Laudato si’ e agenda Onu 2030. Documentazione

76c6f681-fe5e-44fc-aedf-c4649b725b5f APPUNTI per l’introduzione (a cura di Franco Meloni e Ignazio Boi).
L’iniziativa di oggi segue quella tenutasi il 16 maggio ultima-locandina-laudato-sidello scorso anno intitolata “La politica risponda alle istanze della Laudato si’ sulla cura della casa comune” con un’ulteriore precisazione: “Se le analisi e le preoccupazioni del Papa sono giuste, occorre trovare le strade per una loro traduzione nell’azione politica. Un’alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale”.
[segue]
Interrogativi che in tutta evidenza continuiamo a porci.
A organizzarla allora l’Associazione Amici Sardi della Cittadella di Assisi alla quale si unisce oggi l’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro, pace e salvaguardia del creato della Diocesi di Cagliari.
Nel convegno del 16 maggio 2018 mons. Arrigo Miglio portò un saluto e scappò via per altri impegni, ripromettendosi di partecipare a una successiva iniziativa sulla medesima tematica: eccoci!
Abbiamo penato un po’ per trovare la data giusta del presente convegno – avremo dovuta tenerlo a giugno – e poi abbiamo deciso di trasferirlo a settembre, per farlo coincidere con le giornate di riflessione e preghiera del “Tempo del creato” che impegnano la Chiesa cattolica dal 1° settembre al 4 ottobre, festa di san Francesco. Per tale occasione Papa Francesco ha inviato un messaggio, di cui riportiamo alcuni passi.
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«Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,25). Lo sguardo di Dio, all’inizio della Bibbia, si posa dolcemente sulla creazione. Dalla terra da abitare alle acque che alimentano la vita, dagli alberi che portano frutto agli animali che popolano la casa comune, tutto è caro agli occhi di Dio, che offre all’uomo il creato come dono prezioso da custodire.
Tragicamente, la risposta umana al dono è stata segnata dal peccato, dalla chiusura nella propria autonomia, dalla cupidigia di possedere e di sfruttare. Egoismi e interessi hanno fatto del creato, luogo di incontro e di condivisione, un teatro di rivalità e di scontri. Così si è messo in pericolo lo stesso ambiente, cosa buona agli occhi di Dio divenuta cosa sfruttabile nelle mani dell’uomo. Il degrado si è accentuato negli ultimi decenni: l’inquinamento costante, l’uso incessante di combustibili fossili, lo sfruttamento agricolo intensivo, la pratica di radere al suolo le foreste stanno innalzando le temperature globali a livelli di guardia. L’aumento dell’intensità e della frequenza di fenomeni meteorologici estremi e la desertificazione del suolo stanno mettendo a dura prova i più vulnerabili tra noi. Lo scioglimento dei ghiacciai, la scarsità d’acqua, l’incuria dei bacini idrici e la considerevole presenza di plastica e microplastica negli oceani sono fatti altrettanto preoccupanti, che confermano l’urgenza di interventi non più rimandabili. Abbiamo creato un’emergenza climatica, che minaccia gravemente la natura e la vita, inclusa la nostra.
Alla radice, abbiamo dimenticato chi siamo: creature a immagine di Dio (cfr Gen 1,27), chiamate ad abitare come fratelli e sorelle la stessa casa comune. Non siamo stati creati per essere individui che spadroneggiano, siamo stati pensati e voluti al centro di una rete della vita costituita da milioni di specie per noi amorevolmente congiunte dal nostro Creatore. È l’ora di riscoprire la nostra vocazione di figli di Dio, di fratelli tra noi, di custodi del creato. È tempo di pentirsi e convertirsi, di tornare alle radici: siamo le creature predilette di Dio, che nella sua bontà ci chiama ad amare la vita e a viverla in comunione, connessi con il creato. (…)Sentiamoci anche in profonda sintonia con gli uomini e le donne di buona volontà, insieme chiamati a promuovere, nel contesto della crisi ecologica che riguarda ognuno, la custodia della rete della vita di cui facciamo parte. (…)È questo il tempo per riflettere sui nostri stili di vita e su come le nostre scelte quotidiane in fatto di cibo, consumi, spostamenti, utilizzo dell’acqua, dell’energia e di tanti beni materiali siano spesso sconsiderate e dannose. In troppi stiamo spadroneggiando sul creato. Scegliamo di cambiare, di assumere stili di vita più semplici e rispettosi! È ora di abbandonare la dipendenza dai combustibili fossili e di intraprendere, in modo celere e deciso, transizioni verso forme di energia pulita e di economia sostenibile e circolare. E non dimentichiamo di ascoltare le popolazioni indigene, la cui saggezza secolare può insegnarci a vivere meglio il rapporto con l’ambiente. (…) È questo il tempo per intraprendere azioni profetiche. Molti giovani stanno alzando la voce in tutto il mondo, invocando scelte coraggiose. Sono delusi da troppe promesse disattese, da impegni presi e trascurati per interessi e convenienze di parte. I giovani ci ricordano che la Terra non è un bene da sciupare, ma un’eredità da trasmettere; che sperare nel domani non è un bel sentimento, ma un compito che richiede azioni concrete oggi. A loro dobbiamo risposte vere, non parole vuote; fatti, non illusioni.
Le nostre preghiere e i nostri appelli sono volti soprattutto a sensibilizzare i responsabili politici e civili. Penso in particolare ai Governi che nei prossimi mesi si riuniranno per rinnovare impegni decisivi a orientare il pianeta verso la vita anziché incontro alla morte.  (…) Scegliamo dunque la vita! Diciamo no all’ingordigia dei consumi e alle pretese di onnipotenza, vie di morte; imbocchiamo percorsi lungimiranti, fatti di rinunce responsabili oggi per garantire prospettive di vita domani. Non cediamo alle logiche perverse dei guadagni facili, pensiamo al futuro di tutti!
In questo senso riveste speciale importanza l’imminente Vertice delle Nazioni Unite per l’azione sul clima, durante il quale i Governi avranno il compito di mostrare la volontà politica di accelerare drasticamente i provvedimenti per raggiungere quanto prima emissioni nette di gas serra pari a zero e di contenere l’aumento medio della temperatura globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Nel prossimo mese di ottobre, poi, l’Amazzonia, la cui integrità è gravemente minacciata, sarà al centro di un’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi. Cogliamo queste opportunità per rispondere al grido dei poveri e della Terra!
(…)

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DOCUMENTAZIONE

Laudato si’. Lettera enciclica di Papa Francesco
del 24 maggio 2015
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Laudato si’ è la seconda enciclica di papa Francesco scritta nel suo terzo anno di pontificato. Benché porti la data del 24 maggio 2015, solennità di Pentecoste, il testo è stato reso pubblico solo il 18 giugno successivo.L’argomento principale trattato è il rispetto dell’ambiente, proprio per questo si chiama Laudato si’, frase ripetuta spesso da san Francesco nel Cantico delle creature, che loda il Signore per le sue meravigliose creature. In concomitanza con la presentazione dell’enciclica, papa Francesco ha istituito la giornata mondiale di preghiera per la cura del creato.
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onu2030Agenda 2030
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e i relativi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese), articolati in 169 Target da raggiungere entro il 2030. È un evento storico, sotto diversi punti di vista. Infatti:È stato espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. In questo modo, ed è questo il carattere fortemente innovativo dell’Agenda, viene definitivamente superata l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e si afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo;
tutti i Paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, anche se evidentemente le problematiche possono essere diverse a seconda del livello di sviluppo conseguito. Ciò vuol dire che ogni Paese deve impegnarsi a definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere gli SDGs, rendicontando sui risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’Onu;
l’attuazione dell’Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura.Il processo di cambiamento del modello di sviluppo viene monitorato attraverso un sistema basato su 17 Obiettivi, 169 Target e oltre 240 indicatori. Rispetto a tali parametri, ciascun Paese viene valutato periodicamente in sede Onu e dalle opinioni pubbliche nazionali e internazionali. ASviS
L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarli allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.L’Alleanza riunisce attualmente oltre 220 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile, quali:associazioni rappresentative delle parti sociali (associazioni imprenditoriali, sindacali e del Terzo Settore);
reti di associazioni della società civile che riguardano specifici Obiettivi (salute, benessere economico, educazione, lavoro, qualità dell’ambiente, uguaglianza di genere, ecc.);
associazioni di enti territoriali;
università e centri di ricerca pubblici e privati, e le relative reti;
associazioni di soggetti attivi nei mondi della cultura e dell’informazione;
fondazioni e reti di fondazioni;
soggetti italiani appartenenti ad associazioni e reti internazionali attive sui temi dello sviluppo sostenibile.
L’attività della RAS
Filippo Spanu, ex assessore al personale e agli affari generali della Giunta Pigliaru, è intervenuto il 28 agosto 2019 su La Nuova Sardegna sulle diverse questioni riconducibili allo Sviluppo sostenibile e all’agenda Onu 2030. Tale intervento è riportato integrale sulla sua pagina fb. Tra l’altro rivela che “Nel dicembre dello scorso anno, dopo un lungo percorso di elaborazione condivisa, la Giunta Pigliaru ha licenziato una delibera di approvazione degli indirizzi per l’attuazione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile in sede regionale. Indirizzi per costruire un cammino nel solco delle cinque aree strategiche dell’Agenda Onu conosciute come le 5 P : Persone, Pianeta, Prosperitá, Pace, Partenariato (…)”. Non eravamo al corrente di tutto ciò, che ci pare meritorio. Avremo tempo di dare un parere sul documento citato e di fare il punto sull’intera questione, non conoscendo se l’iniziativa della Giunta Pigliaru abbia avuto seguito, cioè se sia stata “presa in carico” dalla nuova Giunta. Dubitiamo. Comunque è tempo di discuterne, eccome! Ecco la delibera della Giunta Pigliaru del dicembre 2018 (n.64/23 del 28 dicembre 2018).
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La parola a Mario Girau, che coordinerà la giornata e quindi ai relatori. Seguirà il dibattito.

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