Venerdì 26 agosto 2016

FIORE VIAMERELLO 25 8 16Logo_Aladin_Pensieroaladin-lampada-di-aladinews312sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413. .

Aiuti ai terremotati. Iniziativa Caritas

Caritas Sardegna logocaritas_button(COMUNICATO STAMPA)
COLLETTA DIOCESANA PER LE POPOLAZIONI DEL CENTRO ITALIA
COLPITE DAL TERREMOTO

La Caritas diocesana di Cagliari, su indicazione dell’Arcivescovo Mons. Arrigo Miglio, promuove una raccolta fondi per le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto. La colletta diocesana, da subito operativa, sarà finalizzata a integrare la somma di un milione di euro già stanziata dalla Conferenza Episcopale italiana (CEI) dai fondi dell’otto per mille, per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali.
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Terremoto, come un film già visto

emergenza sisma ONGsedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola
La cronaca del terremoto, l’ennesimo in quelle aree, non ha bisogno di altri commenti. Prontamente i media ci hanno informato nel merito. E’ chiara in noi la gravità dell’accaduto, cresce il numero dei morti e dei feriti, aumenta vertiginosamente il numero dei senza tetto. Si muovono la macchina dei soccorsi e della protezione civile e il volontariato. Negli ospedali si registrano code per donare il sangue e la raccolta di aiuti e di denaro è attivata. Non è il momento delle polemiche e delle analisi ma quello della lotta per salvare vite, soccorrere i feriti e dare ospitalità e sostegno a chi non ha più un alloggio. Resta comunque netta la sensazione di rivedere un film già visto, qualcosa che abbiamo già vissuto in altre circostanze, in altre aree geografiche e con gli stessi drammatici problemi. Diventa quindi inevitabile cominciare a riflettere su alcune questioni fondamentali da approfondire ulteriormente quando la prima emergenza sarà superata. L’Italia è un paese con un alto tasso di pericolo sismico, un paese con vaste aree del territorio fortemente degradate e suscettibili di favorire catastrofi naturali di dimensioni considerevoli, si pensi alle frane e agli smottamenti diffusi. E’ evidente quindi che, pur evitando sterili polemiche e atteggiamenti demagogici poco produttivi, sia necessario riflettere seriamente per individuare valide linee guida per il governo del territorio e la massima protezione possibile dalle catastrofi. E’ vero che un terremoto non può essere previsto con assoluta certezza ma è anche vero che terremoti della stessa entità di quello in corso in questi giorni, in altre aree del pianeta fanno registrare un numero di morti molto esiguo e danni limitati. In un paese cosi esposto a eventi sismici, è inconcepibile che non si sia ancora pensato di estendere a tutte le nuove costruzioni, l’obbligo di adottare criteri costruttivi capaci di contenere l’impatto e i danni dei terremoti futuri che inevitabilmente accadranno. E’ inconcepibile che in nessuna città si pratichi la ristrutturazione ordinaria degli edifici antichi e il consolidamento dei monumenti dimenticando che qualunque edificio realizzato dall’uomo non può essere eterno, prima o poi subirà lesioni, cedimenti, crolli che produrranno danni per le vite umane e l’ambiente. La maggior parte dei Comuni non ha, nelle proprie commissioni edilizie, la figura del geologo e dell’esperto in sismi per garantire la massima sicurezza possibile almeno nelle nuove costruzioni e un’intelligente politica di recupero e consolidamento degli edifici vecchi. Occorre pensarci e agire di conseguenza. Sono necessari provvedimenti governativi che individuino concrete linee guida che vadano di là dell’emergenza. C’è poi da tenere sotto osservazione il meccanismo della raccolta dei fondi per i terremotati. La generosità della gente è sempre considerevole e di questo dobbiamo andare fieri. Ma è anche vero che troppe volte abbiamo assistito al fenomeno dei finanziamenti raccolti utilizzati con grave ritardo e in modo non sempre appropriato a causa dei meccanismi della burocrazia che si trova a dover gestire tale operazione di distribuzione degli aiuti finanziari. Anche in questo caso è necessario imparare dagli errori del passato. Le catastrofi naturali sono un qualcosa di relativamente imprevedibile, una fatalità con la quale convivere, ma sono anche fenomeni da controllare e, per quanto possibile, gestire in condizioni di massima sicurezza. La prevenzione dei rischi, un’attenta politica delle costruzioni di opere e infrastruttura, una politica di governo dei fenomeni naturali che interessano il territorio, sono quindi assolutamente indispensabili e prioritarie.
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(Da Il Fatto quotidiano) Norcia esempio virtuoso, senza morti né feriti grazie alla “buona ricostruzione”
Il caso del comune umbro: senza vittime, nonostante sia a soli 17 km in linea d’aria dall’epicentro del sisma che ha provocato devastazioni tra le Marche e il Lazio. Qui le case sono state ricostruite, rispettando le disposizioni antisismiche, dopo i terremoti del 1979 e 1997. Il sismologo Boschi: “In Italia si costruisce con criteri antisismici solo dopo un terremoto grave”
di F. Q. | 24 agosto 2016

Giovedì 25 agosto 2016

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Terremoto nel centro Italia. Disastro, morti e solidarietà

I Vigili Del Fuoco pubblicano una foto del paese Amatrice completamente distrutto dal terremoto di stanotte.
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Migranti. Le politiche in (lenta) costruzione e le buone effettive pratiche locali

Migranti, Giro: “Svegliati Europa, l’Italia è già pronta per agire”
Dalla creazione del fondo fiduciario per il continente nero al Migration Compact (proposta tutta italiana), i piani per fronteggiare i flussi migratori non mancano. Ora, però, servono i soldi e una maggiore consapevolezza da parte dei governi africani: «Stanno perdendo il loro futuro»
di Nicola Grolla su Linkiesta (23 Agosto 2016)
neri per cagliariDi “piani” per affrontare la crisi dei migranti, la Ue e gli Stati membri sembrano esserne talmente pieni da non sapere quale scegliere. Finendo per lasciare tutto com’è. Dal sistema delle quote al ritornello dell’«aiutiamoli a casa loro», fino all’accordo con il “sultano” di Turchia Tayyip Erdogan che per molti osservatori sembra essere l’unica spiegazione per il mancato biasimo di quanto sta accadento al di là dello stretto del Bosforo. Anche l’Italia ha fatto la sua parte. Stavolta per l’Africa. Non solo con gli innumerevoli interventi della Marina militare al largo del Mediterraneo, ma proponendo un piano di aiuti che porta un nome inglese (stile Jobs Act): il Migration Compact. Fatto proprio dalla Ue durante il vertice fra i capi di stato e di governo che si è tenuto il 28 e 29 giugno, quello in cui si è parlato soprattutto degli esiti del voto inglese sulla Brexit, il progetto italiano ha tuttavia subìto diverse variazioni: «Attualmente manca interamente tutta una parte, quella sugli investimenti. Non si capisce perché i Paesi africani debbano accettare le richieste dell’Europa se non c’è per loro un vantaggio reale», afferma il viceministro degli esteri Mario Giro. Dopo una lunga esperienza nella Comunità di Sant’Egidio che lo ha portato a viaggiare in lungo e in largo per l’Africa, dal gennaio 2016 Giro ha preso il posto lasciato libero da Lapo Pistelli nella squadra del ministro Gentiloni. Un innesto che pesca all’interno della Farnesina, dato che l’attuale viceministro era già sottosegretario dal 2013 e da allora segue i temi della cooperazione internazionale. Compreso la proposta tutta italiana del Migration Compact.
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Mercoledì 24 agosto 2016

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Il Manifesto di Ventotene

manifesto di ventotene- Il Manifesto di Ventotene.
- Manifesto Ventotene (solo testo)

Martedì 23 agosto 2016

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Oltre brexit

sardegnaeuropa-bomeluzo44-300x211Europa al bivio: chi ha ucciso lo spirito di Ventotene?
Appunti per Merkel, Renzi e Hollande alla vigilia del vertice a tre per ridare un’anima all’Europa, lì dov’è nata. Tre consigli: tornare a parlare di solidarietà, smettere di usarla come alibi, costruire istituzioni sovranazionali forti, autorevoli e legittimate

di Arianna Sgammotta su LinKiesta

Ventotene ospita oggi il vertice tra Renzi, Hollande e Merkel. Il secondo dal referendum britannico, l’ennesimo in una lunga serie di crisi vissute in questi mesi dall’Ue. L’isola laziale torna con cadenza regolare a essere evocata ogni qualvolta l’Europa sembri smarrire la via o semplicemente veda appannarsi il proprio spirito. E non potrebbe essere diversamente, è qui che nel 1941 Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann scrissero “Il manifesto” per un’Europa federale. Un testo definito profetico e che ha gettato le basi per l’Europa di oggi, ma che soprattutto negli ultimi anni sembra ostaggio delle (ancora) 28 capitali Ue.
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Lunedì 22 agosto 2016

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sole voillaLina

Corsi universitari in telematica. Le università sarde partirono bene e con tempestività, poi…

eduopen-white2E’ nata EduOpen: 14 università pubbliche mettono online i loro corsi. Gratuiti e senza copyright.
Corsi accessibili a tutti tenuti dai docenti degli atenei italiani: è l’offerta di EduOpen, la nuova piattaforma di Mooc finanziata dal Miur
di Carlotta Balena su StartupItalia!, 21 aprile 2016
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bann_unisofiaaladin-lampada-di-aladinews312Come si vedrà nel corpo dell’articolo, nell’elenco non ci sono le università sarde. Eppure a partire dal 2006 gestirono un grande progetto europeo, denominato Unisofia, attraverso il Consorzio Unitelsardegna delle due università (http://www.unica.it/pub/7/show.jsp?id=1330&iso=19&is=7). logo_unisofiaPer fortuna il Consorzio esiste ancora, resistendo alla furia distruttiva di rettori non lungimiranti, ma non sembra abbia il ruolo di rilievo che meriterebbe. Prova ne sia la sua assenza nel progetto EduOpen. Il tempo perduto va ora ricuperato con un adeguato impegno da portare avanti come Università della Sardegna.
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Ecco l’articolo
L’università italiana da oggi è online, gratuita e per tutti. E’ diventa ufficialmente attiva, infatti, la piattaforma EduOpen.eu, creata da 14 atenei italiani pubblici [1] per offrire dei corsi formativi di alta qualità a distanza, cioè i cosiddetti MOOC (Massive open online course). Tutti i corsi offerti da EduOpen sono tenuti da docenti universitari e prodotti dalle università italiane aderenti al progetto, finanziato dal ministero dell’Istruzione con 100 mila euro. Gli atenei attualmente nella piattaforma sono: l’Università Aldo Moro di Bari, il Politecnico di Bari, la Libera Università di Bolzano, l’Università di Catania, l’Università di Ferrara, l’Università di Foggia, l’Università di Genova, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università Bicocca di Milano, l’Università di Parma, l’Università di Perugia, l’Università del Salento, l’Università Ca’ Foscari di Venezia.
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Per ricordare un amico e un maestro

aladin-lampada-di-aladinews312Pubblichiamo due corsivi che Giorgio Pisano dedicò alla Scuola Popolare di Is Mirrionis, sulla sua rubrica de L’Unione Sarda, nell’intento di appoggiare la vertenza per recuperare il vecchio edificio (ora un rudere) per metterlo al servizio del quartiere e della città, pensando soprattutto ad interventi contro la dispersione scolastica e il disagio giovanile. E’ un modo non retorico – come crediamo avrebbe gradito Giorgio – per ricordare l’amico e il grande maestro di giornalismo.
- Corsivo del 14 luglio 2015
Giorgio Pisano su SP US 14 luglio 2015

- Corsivo del 7 settembre 2015
Giorgio Pisano su SP US 7 sett 2015

Studenti per il NO nelle spiagge sarde

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volantinaggio al Poetto Cagliari il 20 ago 2016

21 agosto 2016 Red su il manifesto sardo

La Rete della Conoscenza tramite la campagna “Studenti per il NO” ha organizzato un ciclo di attività estive a partire dal volantinaggio sulle spiagge in programma nel fine settimana. L’iniziativa si sta svolgendo nei più importanti litorali italiani e anche in Sardegna. Gli studenti medi e universitari si sono dati appuntamento ieri alle 16 al Poetto di Cagliari e nella spiaggia di Porto Pino, Sant’Anna Arresi (CI). Oggi si replica al Poetto di Cagliari, sempre alle ore 16.
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Programmi di approfondimento

UNIV-SARDEGNA-SISTEMA-LOGO-300x122Universidade de Sardigna – University of Sardigna – Università della Sardegna. Argomento che riaffronteremo presto. Da Aladinews.
Intanto nella vicina Francia:MegaSorbona su Roars