Oggi lunedì 20 febbraio 2017

anticipi di primavera 20 2 17
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Lettera a Sinistra Italiana di Rossana Rossanda.
Su “il manifesto sardo.
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beni-comunidemocraziaoggiOggi al via l’Osservatorio dei Beni Comuni Sardegna.
su Democraziaoggi.

Il ritrovamento del retablo dei santi Pietro Martire e Marco evangelista di Joan Figuera. I retabli questi sconosciuti.

(Da L’Unione Sarda online) «Riportiamo a casa il capolavoro riemerso!»
Retabli US 19 feb 17

IL RETABLO RITROVATO US 19 2 17È questo l’appello degli studiosi alla notizia del ritrovamento del Retablo di San Pietro Martire e San Marco Evangelista.
Se questa vicenda fosse un romanzo, avrebbe trama picaresca. Se fosse un giallo, il caso sarebbe risolto, non da un ispettore di polizia ma da un detective plurilaureato che ha messo in campo metodi scientifici e una fruttuosa ostinazione.
Un novello Indiana Jones che ha seguito piste e indizi sino alla soluzione di un arcano che sembrava insolubile.
Gira il mondo da secoli (da Roma all’Olanda, da New York alla Spagna) l’opera bellissima di Joan Figuera, pittore barcellonese che lavorò a Cagliari (tra il 1455 e il 1477) e qui morì
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- Sul L’Unione Sarda di domenica 19 febbraio un servizio di Alessandra Menesini.
————————————— Retablo di San Pietro Martire e San Marco Evangelista
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Ritrovamento retablo MibctDall’altare ai mercati antiquari internazionali. Il ritrovamento del retablo dei santi Pietro Martire e Marco evangelista di Joan Figuera
(Nota stampa del Mibct a cura di Renzo De Simone) Venerdì 17 febbraio 2017 alle ore 18, presso la sala conferenze del convento domenicano di Cagliari, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le provv. di Oristano, Medio Campidano, Carbonia-Iglesias e Ogliastra, in collaborazione con il gruppo di ricerca EMAC. Romànic i Gòtic de la Universitat de Barcelona e i padri Domenicani di Cagliari, ha organizzato una conferenza tenuta dal Dr. Enrico Pusceddu sul Ritrovamento del retablo dei santi Pietro Martire e Marco evangelista di Joan Figuera, opera proveniente dallo stesso convento di San Domenico e sicuramente una delle più importanti del panorama storico-artistico della Sardegna quattrocentesca.
A lungo inseguito e ricercato dagli studiosi, il retablo è composto da 12 pannelli dipinti a tempera su tavola che rappresentano scene della vita e dei miracoli di san Pietro da Verona e di san Marco evangelista. Al centro del polittico si trova la figura della Vergine col Bambino in trono, sovrastata dalla tavola con la scena del Compianto sul Cristo deposto. Gli esperti sono concordi nell’attribuire il retablo alla mano del pittore catalano Joan Figuera, già attivo a Cagliari dal 1455 al 1477 circa e autore di altre due opere, il Retablo di San Bernardino e la Predella di San Lucifero, conservate presso la Pinacoteca Nazionale di Cagliari. Il retablo fu commissionato dal Gremio dei Calzolai perché fosse collocato nella cappella del chiostro del convento di San Domenico, nel quartiere cagliaritano di Villanova, dove rimase per più di quattro secoli. Nel 1893, dopo una lunga vertenza giudiziaria che vide lo Stato italiano opporsi, invano, alla vendita del retablo, l’opera venne definitivamente staccata dalla parete della cappella, venduta ed esportata da Cagliari a Venezia, per giungere poi negli anni Trenta negli Stati Uniti dopo un probabile passaggio romano. Alla fine della Seconda guerra mondiale il retablo fece perdere definitivamente le sue tracce lasciando segno di sé solo attraverso alcune foto in bianco e nero. Dopo anni di studi e ricerche condotte tra l’Europa e gli Stati Uniti, il Dr. Enrico Pusceddu, componente del gruppo di ricerca EMAC. Romànic i Gòtic de la Universitat de Barcelona, nel marzo dello scorso anno ha finalmente rintracciato il retablo in Olanda grazie alla collaborazione con un collezionista catalano che ne ha dato notizia allo studioso. Il viaggio del retablo di Joan Figuera è poi proseguito per fermarsi, per ora in Spagna, dove è custodito presso la filiale di un’importante Galleria d’Arte che lo pone in vendita integro in tutte le sue parti finora note agli studiosi.
La conferenza vuole porre all’attenzione dei cittadini l’importante ritrovamento con l’auspicio che le istituzioni pubbliche e private si attivino senza esitazione per cercare di riportare a Cagliari un’opera capitale dell’arte tardogotica catalana in Sardegna, oltre che raro e prezioso reperto della storia artistica e culturale dell’antico complesso monumentale di S. Domenico di Villanova, in gran parte distrutto dai terribili bombardamenti bellici del 1943.
La conferenza sarà introdotta dalla dott.ssa Maria Francesca Porcella, funzionario storico dell’Arte della Soprintendenza che segue da diversi anni le vicende relative alla tutela e alla valorizzazione del quartiere di Villanova.
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Approfondimenti.
Art fugiutE. Pusceddu, “Il retablo di san Pietro martire e san Marco evangelista di Joan Figuera (1456-1477): un caso emblematico di pittura catalana “desplazada”, pp. 225-256.
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I retabli sardo-catalani questi sconosciuti.
lampadadialadmicromicro132 Su Aladinews del 18 maggio 2015.
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- Joan Figuera.

Carnevale Mamoiada

Carnevale Mamoiada

Carnevale Mamoiada Carnevale mamoiadino, di Aldo Lino.

I fondi per Cagliari città Ok! Mancano quelli per Cagliari Città Metropolitana: cosa è successo?

oro paperonelampadadialadmicromicro132Va bene il finanziamento per Cagliari (circa 18 milioni di euro) anche per l’ottimo progetto curato dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Cagliari, seppur lamentiamo un deficit di coinvolgimento della popolazione (di cui è responsabile il Comune di Cagliari). Ma i soldi per la “Città metropolitana di Cagliari”?. Sostiene, tra l’altro Mauro Pili nella sua nota veemente sul suo blog: “(…) Dall’elenco manca appunto la città metropolitana di Cagliari a cui vengono a mancare 40 milioni di euro che, invece, sono stati destinati a 11 città metropolitane su 14. (…)”. Cosa è successo?
Lo vogliamo sapere.
Ecco l’elenco a cui si riferisce Pili: http://www.ediltecnico.it/wp-content/uploads/2017/01/Bando-periferie-urbane-graduatoria.pdf
Le città metropolitane in Italia sono 15, comprendendovi anche Trieste. Risulta che solo 11 hanno presentato progetti rispondendo a un apposito Bando. E le altre 4, tra cui Cagliari? Evidentemente non hanno partecipato al citato bando. Perché? Problemi organizzativi. Per quanto riguarda la Città Metropolitana di Cagliari, di cui è presidente il Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, occorre un’immediata risposta. I cittadini dell’area metropolitana ne hanno diritto.

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Documentazione
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Le città metropolitane in Italia: http://www.tuttitalia.it/citta-metropolitane/
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Scuola Popolare ex centro soc Is MirrE a proposito di finanziamenti per le periferie e partecipazione popolare alle scelte pubbliche: come sta andando la realizzazione dell’ITI San Michele-Is Mirrionis?

Oggi domenica 19 febbraio 2017

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democraziaoggiCanfora: la schiavitù del capitale e la molla della fratellanza
Gianfranco Sabattini su Democraziaoggi.

Rantantira casteddaia

Ratantira casteddaia

Ratantira casteddaiacarnevale 18 feb 2017

Punta de billete. “Voucher: la frontiera del precariato”

Lavoro?Il Comitato d’iniziativa costituzionale e statutaria organizza il confronto pubblico dal titolo: “Voucher: la frontiera del precariato”. A Cagliari, Hostel Marina, Scalette S. Sepolcro, Venerdì 24 febbraio alle ore 17.30.
Presenta e coordina Roberto Mirasola
partecipano:
Lilli Pruna (sociologa del lavoro)
Paola Mazzeo (giudice del lavoro)
Elisabetta Perrier (segretaria Camera del lavoro)
Giacomo Meloni (segretario CSS)
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- La pagina fb dell’evento.

Sabato 18 febbraio 2017

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A-GramscidemocraziaoggiGramsci cagliaritano
Francesco Cocco su Democraziaoggi.
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Le culture uniscono i popoli
di Salvatore Settis su SardegnaSoprattutto
Segnaliamo da SardegnaSoprattutto il testo della Lectio magistralis di Salvatore Settis, che è stata letta al Convegno FAI Sardegna (Arte ponte tra culture, Mediterraneo ponte tra popoli), svoltosi il 6 febbraio al Teatro Massimo di Cagliari.
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Punta de billeteFrancesco Casula a Sassari: La pagina fb dell’evento.
Casula a SS 9 3 17

E’ online il manifesto sardo duecentotrentadue

pintor il manifesto sardo
Il numero 232 del 16 febbraio 2017
Il sommario
Questa volta due SI (Marco Ligas), Comitati per cambiare lo stato delle cose presenti (Graziano Pintori), Voucher. L’ultima frontiera del precariato (Roberto Mirasola), Gli esiti nefasti della tendenza dell’uomo a non conservare nella sua memoria l’esperienza del passato (Gianfranco Sabattini), Eurallumina, fiera delle balle (Stefano Deliperi), Il sogno ingenuo della riscrittura dello Statuto Speciale Sardo (Claudia Zuncheddu), Passeggiata nuorese al tempo della crisi (Amedeo Spagnuolo), Il discorso economico del militarismo italiano in Sardegna (Andrìa Pili).

Al via l’Osservatorio dei Beni Comuni della Sardegna. Ecco il Documento base del Comitato di Cagliari

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Osservatorio beni comuni Sardegna
Documento base del Comitato di Cagliari, che sarà discusso nella prossima riunione di lunedì 20 febbraio, alle ore 17.30, nella sede della Confederazione Sindacale Sarda (CSS), che sostiene il progetto dell’Osservatorio.

L’Osservatorio dei Beni Comuni della Sardegna – che promuoviamo partendo da un piccolo gruppo, con l’ambizione di ingrossare le fila in misura consistente e in tempi rapidi - si propone di approfondire e diffondere il concetto di “beni comuni”, da individuare concretamente nelle “cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona (…) che devono essere tutelati e salvaguardati dall’ordinamento giuridico, anche a beneficio delle generazioni future” (1) e dei quali favorire la fruibilità e la gestione da parte dei cittadini attivi e organizzati in accordo con le Pubbliche amministrazioni. La categoria dei “beni comuni” è immensa, posto che comprende “i fiumi, i torrenti e le loro sorgenti; i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi come definiti dalla legge, le foreste e le zone boschive; le zone montane di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i lidi e i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fauna selvatica e la flora tutelata; i beni archeologici, culturali, ambientali e le altre zone paesaggistiche tutelate” (1). E l’elencazione non è affatto esauriente. Risulta pertanto necessario da parte di un Gruppo ristretto quale è il nostro, sia pure ambiziosamente destinato a crescere, selezionare il proprio campo di azione. Non facciamo però tale scelta “a priori”, decidendo invece di modellare il programma da portare avanti rispetto alle persone che formano ora e che formeranno nel tempo l’Osservatorio, articolato in diverse “sezioni” per “filoni di intervento”. Anche la dimensione territoriale, tendenzialmente riferita a tutto il territorio regionale, nella pratica riguarderà solo parziali articolazioni dello stesso. In questo quadro allo stato attuale dichiariamo che ci occuperemo immediatamente solo di “beni comuni urbani”, limitandoci a quelli che insistono nel territorio comunale di Cagliari. Almeno da qui cominciamo, poi si vedrà.
Il nostro operare sarà pertanto su due diversi ambiti:
- quello di carattere generale, per definire concettualmente i “beni comuni”, partendo dallo stato dell’arte nei diversi ambiti disciplinari;
- quello specifico, di concreto intervento sul territorio, con particolare attenzione al riuso sociale delle ex servitù militari e delle altre strutture pubbliche dismesse o in dismissione o già nella piena disponibilità delle amministrazioni pubbliche.
A noi ovviamente interessa che nella gestione di questi “beni comuni” intervengano direttamente i cittadini, nella pratica attuazione del principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale, di cui all’art. 118, ultimo comma della Costituzione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Detta norma, allo stato attuale largamente disattesa, riconosce ai cittadini – e dunque alle loro organizzazioni/associazioni nelle più diverse espressioni – la capacità di attivarsi autonomamente nell’interesse generale e dispone che le istituzioni debbano sostenerne le coerenti iniziative.

Unendo il generale al particolare puntiamo allora a individuare gli strumenti per praticare con tutta la possibile urgenza tali obbiettivi. Per esempio aiutando il Comune di Cagliari a dotarsi di un buon “Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni”, magari da copiare, adattandolo, dai migliori regolamenti tra quelli attualmente vigenti in più di 100 Comuni italiani, e, operativamente, per rendere concreto e tangibile il rapporto tra amministrazione e cittadini, invitando il Comune a dotarsi di un ufficio per l’amministrazione condivisa, uno “sportello unico per i cittadini attivi”, che faciliti e semplifichi al massimo il rapporto fra i cittadini che portano risorse preziose per il bene della comunità e le strutture amministrative

Non lo nascondiamo: contiamo nell’immediato di aiutare le entità dell’associazionismo socio-culturale della città (e non solo) a reperire spazi adeguati per le loro benemerite attività. Tra queste ci siamo anche noi dell’Osservatorio, allo stato ospitato nella sede della CSS, che ringraziamo per la consueta disponibilità.

Contiamo evidentemente di attivare tutte le possibili collaborazioni e, di più, di “fare integrazione” con altri soggetti che si propongono come noi la pratica della “democrazia partecipata”.
Ci collegheremo poi agli Organismi simili ai nostri a livello italiano, europeo e internazionale, a partire dal Laboratorio sulla Sussidiarietà fondato e diretto dal prof. Gregorio Arena (www.labsus.it).
In questa direzione stiamo anche lavorando per uno o più Convegni sulla tematica “Costituzione, Beni comuni e Sussidiarietà” da organizzare a Cagliari tra il mese di giugno e quello di novembre 2017, in collaborazione con il “Comitato d’iniziativa Costituzionale e Statutaria”, che veda/no la partecipazione di illustri relatori come Paolo Maddalena, Ugo Mattei, Stefano Rodotà, Gregorio Arena ed altri. Ed ancora stiamo lavorando per attivare uno stretto rapporto con i Dipartimenti e i singoli docenti dell’Università della Sardegna (Cagliari e Sassari) di diversi ambiti disciplinari, interessati alle tematiche dei “beni comuni” per iniziative di ricerca, didattica, diffusione di buone pratiche.

Buon lavoro!
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1. Proposta di articolato Commissione Rodotà – elaborazione dei principi e criteri direttivi di uno schema di disegno di legge delega al Governo per la novellazione del Capo II del Titolo I del Libro III del Codice Civile nonché di altre parti dello stesso Libro ad esso collegate per le quali si presentino simili necessità di recupero della funzione ordinante del diritto della proprietà e dei beni (14 giugno 2007).
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Cagliari OBCCONTATTI
- La pagina fb dell’Osservatorio.
- La mail dell’Osservatorio: benicomunisardegna@gmail.com

Oggi venerdì 17 febbraio 2017

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democraziaoggiPD: la segreteria regionale e nazionale giocatevela a strumpas
Amsicora su Democraziaoggi.
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evento CoStat 22 2 17

Costituito l’Osservatorio Beni Comuni Saredegna

Sardegna universitaria_2Mercoledì 15 febbraio nella sede della Confederazione Sindacale Sarda, CSS, in via Roma 72, il Gruppo promotore formato dalle persone sottoindicate, ha costituito l’Osservatorio Beni Comuni della Sardegna. Si tratta di un primo nucleo che immediatamente propone a tutte le persone interessate di entrare a far parte dell’Associazione, che per ora agirà sul territorio cagliaritano, in considerazione delle forze attualmente disponibili.
Gruppo promotore Osservatorio Beni Comuni della Sardegna.
- Carmen Campus
- Gaetano Lauta
- Paolo Erasmo
- Franco Meloni
- Gianni Pisanu
- La pagina fb dell’Osservatorio.
- La mail dell’Osservatorio: benicomunisardegna@gmail.com
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IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO
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Osservatorio beni comuni Sardegna

Documentazione. Pubblicato l’Atlante Demografico 2016 della città di Cagliari

Ca atlante demo 2016 fto aereaPubblicato sul sito comunale l’Atlante Demografico 2016 della città di Cagliari. Tutti i dati demografici aggiornati al 31 dicembre 2016.
- L’ATLANTE.

Carnasciali timpiesu

Tempio Aldo Lino

Tempio Aldo Lino
Poteva mancare Tempio? Di Aldo Lino.
- Carnevale tempiese – Carnasciali timpiesu.

“Punta de billete” per un evento importante

Cefaloni ACorda 3 3 17
Focolari. Il realismo politico di un’economia disarmata
di Carlo Cefaloni