Sardegna e Recovery Plan: Sindaci über alles, ascoltiamoli!

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di Franco Meloni
lampadadialadmicromicro133Ho seguito con attenzione e interesse il video-incontro-webinar organizzato ieri (venerdì 26 marzo 2021) dall’Associazione Nino Carrus dal titolo “I giovani amministratori nel futuro delle zone interne della Sardegna”. Fa seguito al primo incontro, tenutosi il 19 febbraio u.s., ugualmente titolato, quasi a costituire un’apposita rubrica. In tutt’e due gli incontri sono stati protagonisti giovani amministratori comunali di diversi paesi sardi, tutti piccoli paesi, se si eccettuano Macomer e Guspini. Precisamente hanno partecipato Sindaci, Sindache, assessori/e, tutti giovani. Dicevo di aver seguito in diretta la trasmissione del 26 e di avervi anche preso parte attiva attraverso due interventi nella chat (una domanda e una considerazione finale, elogiativa dell’iniziativa) che il conduttore Sandro Biccai ha avuto la cortesia di citare. Anche per questo lo ringrazio. Ho potuto invece seguire il primo evento attraverso la registrazione disponibile sulla pagina fb dell’Associazione (come pure l’iniziativa di ieri e altre precedenti). Avanzo qui qualche breve considerazione su quanto detto dagli intervenuti. Riflessioni parziali: prendetele a mo’ d’invito alla fruizione integrale dei due video-incontri, perchè davvero meritano. Emerge una (per me) sorprendente qualità dei giovani amministratori, che non credo rappresenti, purtroppo, la generalità degli appartenenti alle loro generazioni, ma che tuttavia basta per avere fiducia sul fatto che esistono in Sardegna persone giovani e preparate su cui puntare per un grande progetto di rinascita. Sì di rinascita, perchè di questo la Sardegna ha bisogno. Si dirà che questi giovani sono ancora pochi e poco conosciuti e valorizzati. Ecco, questo è il punto: occorre puntare su di essi, favorendone la crescita in numero e capacità politiche/professionali, rafforzandone la rete di collaborazioni, dando loro più potere e soprattutto fiducia. Di tutto ciò parleremo. Qui voglio sottolineare come in questa direzione si muova con audacia e convinzione, direi con apprezzabile testardaggine, l’Associazione Nino Carrus, e, crediamo e speriamo, non solo essa (anche di questo tipo di associazionismo occorrerebbe rafforzare la rete). Noi, piccoli operatori della comunicazione, vogliamo contribuire in questa impresa. Ma torniamo ai temi. [segue] I “nostri” (semplifico per non ripeterne le qualificazioni) hanno idee chiare su molte questioni; cito tra tutte il PNRR (o NGE o Revovery Plan/Fund), per la programmazione dello stesso (e ovviamente per la gestione) nell’interesse delle popolazioni sarde, ovunque esse abitino. Andando oltre impostazioni campanilistiche, chiedono di concentrare i fondi su interventi fondamentali come trasporti, istruzione, sanità… Scusate se tra tutti gli interventi in questo articolo cito solo la questione trasporti. Lo faccio perchè costituisce il “fondamento”, che crea la precondizione per combattere l’isolamento dei paesi. Limitandomi in questa sede ai trasporti interni: si punti sulla ferrovia che colleghi in tempi accettabili i diversi centri della Sardegna. Arrivare dai paesi nelle città – che, nel bene e nel male, costituiscono luoghi di inesorabile attrazione e concentrazione di servizi e attività di tutti i tipi – in tempi rapidi e in sicurezza, costituisce il primo antidoto alla desertificazione. Si perchè una persona che lavora a Cagliari, tanto per fare un esempio, deve avere la possibilità di rientrare nel suo paese nel giro di poco tempo e godersi un ambiente laddove la qualità della vita è mediamente migliore di quella urbana. E’ solo un esempio. Possiamo aggiungerne altri cento e più. I Sindaci vogliono questo? Facciamolo (in questo “facciamolo” sta: battiamoci perchè si faccia, individuando le pertinenti controparti/interlocuzioni), concentriamoci dunque su questo obbiettivo, come sugli altri. Al riguardo citiamo l’appello delle organizzazioni degli Enti locali al presidente della Regione sarda, pubblicato oggi sui quotidiani sardi, che sotto riportiamo integralmente e su cui torneremo nei prossimi giorni.
I tempi ci sono per fare molto e bene. Ecco perchè: Sindaci über alles!
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nino-carrus-26-3-21carrus-01I SINDACI PRENDONO LA PAROLA
Ieri un incontro-dibattito con giovani amministratrici e amministratori di paesi della Sardegna, promosso dall’Associazione Nino Carrus. Su loro dobbiamo investire. [segue]
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- La registrazione dell’evento sulla pagina fb dell’Associazione Nino Carrus.
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- La registrazione del primo incontro di venerdì 19 febbraio 2021.
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L’Unione Sarda sabato 27 marzo 2021.
us-schermata-2021-03-27-alle-14-43-02 SEGUE DALLA PRIMA – PRIMO PIANO (…) Ancora, associazionismo laico e religioso istituzioni universitarie, organizzazioni studentesche, movimenti per la tutela delle donne, mondo della cultura e delle arti. Il ruolo dei Comuni singoli e associati in Unioni di Comuni e Comunità Montane risulterà fondamentale per la presentazione di progetti davvero innovativi, che guardano alla Sardegna del 2050. Iniziative in grado di cambiare in meglio e diffusamente la società sarda.
Noi però pensiamo che potrà esistere un vero Next Generation Ue per la nostra isola solo con la partecipazione attiva degli enti e delle comunità locali.
Pertanto, Presidente, siamo qui a chiederLe di attivare uno strumento di coinvolgimento vero e pieno dei Comuni sardi, delle organizzazioni sindacali, delle forze imprenditoriali e della cittadinanza attiva per costruire, ciascuno con le proprie competenze e responsabilità, una rappresentazione unitaria delle esigenze della Sardegna e della sua capacità progettuale su pochi, ma trasversali assi prioritari capaci di incidere nel profondo e in maniera durevole sui problemi materiali e immateriali della nostra isola. Livelli intollerabili di abbandono e dispersione scolastica, fragilità della sanità territoriale, dramma dello spopolamento e della desertificazione umana, scarsa digitalizzazione e connettività, insufficienza dei sistemi di mobilità interna ed esterna, debolezza della Pubblica Amministrazione, farraginosità delle procedure pubbliche, fragilità dei sistemi economici e delle filiere, dissesto idrogeologico e limitata infrastrutturazione irrigua, eccessivo costo dell’energia, povertà e disagio sociale: sono problemi a tutti noti e sui quali la società sarda dibatte da anni.
Oggi attraverso i fondi del Recovery Plan, della nuova Programmazione 2021-2027, col Just Transition Fund, del Piano per il Sud e con la rimodulazione dell’Accordo Stato-Regione, molti di questi problemi strutturali possono essere affrontati, mitigati e risolti. Pertanto Le chiediamo, con spirito autentico di collaborazione e di unità, di attivare una Cabina di Regia che coinvolga istituzioni regionali e locali, partiti politici e gruppi consiliari, parti sociali.
Gli enti locali della Sardegna non si sotrarranno a svolgere la loro funzione ideale e progettuale, per dare il loro contributo di proposte e di soluzioni possibili.
Questo è il momento non dell’unità di facciata, ma della comune responsabilità per disegnare un futuro diverso e migliore alla Sardegna tutta: dal paese più piccolo alle città più importanti.
Certi che il nostro appello sarà preso nella giusta considerazione, porgiamo cordiali saluti.

ANCI SARDEGNA, ASEL, AICCRE, UNCEM, FOCUS EUROPE, ASSOGAL, CITTÀ METROPOLITANA DI CAGLIARI, RETE METROPOLITANA DI SASSARI, COMUNI CAPOLUOGO, UNIONI DEI COMUNI E COMUNITÀ MONTANE CHE HANNO PARTECIPATO ALLA MISURA 5.8 DELLA PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E DELLA SNAI
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2 Responses to Sardegna e Recovery Plan: Sindaci über alles, ascoltiamoli!

  1. […] occasioni di lavoro adeguate alle diverse professionalità. Questa è sicuramente una priorità. I (rammento al riguardo i loro interventi negli webinar promosso dall’associazione Nino Carrus) giovani amministratori impegnati in molti comuni sardi, ne sono convinti assertori ed essi stessi […]

  2. […] (allo stato solo marginalmente in attuazione) ed essi stessi ne rappresentano un esempio positivo (rammento al riguardo i loro interventi negli webinar promossi dall’associazione Nino Carrus), che ci da speranza e motivazione per oggi e domani. […]

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