Risultato della ricerca: congiura di Palabanda

“BINTITRES” – Buona la prima.

img_4719Ridere? Sì! Anche ridere. Ieri sera, nella splendida cornice del Teatro fortino di Monte Mixi, per ascoltare, per vedere, diciamo pure per godere della verve di Elio Turno Arthemalle. Ché lo conosciamo, da tempo, e tutte le volte che andiamo a vederlo, o lo ascoltiamo alla radio, possiamo immaginare cosa ci toccherà.
Ma le variazioni sul tema, a volte, sono sorprendenti. Ieri, per esempio, si è esibito in tono dimesso, in tonalità minore. Luce naturale, scenografia assente. Oltretutto, almeno nel primo tempo dell’atto unico, ha persino recitato contro sole, da doversi proteggere la vista con un cappellino da golf.
Il tema: classico, storie cagliaritane. Avremmo potuto aspettarci la congiura di Palabanda, la saga di Ottone Baccaredda, o una rivisitazione dei piccioccus de crobi. Classici. Ed invece, eludendo la censura del proprio Super Io, Elio Arhemalle è ritornato indietro nel tempo di neppure mezzo secolo. Ventitrè, meno altri ventitrè anni. Ritrovandosi, poco più che bambino, in balia di una periferia, urbana, che dopo la tragedia della guerra ed il miracolo economico, si infilava negli anni di piombo.
Era in avanzata fase di gestazione, in quegli anni, il progetto della futura città turistica, il disegno di una facciata perbenista, dove l’apparenza sia ordine ed armonia, e tutto ciò che potrebbe disturbare la vista della cognata …. beni accuau in unu corrunconi. Nei ghetti di periferia, insomma, dove le persone perbene fanno ingresso soltanto quando occorre …
E così, anziché raccontarci con ordine la storia della città, come probabilmente avrebbe fatto Alessandro Barbero – che ancora gli fischiano le orecchie – si è divertito a riportare alla luce storie, anche tremende, che pensavamo dimenticate. Arrabiu!

Ricordando Roberto Porrà

1c218a99-f695-4f32-9553-65a02786872c[Franco Meloni] L’amicizia con Roberto risale agli inizi degli anni 70, quando ci trovammo a militare insieme nelle formazioni della cd sinistra extraparlamentare: Pdup, Democrazia Proletaria. Entrambi approdati all’impegno politico direttamente dalla spinta dei valori della cultura cattolica di cui eravamo impregnati. [segue]

Palabanda

palabanda
Ricorre oggi il 208esimo Anniversario della
RIVOLTA DI PALABANDA.
Ricordiamo e onoriamo i martiri e i Patrioti impiccati e imprigionati dai carnefici sabaudi.
di Francesco Casula

Di congiure è zeppa la storia. Da sempre. Da Giulio Cesare a John Fitzgerald Kennedy. Particolarmente popolato e affollato di congiure è il periodo rinascimentale italiano, nonostante gli avvertimenti di Machiavelli secondo cui “le coniurazioni fallite rafforzano lo principe e mandano nella ruina li coniurati”. Ed anche il “Risorgimento”. Esemplare la congiura di Ciro Menotti nel gennaio del 1831 ordita attraverso intrighi con Francesco IV d’Austria d’Este, dal quale sarà poi tradito e mandato al patibolo.
Congiura che però sarà ribattezzata “rivolta”, “Moto rivoluzionario”. Solo una questione lessicale? No: semplicemente ideologica. Quella congiura, perché di questo si tratta, viene “recuperata” e inserita come momento di quel processo rivoluzionario, foriero – secondo la versione italico-patriottarda e unitarista – delle magnifiche e progressive sorti del cosiddetto risorgimento italiano. Così, una “congiura” o complotto che dir si voglia diventa un tassello di un processo rivoluzionario, esclusivamente perché vittorioso. Mentre invece – per venire alla quaestio che ci interessa – la Rivolta di Palabanda viene ridotta e immiserita a “Congiura”. E con essa diventano “Congiure”, ovvero cospirazioni di manipoli di avventurieri che con alleanze e relazioni oblique con pezzi del potere tramano contro il potere stesso. Questa categoria storiografica, che riduce le sommosse e gli atti rivoluzionari che costelleranno più di un trentennio di rivolte: popolari, antifeudali e nazionali a fine Settecento in Sardegna a semplici congiure è utilizzata non solo da storici reazionari, conservatori e filosabaudi come il Manno o l’Angius. [segue]

Oggi martedì 28 aprile 2020 Sa die de sa Sardigna

sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2senza-titolo1lampadadialadmicromicro13democraziaoggi-loghetto55aed52a-36f9-4c94-9310-f83709079d6dasvis-oghetto
—————————Opinioni, Commenti e “Riflessioni, Appuntamenti—————————————————–
Sa die de sa Sardinia, una giornata di festa e di riflessione nel nome della libertà come il 25
28 Aprile 2020
A.P. Su Democraziaoggi
Dopo il 25 aprile il giorno più bello per l’Italia, festeggiamo oggi Sa die de sa Sardinia, il giorno più bello per noi sardi. Li festeggiamo in continuità ideale fra due movimenti popolari, quello cagliaritano del 1794, che portò alla cacciata del viceré sabaudo e dei piemontesi arroganti da Cagliari, e quello resistenziale che sancì […]
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Sardegna fra il 25 aprile della Liberazione e il 28 aprile della Sarda Rivoluzione
28 Aprile 2020
Tonino Dessì su Democraziaoggi.
Mi pare che quest’anno il 25 aprile sardo abbia avuto, sotto il profilo politico-istituzionale, caratteristiche analoghe a quelle dell’anno scorso.
Le istituzioni governate dal centrodestra a matrice leghista, Fratelli d’Italia e sardista hanno schivato la ricorrenza della Liberazione.
In ordine di tempo seguirà Sa Die de sa Sardigna, al cui significato ho […]
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Il 28 aprile 1794 una gloriosa giornata di lotta popolare, ma è sul progetto di Angioy che dobbiamo ancora scavare
28 Aprile 2020
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Ho approfittato dei giorni di clausura per mandare all’editore Arkadia un mio volumetto su Giommaria Angioy, che andrà in libreria in autunno. Ho così avuto modo, grazie anche ai preziosi consigli di Luciano Carta, di approfondire lo studio sulla “Sarda rivoluzione“, che avevo iniziato in occasione del mio saggio su Palabanda – la Rivoltà […]
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Sa die tutti i giorni.
Roberto Loddo su il manifesto sardo
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sa-di-de-sacciappa2-piero-marcialis-sdlRicordare sa Die de sa Sardigna
Pubblicato il 20/04/2020 su Truncare sas cadenas
di Francesco Casula.
Firmaisì! E arrazza de brigungia! Arrazza ‘e onori! Sardus, genti de onori! E it’ant a nai de nosus, de totus ! Chi nc’eus bogau s’istrangiu po amori ‘e libertadi ? Nossi, po amori de s’arroba! Lassai stai totu! Non toccheis nudda! Non ddi faeus nudda de sa merda de is istrangius! Chi ddi sa pappint a Torinu cun saludi! A nosus interessat a essi meris in domu nostra! Libertadi, traballu, autonomia!
Chiusi in casa, per il 28 aprile, la Giornata della Sardegna, ovvero la Festa nazionale del popolo sardo, non possiamo fare quasi niente. Possiamo però almeno ricordarla. [segue]

Oggi mercoledì 22 aprile 2020

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—————————Opinioni, Commenti e “Riflessioni, Appuntamenti—————————————————–
Anziani, tranquilli! La Carta pensa anche a voi
22 Aprile 2020
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
In vista dell’agognata fase 2, fra le tante proposte bizzarre, c’è anche quella di una disciplina che tolga le restrizioni a tutti, esclusi i vecchi, secondo alcuni sopra i 65, secondo altri 70 o 75. Trattandosi di libertà, il riferimento non può che essere la Costituzione, nella quale c’è la disciplina che tutela i […]
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L’attacco al 25 aprile
di Francesco Casula
Anche quest’anno prosegue l’attacco al 25 aprile: il neofascista Ignazio La Russa propone di trasformarlo in una “Giornata per ricordare le vittime del Coronavirus e i caduti di tutte le guerre”.
Una vera e propria sciocchezza sesquipedale, che al di là della strumentalizzazione dei morti per la corona virus, nasconde un’insidia pericolosa: equiparare i “morti di tutte le guerre”, anche se in realtà pensa segnatamente ai morti durante la Resistenza, che ha visto contrapposti fascisti e antifascisti. [segue]

Oggi sabato 24 agosto 2019

Estate 2019. La nostra news non va in ferie. Tuttavia vi accompagnerà fino a metà settembre con ritmi più lenti, senza obblighi di scadenze quotidiane. Godetevi e godiamoci un periodo di rallentamento, di tempi lenti, per quanto ci è possibile. Buona estate a tutti noi e non perdiamoci di vista!
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———————Opinioni,Commenti e Riflessioni———————————
palabanda-la-rivolta-del-1812Palabanda, un progetto di libertà, una rivolta “permanente”
24 Agosto 2019
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Cosa fu Palabanda?
Palabanda non fu congiura, anche se con questo nome il fatto è stato tramandato dalla memoria popolare ed è passato alla storia. Un falso, che però giovava alle forze reazionarie vincenti e alla stessa Corona. La congiura evoca la trama, il complotto, la cospirazione, la macchinazione, il tradimento e, dunque, è un […]
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amazzoniaCosa sta succedendo in Amazzonia [di Giorgio Vacchiano]
By sardegnasoprattutto / 24 agosto 2019/ Città & Campagna/
Cosa sta succedendo in Amazzonia – spiegato (bene) dal Guardian e da un forestale (me), e cosa possiamo fare. In estrema sintesi: l’Amazzonia non è il “polmone” della Terra, è grande come l’Unione europea e non sta bruciando tutta. Ma dobbiamo preoccuparci e agire lo stesso. Ecco come e perché.
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Oggi 23 agosto 2019 venerdì

Estate 2019. La nostra news non va in ferie. Tuttavia vi accompagnerà fino a metà settembre con ritmi più lenti, senza obblighi di scadenze quotidiane. Godetevi e godiamoci un periodo di rallentamento, di tempi lenti, per quanto ci è possibile. Buona estate a tutti noi e non perdiamoci di vista!
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Machiavelli ci parla anche dell’oggi. A proposito di un bel libro di Asor Rosa
23 Agosto 2019
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
In questi giorni, fra l’altro, ho letto il libro di Asor Rosa dal titolo “Machiavelli e l’Italia – Resoconto di una disfatta” Einaudi editore. Un bel libro anzitutto per la scrittura e per la profonda cultura che traspare in ogni riga. Non a caso l’Autore è uno dei grandi maestri della letteratura italiana. Ma […]
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palabanda-la-rivolta-del-1812Nel Sulcis sulle tracce della latitanza di Salvatore Cadeddu
23 Agosto 2019
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
L’avv. Salvatore Cadeddu andò latitante nel Sulcis per sfuggire alla cattura e tentare di raggiungere la Corsica. Ci sono versioni confuse intorno a questa latitanza, su cui però ha fatto chiarezza Antioco Pabis, molto vicino alla famiglia Cadeddu, in quanto precettore dei figli di Giovanni, fratello di Salvatore, condannato all’ergastolo per la stessa congiura. […]
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logo_contemp19-300x200Asarp e Radio Onde Corte hanno prenotato una corriera da 30 posti da Cagliari direzione Donori Contemporary – Festival Arte d’Avanguardia VI ed. per oggi Venerdì 23 agosto 2019 con partenza da Piazza Giovanni XXIII alle ore 17.00 e arrivo a Donori (Ca) nella sala conferenze dell’ex Monte Granatico di Donori in via Vittorio Emanuele 80.
Il Contemporary – Festival Arte d’Avanguardia ospiterà un confronto organizzato in collaborazione con Storie in Trasformazione sulle pratiche nella salute mentale e sull’abuso dei farmaci psichiatrici dal titolo Sorvegliare, curare e punire. Un confronto con Giuseppe Tibaldi, psichiatra e curatore dell’edizione italiana dei libri inchiesta “Indagine su un’epidemia. Lo straordinario aumento delle disabilità psichiatriche nell’epoca del boom degli psicofarmaci” e “Medicine letali e crimine organizzato. Come le grandi aziende farmaceutiche hanno corrotto il sistema sanitario” di Peter Gotzsche. Al termine ci sposteremo alle ore 20.00 alla Cantina Sa Defenza per lo spettacolo #scriverecancellando – Frammenti asistematici di filosofia con Sebastiano Giacobello e Roberto Follesa. E poi alle 21.00 cena e poi rientro a Cagliari, sempre in Piazza Giovanni XXIII alle 22.30.
Chiunque voglia partecipare può contattare l’Asarp al n. di cell. 3207721343, partendo con la corriera messa a disposizione, con un piccolo contributo spese ci sarà anche la possibilità di rinnovare l’iscrizione all’Asarp.
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Mercoledì 21 agosto 2019

Estate 2019. La nostra news non va in ferie. Tuttavia vi accompagnerà fino a metà settembre con ritmi più lenti, senza obblighi di scadenze quotidiane. Godetevi e godiamoci un periodo di rallentamento, di tempi lenti, per quanto ci è possibile. Buona estate a tutti noi e non perdiamoci di vista!
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———————Opinioni,Commenti e Riflessioni———————————
palabanda-la-rivolta-del-1812Secondo memoriale di Antioco Pabis
21 Agosto 2019
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Ecco il secondo memoriale di Antioco Pabis con prefazione di Federico Francioni
È un documento senza data e senza firma, ma la grafia è la stessa della lettera precedente. Questa fonte (che abbiamo utilizzato nel terzo saggio di questo volume) offre uno spaccato davvero notevole del sistema inquisitorio e […]
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il_Manifesto_quotidiano_comunista
EDITORIALE de il manifesto
Conte affonda il capitano nero
La pacchia è finita. Conte ha pronunciato una resa dei conti durissima contro un ministro degli interni responsabile di esprimere una tendenza autoritaria, nutrita da scelte e comportamenti frutto «della mancanza di una cultura istituzionale»
di Norma Rangeri
il manifesto, EDIZIONE DEL 21.08.2019, PUBBLICATO 20.8.2019, 23:59
Più una requisitoria che un’arringa, più un j’accuse senza appello contro Salvini che una difesa, abbastanza scontata, dell’operato del governo gialloverde. Senza alcun cenno di autocritica sull’operato del suo Ministero, anzi rivendicandolo, anche sulla questione dell’immigrazione e dei decreti-sicurezza salviniani.
In diretta televisiva, Conte ha pronunciato una resa dei conti durissima contro un ministro degli interni responsabile di esprimere una tendenza autoritaria, nutrita da scelte e comportamenti frutto «della mancanza di una cultura istituzionale». Poi l’affondo contro «un fomentatore di odio nel paese», un odio pericoloso perché mette la piazza contro il Parlamento.

[segue]

Lunedì 19 agosto 2019

Estate 2019. La nostra news non va in ferie. Tuttavia vi accompagnerà fino a metà settembre con ritmi più lenti, senza obblighi di scadenze quotidiane. Godetevi e godiamoci un periodo di rallentamento, di tempi lenti, per quanto ci è possibile. Buona estate a tutti noi e non perdiamoci di vista!
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———————Opinioni,Commenti e Riflessioni———————————
palabanda-la-rivolta-del-1812I misteri di Palabanda: la scomparsa delle carte processuali
19 Agosto 2019
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Fra i tanti misteri di Palabanda, congiura, rivolta o repressione preventiva, c’è anche quello della secretazione e poi della scomparsa degli atti del processo all’Avv. Salvatore Cadeddu, il capo del club democratico di Palabanda. Secondo alcuni la ragione della distruzione del dossier sarebbe da ricercarsi nel coinvolgimento nell’affaire di settori della Corte sabauda. […]
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SUL DECRETO SICUREZZA BIS
“L’articolo 10 della nostra Costituzione recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Quindi i partiti che ora stanno all’opposizione dovrebbero continuare la battaglia in sede di Corte Costituzionale perchè questa robaccia che è stata votata oggi, che fa ribrezzo, è anche in contrasto con la Costituzione. Quindi è illegale”.
(Luciano Canfora, da In onda, La7 – 5/8/2019)
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Decreto Sicurezza bis, la disumanità è diventata legge
Susanna Marietti, su Il fatto quotidiano.
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COSA PREVEDE IL DECRETO (su La Stampa).
Il decreto Sicurezza bis è un provvedimento voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Si compone di 18 articoli: i primi cinque riguardano il soccorso in mare dei migranti, gli altri modificano il codice penale configurando una stretta sulla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive. Ecco i punti principali:
[segue]

Venerdì 16 agosto 2019

Estate 2019. La nostra news non va in ferie. Tuttavia vi accompagnerà fino a metà settembre con ritmi più lenti, senza obblighi di scadenze quotidiane. Godetevi e godiamoci un periodo di rallentamento, di tempi lenti, per quanto ci è possibile. Buona estate a tutti noi e non perdiamoci di vista!
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———————Opinioni,Commenti e Riflessioni———————————
Dialogo con un vigile urbano, con attenzione a non cadere nei rigori del decreto Salvini!
16 Agosto 2019 su Democraziaoggi.
Amsicora

Che estate pallosa! Ammettete anche voi che con le salviniate a raffica, pur con tutta la buona volontà, è difficile essere di buon umore. Non ho difficoltà a confessare, sono intrattabile e molto propenso all’incazzo. Non trovo i pantaloncini da bagno e mi irrito. Le tortore iniziano a fare il loro monotono verso di buon […]
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Palabanda: congiura, rivolta o repressione preventiva?
16 Agosto 2019
Andrea Pubusa su Democraziaoggi
Palabanda: fu congiura o rivolta rivoluzionaria o altro ancora? In campo ci sono due tesi. Anzitutto è stata avanzata l’ipotesi che a guidare la cospirazione fossero stati uomini di corte molto vicini a Carlo Felice allo scopo di eliminare definitivamente i cortigiani piemontesi e di destituire […]
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SUL DECRETO SICUREZZA BIS
“L’articolo 10 della nostra Costituzione recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Quindi i partiti che ora stanno all’opposizione dovrebbero continuare la battaglia in sede di Corte Costituzionale perchè questa robaccia che è stata votata oggi, che fa ribrezzo, è anche in contrasto con la Costituzione. Quindi è illegale”.
(Luciano Canfora, da In onda, La7 – 5/8/2019)
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Decreto Sicurezza bis, la disumanità è diventata legge
Susanna Marietti, su Il fatto quotidiano.
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COSA PREVEDE IL DECRETO (su La Stampa).
Il decreto Sicurezza bis è un provvedimento voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Si compone di 18 articoli: i primi cinque riguardano il soccorso in mare dei migranti, gli altri modificano il codice penale configurando una stretta sulla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive. Ecco i punti principali:
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Martedì 13 agosto 2019

331d3cc9-3da3-4755-b431-464c3b35b3e3Estate 2019. La nostra news non va in ferie. Tuttavia vi accompagnerà fino a metà settembre con ritmi più lenti, senza obblighi di scadenze quotidiane. Godetevi e godiamoci un periodo di rallentamento, di tempi lenti, per quanto ci è possibile. Buona estate a tutti noi e non perdiamoci di vista!
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democraziaoggisardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2 senza-titolo1
———————Opinioni,Commenti e Riflessioni———————————
Salvatore Cadeddu e Raimondo Sorgia: l’intellettuale e l’artigiano, simboli di Palabanda
13 Agosto 2019
Andrea Pubusa su Democraziaoggi
Tra Salvatore Cadeddu e Raimondo Sorgia a prima vista c’è poco in comune. Grande intellettuale il primo, modesto artigiano il secondo. Eppure sono accomunati da tante cose. Anzitutto dalla morte: entrambi impiccati nel 1813 per la c.d. congiura di Palabanda. E quando gli uomini sono accomunati […]
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Di fronte alla delicatezza del momento le polemiche individuali sono sterili. Occorre ritrovare il gusto delle azioni comuni
12 Agosto 2019
A.P. su Democraziaoggi.
Alcuni compagni, che stimo molto, sono intervenuti, con brevi commenti, per manifestare dissenso sul mio punto di vista sulla condotta parlamentare di Gianni Marilotti in ordine al decreto sicurezza. Confesso che nei confronti di alcuni compagni coi quali ho intrecciato la mia attività politico-culturale non riesco ad essere severo. Vedo nella loro vicenda, tormentata come […]
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SUL DECRETO SICUREZZA BIS
“L’articolo 10 della nostra Costituzione recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Quindi i partiti che ora stanno all’opposizione dovrebbero continuare la battaglia in sede di Corte Costituzionale perchè questa robaccia che è stata votata oggi, che fa ribrezzo, è anche in contrasto con la Costituzione. Quindi è illegale”.
(Luciano Canfora, da In onda, La7 – 5/8/2019)
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Decreto Sicurezza bis, la disumanità è diventata legge
Susanna Marietti, su Il fatto quotidiano.
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COSA PREVEDE IL DECRETO (su La Stampa).
Il decreto Sicurezza bis è un provvedimento voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Si compone di 18 articoli: i primi cinque riguardano il soccorso in mare dei migranti, gli altri modificano il codice penale configurando una stretta sulla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive. Ecco i punti principali:
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I martiri di Palabanda, come i martiri cristiani: il loro sangue non sarà stato versato inutilmente

palabanda-la-rivolta-del-1812palabanda-lapideRiflessioni sul libro di Andrea Pubusa “PALABANDA, La rivolta del 1812. Fatti e protagonisti di un movimento che ha scosso la Sardegna”. Ediz. Arkadia, maggio 2019.
[segue]

Palabanda nella Guida della città e dintorni di Cagliari, del can. Giovanni Spano, 1861.

giovanni_spano[Can. Giovanni Spano] Uscendo da questo Convento [Cappuccini], nella vallata che si trova incontro, si vede un piccolo giardino ornato con lusso di opere d’arti, parte scavate nella roccia, e parte con monumenti antichi trovati nel sito (1) Viene chiamato Palabanda, e sebbene non sappiamo da che abbia preso il nome, pure è storico perché adesso fu la culla dei rivolgimenti politici del 1812. Era questo un predio dell’infelice avv. Salvatore Cadeddu il quale l’aveva adornato di sedili e di altre comodità per ricrearsi. Quivi soleva trattenersi quotidianamente nelle ore d’ozio dove concorrevano gli amici più cari che aveva, e distinti cittadini. All’ombra di due cipressi di morte, che allora vi sorgevano, sieduti tutti solevano biasimare gli atti del Governo, e quindi meditavano il modo di farlo crollare. Ma non ebbe effetto, perché fu scoperta la trama, e parte di essi terminarono la vita coi supplizj, e parte nell’esilio (1)
[Pag. 352] (1) Vi si vede una bella sfinge di granito, un capitello di marmo, ed altri pezzi che annunziano di esservi esistiti antichi edifizi. Nella parte superiore della roccia vi sono alcune cisterne scavate nella medesima roccia, ed il canale che si vede intorno all’anfiteatro si estende sino a questo sito.
[Pag. 353] (1) V. Martini, Storia della Sardegna dell’anno 1799-1516. Cagl. Timon 1852, pag.255.
——————————–I personaggi————

I Martiri di Palabanda. Chi furono?

QUANDO I SARDI MORIVANO PER LA LIBERTA’. I martiri di Palabanda: cosa successe (il moto di libertà), chi erano (i protagonisti), come finirono (il loro destino e … il nostro!).
“I MARTIRI DI PALABANDA ALLA FINE DEL VENTENNIO RIVULUZIONARIO, 1794 – 1812”.
Nota. La vicenda storica sulla congiura di Palabanda è contenuta subito qui sotto all’interno della biografia del suo più importante esponente, Salvatore Cadeddu. Tutte le schede sono tratte dal volume di VITTORIA DEL PIANO, GIACOBINI MODERATI E REAZIONARI IN SARDEGNA, Saggio di un dizionario biografico 1793 – 1812, Edizioni Castello, Cagliari 1996.
[segue]

I martiri di Palabanda, come i martiri cristiani: il loro sangue non sarà stato versato inutilmente

Palabanda murale
palabanda-la-rivolta-del-1812Riflessioni sul libro di Andrea Pubusa “PALABANDA, La rivolta del 1812. Fatti e protagonisti di un movimento che ha scosso la Sardegna”*
di Franco Meloni

Sui fatti di Palabanda, al termine di una approfondita disamina sul piano storico, su quello giuridico e su quello politico, alla luce delle informazioni a tutt’oggi disponibili, Andrea Pubusa arriva a conclusioni precise e inequivocabili:
“Palabanda non fu congiura, ma non fu neppure rivolta. Palabanda, piuttosto che rivolta o congiura, fu repressione. Un momento in cui il governo sabaudo – temendo il peggio o presagendolo – decise di porre fine agli indugi e perseguire coloro che credeva capaci di metterne in pericolo l’egemonia. Fu il colpo di coda della Corona, volto a far fuori fisicamente gli esponenti della Sarda Rivoluzione, quelli di loro ancora in vita o scampati alle precedenti repressioni. Fu un atto voluto, meditato e preordinato, che determinò la decapitazione del movimento democratico sardo”.
Dunque quasi una sentenza che se da una parte mette fine alle supposizioni di quanti intendevano ridurre i fatti a semplice congiura e a intrighi di corte, dall’altra nega agli stessi il carattere di rivolta, perché dalle carte non risulta che nella notte tra il 30 e il 31 ottobre de s’annuì doxi, a Cagliari ci fu alcuna insurrezione. “Si può capire – argomenta Pubusa – che quanti sostengono la tesi della rivolta lo facciano in polemica con chi parla di congiura per dare alla Sardegna una maggiore dignità storica”, ma l’evidenza dei fatti cancella tale interpretazione.
Ma allora si potrebbe concludere che Andrea Pubusa tenda a ridurre il tutto come insignificante per la storia della Sardegna. Neppure per idea, anzi, al contrario! Subentra qui la proiezione politica dei fatti storici sulle prospettive future. I protagonisti di quelle vicende, parliamo dei patrioti e non certo dei loro avversari, vengono da più parti definiti “martiri”, più specificamente “martiri della libertà” forse per distinguerli da un’altra tipologia di “martiri”, i “martiri della fede”; parlo precisamente dei “martiri cristiani”. Tra queste due categorie vi sono tratti comuni. Proviamo ad approfondire.
- “(Martirio nel cristianesimo) Il martirio secondo il cristianesimo è la condizione che il seguace (martire, dal greco μάρτυς, cioè «testimone») subisce per difendere la propria fede in Cristo o per difendere la vita di altri cristiani. Nella storia della chiesa primitiva i martiri cristiani venivano torturati o uccisi tramite lapidazione, crocifissione e morte sul rogo. ( …) Il periodo del cristianesimo primitivo precedente al regno di Costantino viene considerato “l’era dei martiri”.
- (Martirio laico) I martiri di Palabanda erano precisamente persone che per difendere la propria fede nella libertà subirono torture, uccisioni tramite impiccagione. Il periodo della Sarda rivoluzione (un’“era dei martiri”) precede e in certo senso prepara, la costruzione di una società democratica e comunque contribuisce fortemente a costruire un “sentimento nazionale”, che sta alla base del riconoscimento se non dell’indipendenza almeno dell’autonomia speciale della Sardegna.
E’ un’accostamento azzardato? Ritengo di no, anche perché in argomento mi sento in sintonia con Andrea Pubusa: dal suo operare nella ricostruzione della latitanza di Salvatore Cadeddu, nei luoghi ove si svolse: “(…) mi ci recai con un gruppo di democratici cagliaritani nel 2016, compiendo una sorta di pellegrinaggio laico volto a ricordare la figura del grande martire per la libertà che, da queste parti, aveva trovato rifugio (…)”; e, dalle bellissime conclusioni del suo libro, che voglio qui riportare integralmente.
“Palabanda, oggi come ieri, rappresenta un sogno di libertà, una rivolta culturale permanente, capace ancora di ispirare e dare un indirizzo. Inutile chiedersi se Angioy, Cilocco, Cadeddu e tutti gli altri fossero indipendentisti, monarchici, repubblicani o altro. Basti sapere che ognuno di loro, per quanto potè, e talora con travagli e incertezze, contribuì a costruire un sentimento nazionale che gli spagnoli avevano letteralmente distrutto e i piemontesi sanguinosamente contrastato. L’importanza dell’azione di uomini di tal fatta non risiede tanto nell’avere portato o meno a compimento l’idea rivoluzionaria, quanto aver cosparso il campo di semi di libertà destinati ad attecchire e ad attraversare l’Ottocento e il Novecento, consegnando a noi una visione dell’Isola finalmente libera”.
Si intravedono benissimo le conseguenze di tali conclusioni e il messaggio che ne scaturisce per l’impegno politico presente e futuro, per noi e per i nostri compagni di strada che speriamo sempre più numerosi.

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*A. Pubusa, PALABANDA, La rivolta del 1812. Fatti e protagonisti di un movimento che ha scosso la Sardegna. Ediz. Arkadia, maggio 2019.
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I misteri di Palabanda
Nel dare a compagni ed amici appuntamento alla presentazione, pubblichiamo le considerazioni contenute nel libro sulla misteriosa scomparsa delle carte del processo concluso con la condanna a morte dell’Avv. Salvatore Cadeddu, leader riconosciuto del Club di Palabanda.
di Andrea Pubusa, su Democraziaoggi.

Fra i tanti misteri di Palabanda, congiura, rivolta o repressione preventiva, c’è anche quello della secretazione e poi della scomparsa degli atti del processo all’Avv. Salvatore Cadeddu, il capo del club democratico di Palabanda. Secondo alcuni la ragione della distruzione del dossier sarebbe da ricercarsi nel coinvolgimento nell’affaire di settori della Corte sabauda. Più precisamente, il Villahermosa, amico di Carlo Felice, per il tramite del club di Palabanda, si proponeva di far fuori il suo nemico Villamarina e, ovviamente, con lui e prima di lui Vittorio Emanuele, per favorire l’ascesa al trono di Carlo Felice. Ora, questa tesi si scontra con due controindicazioni, una politica e l’altra processuale. Quest’ultima si fonda sul memoriale di Antioco Pabis al deputato sassarese Francesco Sulis, che si era proposto, a metà dell’800, di scrivere una storia di Palabanda a distanza di quasi cinquant’anni dail 1812. Con questo proposito – come ci narra Francioni nel suo bel libro su quei fatti – aveva chiesto memorie scritte ad alcuni testimoni della vicenda.
Pabis era precettore nella casa di Giovanni Cadeddu, fratello di Salvatore, anche lui coinvolto nei fatti di Palabanda e condannato all’ergastolo, scontato a La Maddalena. Era una persona molto informata sui fatti, che conosceva dall’interno della famiglia dei due maggiori protagonisti della vicenda. Pabis ricorda nel memoriale di essere stato arrestato subito dopo la “scoperta” della rivolta e di essere stato rinchiuso nella Torre de S’Avanzada, dove fu ripetutamente interrogato. Gli fu suggerito anche il contenuto della deposizione: incastrare Villahermosa. Gli fu anche detto per conto di chi: il Villamarina. Ma Pabis non accolse l’invito e le promesse. Negò qualunque coinvolgimento del Villahermosa. E questi, dopo la liberazione, lo ringraziò personlamente, anche perché Pabis confermò la sua versione davanti ad una commissione, formata proprio per sgomberare ogni dubbio sulla estraneità del Villahermosa. Quindi ci fu un tentativo degli ambienti legati al Villamarina di colpire quelli del clan Villahermosa. Ma fu un tentativo estraneo ai Cadeddu e al loro club, una sorta di strumentalizzazione degli avvenimenti a posteriori. O forse anche a priori, posto che la rivolta non ci fu, e la deposizione di Pabis prova che non ci fu neanche “congiura”, ossia un’azione connessa e coordinata a intrighi di corte. Semmai, se di “congiura” si può parlare, questa fu quella ordita da Villamarina ai danni di Villahermosa. Ma questo tentativo fallì miseramente grazie alla ferma deposizione del Pabis in carcere e dopo la sua liberazione.
Sul piano politico, la tesi della congiura in conto terzi, non regge perché Carlo Felice non poteva essere il re desiderato dal club di Palabanda. Allargando lo sguardo a ciò che accadeva a quel tempo fuori dall’Isola e che poteva interessare ai Cadeddu e compagni, non c’è nulla che porti a Carlo Felice. I fatti rilevanti erano due in quel 1812: la Costituzione di Cadice e quella di Sicilia. La prima era una sorta di anticipazione dello Statuto albertino nel pezzo di Spagna non conquistato da Napoleone, l’altra una costituzione che gli inglesi imposero ai Borbone oramai ristretti in Sicilia, a causa della conquista del regno di terraferma da parte di Murat. Ora, è ben noto che Carlo Felice era graniticamente ostile a qualunque apertura costituzionale. Lo mostrò quando nel 1821, diventato re, revocò senza indugio la Costituzione che Carlo Alberto aveva promesso ai liberali piemontesi, e avviò una dura repressione con metodi arbitrari e brutali. Carlo Felice, noto nella penisola come Carlo Feroce, fu uno dei repressori più inflessibili dei democratici sardi, come Francesco Cilocco e Francesco Sanna Corda, sacerdote, nel 1802. Come potevano Cadeddu e compagni vedere in lui un’alternativa a Vittorio Emanuele. L’esito della loro azione poteva essere la liberazione dai Savoia o più semplicemente una replica, in salsa sarda, di Cadice o di Palermo. E non risulta che negli ambienti di corte nessuna delle due ali in contrasto, attorno a Villahermosa e Villamarina, si muovessero in questa prospettiva costituzionale o fossero, quantomeno, indulgenti verso di essa.
Un’altra spiegazione della scomparsa delle carte di Palabanda viene individuata nella volontà di non far conoscere chi fu il delatore della scoperta del complotto. Ma anche questa è una tesi debole. I delatori, a cose fatte, erano dei benemeriti della Corona, dei salvatori del Regno, semmai avevano motivo di menarne vanto e chiedere onori e ricompense sulle ceneri di Salvatore Cadeddu, Sorgia e Putzolu e sugli ergastoli degli altri.
E allora perché una misura così drastica, prima la incollatura dei fogli in modo da renderli illeggibili e poi la distruzione. Penso che questo sia il tassello finale di un mosaico che parte dalla montatura e dalla provocazione iniziale della Corte per concludersi con l’eliminazione dei Cadeddu e del club di Palabanda, ossia del nucleo di democratici protagonisti della “Sarda Rivoluzione” sopravvissuti alla repressione degli anni precedenti. Si sapeva dell’attività del club di Palabanda, si temeva un’azione a breve in ragione delle suggestioni che venivano da Cadice e dalla Sicilia. Non si dimentichi che anche il porto di Cagliari come quello siciliano era pattugliato, contro i francesi, dagli inglesi, ed è noto che fu l’emissario del governo inglese nell’isola, Lord William Bentinck, la cui flotta proteggeva il regno di Sicilia, che a Palermo aveva imposto una Costituzione ai Borbone. C’era poi su famini de s’annu doxi, che esasperava i ceti popolari sardi, ormai allo stremo. Dalle campagne erano giunti a Cagliari molti morti di fame del contado e la situazione sociale era esplosiva. Insomma c’erano tutti gli ingredienti per una rivolta, compresi coloro che si proponevano di farla, il gruppo che si riuniva da Salvatore Cadeddu a Palabanda. Un’azione repressiva preventiva avrebbe salvato la corona da rivolte e concessioni, facendo fuori i capi dell’area democratica. Questo fu Palabanda. Né congiura né rivolta. Al più ancora e solo attività preparatoria della rivolta. Ora, è evidente che tutto questo nel processo sarà emerso, quantomeno dalle dichiarazioni dell’Avv. Cadeddu, che a quel punto, anche per salvare la pelle, non aveva altra strada se non negare che la rivolta fosse inziata e fosse stata sventata. E certo una condanna a morte per il solo proposito di una rivolta era possibile, ma non facilmente gestibile, dato che Salvatore Cadeddu era molto popolare e amato dai cagliaritani. Dunque, la versione della congiura o rivolta sventata sul nascere era l’unica versione conveniente e utile alla corona e al Villamarina. E non si può dire che il risultato non sia stato raggiunto. Con l’annientamento di Palabanda viene messa una pietra tombale o quasi sui protagonisti sopravvissuti alla sarda rivoluzione, che non si erano arresi e ancora mostravano di volerci riprovare. Per farli fuori non c’era bisogno di una rivolta. Bisognava colpirli prima, proprio per evitarla. E così fu. Ma le carte processuaali non dovevano svelare questa brutale verità. Meglio farle sparire.