Oggi martedì 6 dicembre 2016

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Lunedì 5 dicembre 2016 The after day – Ha vinto il Popolo in Italia e in Sardegna – Ha vinto la COSTITUZIONE – Abbiamo vinto!

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HA VINTO LA COSTITUZIONE
Ha vinto la Costituzione, ha vinto la sovranità popolare, ha vinto il popolo, ha vinto la democrazia, ha vinto la verità.
Ha vinto la verità contro le bugie.
Hanno vinto i movimenti, i partigiani, il sindacato, le associazioni.
Ha perso il PD, ma non si dica che hanno vinto altri partiti: nessuno di loro può affermarlo, quando si tratta di loro metà degli elettori resta a casa.
Ha perso Renzi, ha perso la maggioranza blindata del suo partito, ha perso il governo, ha perso la maggioranza blindata di un parlamento illegittimo, i mille giorni inutili di un re da fumetto e dei suoi cortigiani.
In Sardegna hanno perso Pigliaru, Soru, Pani, Demuro, più renziani di Renzi, ha perso il sindaco muto di Cagliari.
Tutti costoro traggano le conseguenze della sconfitta, si dimettano, si nascondano, tacciano.
Ora ci sono mille cose da fare.
Pacificare gli schieramenti e lavorare tutti per:
1. Un parlamento legittimo, dunque una giusta legge elettorale.
2. Un Governo capace di affrontare le vere emergenze: lavoro, scuola, salute, casa, una vita dignitosa per tutti.
3. Una giusta legge elettorale per la Sardegna e subito elezioni per
4. Una Giunta regionale che lavori per i sardi e non per Roma.
5. Una Costituente sarda per rinnovare lo Statuto, che affermi la sovranità assoluta dei sardi sul loro territorio. (ognuno si tenga le sue scorie, prego) e una scuola che insegni storia, cultura e lingua sarda.
6.. Una Rai e un’informazione in genere che non sia serva del partito del Presidente del Consiglio.
7. Una Costituente italiana per riformare IN MEGLIO la Costituzione, mantenendo sempre la sovranità del popolo lavoratore. (p.m.)
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Grande vittoria del NO. Costruiamo l’oggi e il futuro. Con il Popolo.
di Vanni Tola
sedia di VannitolaLa grande vittoria del NO al referendum respinge un progetto osceno di stravolgimento della Costituzione. Gli elettori hanno detto in modo chiaro e inequivocabile di non essere d’accordo. Non è poco, è moltissimo. Ciò detto, però, direi che è necessario essere molto cauti nel delineare nuovi scenari. La prudenza è d’obbligo. Intanto non è scontata l’uscita di Renzi dalla scena politica. Al di la delle Sue dichiarazioni “a caldo”, l’unica certezza è che oggi pomeriggio il Presidente del Consiglio presenterà le dimissioni al Capo dello Stato. Un altro dato di fatto, condiviso da tutti, è la indispensabilità di riscrivere le leggi elettorali. Richiedere le elezioni subito è desiderio di molti ma è evidente che il “subito” significa non prima di un anno. A troppe forze politiche non conviene misurarsi col confronto elettorale in questa fase. Sarebbe quindi folle ragionare come se avessimo già superato il guado del fiume. Non lo abbiamo ancora fatto. Al massimo possiamo affermare di avere appena cominciato e non sappiamo a che cosa andremo incontro nell’immediato futuro. Domani, passata l’euforia, avremo maggiori elementi di analisi del voto e degli scenari possibili.
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Che bella domenica! Che radioso lunedì!
Gianna Lai, presidente dell’ANPI di Cagliari
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Pigliaru, il tuo tradimento è stato scoperto e sconfitto, ora, dammi retta!, vai a casa!
democraziaoggiAndrea Pubusa su Democraziaoggi
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occhialini biolchiniFrancesco Pigliaru, un estraneo alla guida della Regione.
di Vito Biolchini su vitobiolchini.it
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- Su Il fatto quotidiano.
Vince il no e la sinistra alza la bandiera. Su il manifesto.
- I risultati su La Repubblica online (http://www.repubblica.it/static/speciale/2016/referendum/costituzionale/).

Dopo il NO nel referendum costituzionale, in Sardegna a livelli altissimi. Con e Per la Sardegna

Incontro del 10 dic 2016

Oggi lunedì 5 dicembre 2016, the after day

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Una comunicazione del comm. Paolo Fadda, che volentieri pubblichiamo e diffondiamo.
Paolo Fadda 5 dic 2016
CARISSIMI AMICI, lunedì 5 dicembre alle 17,30, nel salone della Confindustria cagliaritana in viale Colombo, Tonino Oppes, giornalista e scrittore, presenterà il mio libro che racconta la storia, ormai centenaria, della famiglia Pinna di Thiesi, oggi titolare della più importante industria nazionale dei formaggi pecorini che vende in oltre 25 paesi dell’Est e dell’Ovest del mondo. E’ una storia, questa dei Fratelli Pinna, che attraversa l’intera vicenda dell’industria casearia sarda nata all’inizio del secolo scorso e che ha dato notorietà internazionale alle nostre produzioni casearie. Sarei quindi molto lieto se, raccogliendo quest’invito, ci si potesse salutare affettuosamente lunedì 5 dicembre.

« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. » (Articolo 1 della Costituzione italiana)

REFERENDUM. VINCE IL NO. Il POPOLO si riappropria delle proprie prerogative costituzionali!
E il POPOLO SARDO ESPRIME UN NO STRABILIANTE. E’ bene che Pigliaru ne prenda atto e si dimetta così come Renzi ha fatto in questi minuti. Costruiamo insieme l’alternativa. Ci sono le condizioni per farlo!

Votiamo NO – Difendiamo la nostra Costituzione – Difendiamo la Sardegna – Apu nau chi NO – Votiamo NO

NO-NO-NOOO1NO SARDEGNA

E’ online il manifesto sardo 227

pintor il manifesto sardo Il numero 227 de il manifesto sardo è online.
Il sommario
Non una di meno (Cristina Ibba), La Costituzione nelle mani di Barbara D’Urso (Ottavio Olita), Ancora sulle ragioni del NO (Roberto Mirasola), L’economia è un mezzo verso un fine e non un fine in sé (Gianfranco Sabattini), Fronte Indipendentista Unidu: NO al rafforzamento centralista dello Stato coloniale (Red) Aids, Lila Cagliari celebra Giornata Mondiale di Lotta (Red), Lo studio restituito agli esclusi (Gianfranca Fois), Boschi: lo Statuto sardo non si tocca! (Francesco Casula), Eus nau ca NO. Tra le mille ragioni del NO dei sardi alla Riforma costituzionale (Claudia Zuncheddu), Incendi in Sardegna: il telerilevamento funziona o no? (Sefano Deliperi), Le reti tagliate di Capo Frasca (Luigi Piga), Yemen, Presidio contro la guerra (Re) Andrea Pubusa sfida Pigliaru a un pubblico confronto (Red), La riforma costituzionale e la politica del caviale (Raffaele Deidda).
No di Stefano Puddu CrespellaniUn NO di Stefano Puddu Crespellani.

Oggi domenica 4 dicembre 2016 * Impegnati per il NO

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No comitato sardoNO sardo
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Cari studenti miei, cari lavoratori, cari amici democratici…
democraziaoggiAndrea Pubusa su Democraziaoggi.

Impegnati per il NO

No contro Governo
No comitato NO

Impegnati con passione per il NO. Lettera del Coordinatore del Comitato Sardo per il NO nel referendum costituzionale

NO-NO-NOOO1NO SARDEGNACari amici e compagni, care amiche e compagme,

abbiamo concluso una campagna referendaria dura e difficile, iniziata quasi un anno fa, nel febbario scorso. L’abbiamo condotta senza mezzi, mossi solo dal nostra passione civile e da patriottismo costituzionale. Abbiamo condotto una battaglia di verità e di unità contro le forze della divisione e della menzogna. Intorno a noi si sono, via via, mobilitate tante persone di buona volontà, migliaia di donne ed uomini a cui stanno a cuore i valori di libertà e di eguaglianza che la nostra Carta. frutto mirabile della Resistenza, racchiude.
Siamo stati traditi dai nostri governanti regionali che, anziché difendere le istituzioni autonomistiche, per servilismo, calcolo o convenienza, hanno aperto le porte ad un attacco, mai visto prima d’ora, alle autonomie locali e regionali, e cioé ad uno dei pilastri su cui si fonda il bilanciamento dei poteri nel nostro ordinamento. Hanno accettato e sostenuto la svolta neocentralistica con la falsa argomentazione che lo Statuto è indenne dallo scasso Renzi, ma omettono di dire che la compressione delle Regioni ordinarie è l’anticamera per l’aggressione alle regioni speciali e all’autonomia sarda, che, sola e isolata, sarà, se vince il sì, facile vittima del montante spirito neocentralista.
Con loro dovremo fare i conti, politicamente, dopo il 4 dicembre qualunque sia l’esito, così come dovremo farli con coloro che, per opportunismo, hanno mantenuto il silenzio, prestandosi al gioco degli sfascisti…
Ora dobbiamo spendere le ultime energie nei contatti personali e familiari per portare voti al NO. E, dunque, ancora un ultimo sforzo. Voglio però dire a tutti voi che dovete essere orgogliosi di voi stessi, dovete essere fieri di questo vostro impegno, profuso con generosità e passione civile.
Per parte mia voglio ringraziarvi per le energie positive che avete messo in circolo e che hanno dato a me, a ciascuno di noi e a migliaia di cittadini la forza di sostenere questa dura ed impari battaglia.
Ecco perché in questo momento, alla vigilia del voto, voglio salutarvi tutti con affetto.
Andrea Pubusa

Oggi sabato 3 dicembre 2016

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No comitato sardoNO sardo
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democraziaoggiFrancesco Pigliaru, ti accuso davanti al popolo sardo di alto tradimento e di attentato allo Statuto speciale, perché tu, sostenendo il sì, apri la porta all’aggressione contro l’autonomia della Sardegna
Andrea Pubusa su Democraziaoggi
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chiederò
Piero Marcialis LL _2FATICHE di PUBUSA
Erano famose le fatiche di Ercole, diverranno famose le fatiche di Pubusa. Infatti Pubusa ha fatto di tutto per avere, non dico una reazione, ma una parola, un respiro, un segno di vita dal nostro Vicerenzi, al secolo Pigliaru Francesco. Tutto inutile.
Qualcuno è giunto a dubitare che Pigliaru esista veramente.
Chiamato falso balente, tappettino, traditore, resta silente.
Egli non è niente di tutto quello che gli viene contestato, perchè
è di cartone, come quelle figure disegnate sulle carte da gioco.
Una carta che altri giocano, un alfiere di legno, come negli scacchi, viene mosso in diagonale e se la diagonale è chiusa sta fermo. Inutile prendersela con lui, è giocato, non è il giocatore.
O Andrea, lassaddu perdi.
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Oggi sabato 3 dicembre 2016 Musica! ————————
Eutropia 5 dic 2016

Uomini e Donne di buona volontà per la Sardegna

Incontro del 10 dic 2016

Impegnati per il NO

Voterò No
Raffaele Deidda 2di Raffaele Deidda
Domenica 4 dicembre andrò a votare per il Referendum costituzionale dopo aver letto tante autorevoli opinioni e ascoltato tantissimi pareri competenti, pro e contro la riforma.

Ho deciso che il mio sarà un voto contro le ragioni del Si più che a favore del No, perché il No non ha bisogno di ragioni, il No ha ragione. L’avrebbe già senza la necessità di argomentare sulle modifiche che la riforma Renzi-Boschi-Verdini apporterebbero alla Costituzione, trattandosi di una riforma costituzionale che, semplicemente, non si sarebbe nemmeno dovuta proporre. Può essere un Governo eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale autorizzato a riscrivere le regole su cui si fonda lo Stato, con la revisione di oltre quaranta articoli della Costituzione? Revisione votata da una maggioranza parlamentare, ma non risultato di un confronto e di un successivo consenso di tutte le forze politiche. La Costituzione non è una legge qualsiasi che può passare a colpi di maggioranza ma costituisce il riferimento comune, la base della convivenza civile e politica.

Se poi si entra nel merito delle modifiche proposte, la ragione del No ne esce ancora più rafforzata, perché è dal merito che si evidenzia come questa riforma non sia affatto esiziale, contrariamente a quanto affermano i ri-costituenti e i loro supportes. Siano essi disinteressati o “stakeholders” d’antan, oppure di recente acquisizione e/o conversione. La riforma, infatti, non semplifica il processo legislativo e non ne riduce i tempi. Non abbatte, se non in maniera risibile, i costi della politica. Riduce invece la sovranità popolare, limitando ai cittadini l’esercizio della democrazia diretta mediante il diritto di voto, e mira a far coincidere il potere esecutivo con quello legislativo. Soprattutto amplifica la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni, viste sempre meno come luogo di partecipazione democratica all’esercizio dei poteri. Accentra i poteri e scavalca ogni forma di concertazione con i territori in tema di ambiente, infrastrutture ed energia, facendo prevalere la “clausola di supremazia” del Governo.

Su questa riforma ho letto tanto, tanto ho ascoltato e altrettanto ho riflettuto. Poi ho deciso: voterò No, perché il No ha più ragione del Si.
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Salvaguardiamo la nostra Carta e diciamo NO a questa riforma
Gavinu Dettoridi Gavino Dettori
DELUSIONE! …che la Costituzione venga riformata per iniziativa del Governo,disattendendo ogni regola e prassi.
Nel mentre che gli italiani sono assorbiti a leggere, interpretare parole, periodi e commi della legge di riforma, sfugge al senso comune l’anomalo percorso seguito dalla formazione e approvazione della stessa legge, fino alla proposizione del referendum ed al suo svolgimento.
È QUANTO MENO DELUDENTE… vedere come persone e personaggi che si nutrono di cultura e che hanno fatto dell’impegno nel sociale e nella politica il senso della loro vita, si schierino in favore ad una impropria riforma governativa che investe il senso del vivere di un popolo,e che per questo lo stesso governo avrebbe dovuto guidarne neutralmente la pacifica ed estesa formazione e approvazione dagli organi parlamentari ed ampia partecipazione alla consultazione..
Alle persone di cultura non dovrebbe sfuggire che la Carts Costituzionale, quando questa è espressa democraticamente, è un patto sociale fra cittadini che prefigurano il destino della loro società nel divenire..e contiene le norme di garanzia perché nessu governo possa deviare in forme autoritarie per piombare in dittature o in governi oligachici con anche soltanto prevalenze economiche,simulan do false libertà, false giustizie,falsa democrazia,illusorie uguaglianze fra diversi di fatto nel trattamento economico.
Non ci sono validi motivi perché si deroghi ai principi della democrazia e della Carta fondamentale che detta regole da seguire per il governo della società, e valide ancor di più nei momemti difficili.
Questa deriva dai binari della democrazia è un fatto pericoloso.
Per questo VOTIAMO NO
e non lasciamoci ingannare da presunte e false pillole miracolose a sostegno del nostro stato di necessita economica: in uma situazione di crisi creata dai soggetti che dominano la finanza e l’economia mondiale e che operano in quegli stati con costituzioni [cosidette] liberali, da dove si è propagata la crisi, ai quali ci si vuole allineare.
Salvaguardiamo la nostra Carta e diciamo NO a questa riforma. e proponiamo che si attuino quei principi rimasti inattuati, facendo, dolosamente, finta di ignorarne la necessità, mentre sono proprio quelli che fanno evolvere la democrazia in benessere e civiltà.
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Riaffermo il mio No.
f casuladi Francesco Casula.
No. Deciso, granitico, tetragono. Convinto, Perchè ho letto (e studiato) la devastazione della Costituzione operata da unu tallu di dilettanti, arroganti e incolti. E presuntuosi al limite della impudenza che sfiora la stupidità.Vorrebbero riportare le lancette della storia di 160 anni indietro. Allo Stato dei prefetti: allo stato napoleonico, centralista, accentrato e autoritario. Sulla testa dei popoli e dei territori. Ridotti a meri esecutori di scelte romane. Compressi e repressi addirittura più di quanto non lo siano oggi.

Oggi venerdì 2 dicembre 2016

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No comitato sardoNO sardo
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Lo spettacolo del Sì e il sardorenzismo.
di Alessandro Mongili su SardegnaSoprattutto.
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Ballacano! 2 dic 16
- La pagina fb dell’evento.

Impegnati per il NO

Smuraglia Camussso NO