi è fin troppo facile verificare il nesso diretto tra il loro uso e la morte, le distruzioni, la sofferenza, gli alti costi umani ed economici che includono anche lo spostamento di popolazioni intere che si trasformano in sfollati interni o richiedenti asilo all’estero. E allora non è nemmeno lontanamente immaginabile che le armi siano tassate allo stesso modo delle automobili, dei materiali edili o di arredamento. E non si capisce perché non debbano piuttosto concorrere alla riparazione dei danni che il loro stesso uso produce. E allora chiediamo che qualche solerte parlamentare presenti un progetto di legge o proponga un decreto che provveda quanto prima a riparare questo vulnus della legge e della coscienza.

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In libreria
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«Giovanni XXIII. Il Vaticano II un Concilio per il mondo», di Marco Roncalli ed Ettore Malnati, collega l’assise avviatasi l’11 ottobre 1962 al percorso sinodale: prefazione di papa Francesco

Oggi giovedì 17 novembre 2022

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Una nuova legge elettorale per evitare instabilità politica e garantire rappresentanza
17 Novembre 2022
Alfiero Grandi su Democraziaoggi

Su iniziativa del Cordinamento per la democrazia costituzionale si ì svolto un seminario sulla necessità di “Una nuova legge elettorale per evitare instabilità politica e garantire rappresentanza”. Ecco l’introduzione di Alfiero Grandi
1) Si leggono dichiarazioni salottiere e furbesche che asseriscono essere inutile insistere sull’approvazione di una nuova legge elettorale. Non è così. […]
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logo76 Newsletter n.284 del 16 novembre 2022
LA LEZIONE
Cari Amici,

Oggi mercoledì 16 novembre 2022

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L’incidente al confine polacco comprova l’urgenza della pace
16 Novembre 2022
A. P. su Democraziaoggi.
Sui fatti polacchi anche Biden dice che si tratta di un incidente, di un rimbalzo causato dalla contraerea ucraina. Per fortuna. E se avesse detto il contrario? Saremmo già alla terza guerra mondiale. Questa considerazione comprova che basta poco perché il disastro ci coinvolga tutti. Se è vero infatti che si tratta di un effetto […]
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Scuola, con l’autonomia il Sud perde 1,4 miliardi
16 Novembre 2022
Marco Esposito su Democraziaoggi.
È pronto. Il testo Calderoli per dare il via all’autonomia differenziata contiene sette articoli e circola di telefonino in telefonino dal Veneto, la Regione che più di tutte spinge per acquisire nuovi poteri e, soprattutto, soldi. «Prepariamoci a combattere», ha detto ieri il presidente della Campania Vincenzo De Luca: «Bisogna combattere questo modo […]
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È morto Marino de Medici, grande giornalista

lutto11c35674-b950-42d4-ac75-296a89f0ea17Apprendiamo in questo momento che è morto Marino de Medici, nostro amico e per alcuni anni prestigioso collaboratore di Aladinpensiero, che arricchiva di documentati contributi sulla politica Usa, schierato
in questi anni irriducibilmente contro il presidente Trump, mettendone in rilievo le malefatte. Per questa sua nobile posizione schierandosi in modo particolare contro le scelte opportuniste di molti autorevoli personaggi italo-americani diventati filo trumpiani. Di questa stagione trumpiana che inizia prima del quadriennio presidenziale e che rischia (oggi possiamo forse dire “rischiava”) di riproporsi, Marino sapeva tutto 7f610418-439e-49eb-8f2b-7877fe1e9b75e ne parlava con mirabile competenza nei suoi articoli, in certa parte pubblicati su Aladinpensiero, fortemente apprezzati e, con riferimento specifico al periodo della presidenza Trump e immediatamente successivo, raccolti in un libro: “Donald Trump. Quattro anni di democrazia a rischio”.
Marino era decano dei giornalisti italiani negli Stati Uniti, corrispondente da Washington dell’agenzia ANSA e dagli Stati Uniti per il quotidiano Il Tempo. Dalla sua biografia riportiamo alcuni dati importanti: “Nella sua lunga carriera, ha intervistato Presidenti, Segretari di Stato e della Difesa americani. Giornalista appassionato e scrupoloso, ha firmato importanti articoli sulla guerra nel Vietnam e sui colpi di stato in Cile e in Argentina”. Di recente si era aggiudicato il Premio Speciale Amerigo nella sua XII edizione.
Condoglianze e vicinanza alla moglie Nicki Furlan, ai familiari, agli amici tutti che hanno, come noi, potuto apprezzare Marino de Medici nella sua esistenza e vicenda umana e professionale.
Franco Meloni, Giancarlo Morgante.

Oggi martedì 15 novembre 2022

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Contro un’Autonomia differenziata che nega eguali diritti e spacca il paese
15 Novembre 2022 su Democraziaoggi
Nel difficile quadro attuale, volto a spaccare il paese con l’introduzione dell’autonomia differenziata, il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale propone una legge costituzionale di modifica dell’art. 116, comma 3, e dell’art. 117, commi 1, 2 e 3 della Costituzione.
La crisi sanitaria, economica e sociale derivante dalla pandemia ha posto in immediata evidenza le intollerabili diseguaglianze, […]
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Oggi lunedì 14 novembre 2022

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Per una nuova legge elettorale
14 Novembre 2022 su Democraziaoggi.
Domenico Gallo ha lanciato questa petizione
Le elezioni del 25 settembre hanno reso non più rinviabile un radicale cambiamento delle regole elettorali
La nuova legge elettorale deve essere di tipo proporzionale, garantendo che elettrici e elettori possano scegliere direttamente i parlamentari, senza liste bloccate, togliendo ai capipartito la decisione su chi debba essere eletto, […]
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14 Novembre 2022 by Giampiero Forcesi | su C3dem
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