Proseguono i lavori di restauro della chiesa di San Giuseppe Calasanzio – Innovazione sociale per la gestione

img_0203Ci vorranno ancora alcuni mesi o forse di più, ma il cantiere è aperto e i lavori saranno portati a compimento: si utilizzi da subito il tempo per individuare le modalità di gestione e i gestori

Il 24 agosto sono passato in piazza san Giuseppe in Castello per verificare dall’esterno lo stato dei lavori di “restauro conservativo” della chiesa di San Giuseppe Calasanzio. Il giorno successivo ho completato la mia personale valutazione dell’intervento in atto attraverso una cordiale conversazione telefonica con il funzionario della Sovrintendenza responsabile dell’intervento, arch. Stefano Montinari. Se per un momento dimentico i vincoli dei finanziamenti PNRR e i vari cronoprogrammi, sicuramente saltati, al tirare delle somme, la mia impressione/valutazione è decisamente positiva. Abbiamo un cantiere aperto, in piena attività, che promette in tempi ragionevoli il raggiungimento dell’obiettivo della riapertura della chiesa con tutte le dotazioni di base che ne garantiscano la fruibilità, probabilmente ad eccezione degli arredi.

Saranno necessari almeno quattro mesi, o sei, o anche un anno? Va bene, cosa volete che siano tali tempi se paragonati agli oltre 50 anni passati dall’ultima apertura della chiesa? Il problema oggi è che non accada che la chiesa al termine dei lavori resti ulteriormente chiusa in attesa del soggetto che la gestisca! Ne abbiamo viste tante di queste situazioni. Potremo elencarne diverse. Voglio invece limitarmi a due esempi nell’ambito cittadino: uno negativo e uno positivo. Il primo riguarda il cd “palazzo sorcesco” situato tra il Corso Vittorio la via Maddalena: ristrutturato da oltre due anni e ancora desolatamente chiuso.
Il secondo esempio è invece positivo: riguarda l’edificio e lo spazio Hangar di Is Mirrionis, che, proveniente da una gestazione di dieci anni dal progetto, al termine dei lavori è stato inaugurato e nello stesso giorno ha fatto iniziato a funzionare. In questo caso il Comune, titolare della struttura, ha avviato preliminarmente all’apertura, un confronto con l’associazionismo del quartiere, a cui poi ha affidato la medesima con una formula innovativa, seppure provvisoria.
Proprio questa formula sperimentale costituisce, a mio parere, un riferimento da prendere in considerazione laddove si vuole dare ai cittadini il ruolo di cogestori di beni comuni, in attuazione del principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale (Cost. art. 118 co 4), anche al di là dell’ambito delle autonomie locali (*).
Tornando alla chiesa di san Giuseppe Calasanzio, a mio parere sarebbe auspicabile che il Prefetto, che attualmente ne rappresenta la proprietà, costituisse un tavolo di consultazione tra i soggetti potenzialmente interessati, dei quali faccio di seguito un’elencazione non esauriente: il Prefetto, il Rettore, il Vescovo, il Sindaco, i rappresentanti dell’associazionismo culturale.
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(*) In materia di INNOVAZIONE SOCIALE, è interessante l’iniziativa dell’Associazione “La Casa del Quartiere Is Mirrionis” che ha creato, un’apposita struttura di studio e applicazione pratica dell’attività di sussidiarietà, con particolare attenzione a quella orizzontale, dandole dignità statutaria..

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Oggi a San’Eulalia

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Oggi martedì 25 agosto 2026

A Sant’Eulalia
- ore 18 Chiesa. Messa in onore di san Giuseppe Calasanzio
- ore 19 Teatro. Presentazione libro di padre Fortunato.
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Da domani Cagliari riprende la venerazione di un grande santo: san Giuseppe Calasanzio

ScreenshotGli Scolopi e il loro Ordine fondato da Giuseppe Calasanzio (1557-1648), erano molto conosciuti nella nostra città, dal momento che alla fine del 1640 vi giunsero chiamati dai consoli cittadini. E’ stato scritto che gli Scolopi erano attivi unicamente nel campo dell’istruzione inferiore, e che riuscirono a consolidare la loro presenza in città solo durante il 1773, con la soppressione della Compagnia dei gesuiti fondata da Sant’Ignazio di Loyola. La presenza degli Scolopi si prolungò fino al 1866, quando come per il convento, anche la loro chiesa fu soggetta alla legge di soppressione degli Ordini religiosi con la successiva confisca di tutti i beni. Tuttavia dopo la riconsegna (parziale) dei beni gli Scolopi lasciarono la città per stabilirsi in diversi paesi della Sardegna. La fama del santo fondatore, canonizzato da papa Clemente XIII il 16 luglio 1767 si accrebbe comunque, anche se la chiusura al culto della chiesa ne comportò col tempo il venir meno della devozione dei cagliaritani. San Giuseppe Calasanzio venne proclamato da Pio XII «Patrono davanti a Dio di tutte le scuole popolari cristiane del mondo» interno-altare-san-giuseppe-calasanzio-1e0f054d-a3de-4698-83f6-afef55540d74nel 1948. A Cagliari sono rimasti gli edifici del Collegio e la chiesa, che ha subito le offese dei bombardamenti in diverse occasioni. La riapertura della chiesa è prevista in tempi ravvicinati, tuttavia per usi civili (convegni, mostre, concerti, sede di fondazioni e associazioni culturali), che non vietano, ovviamente, le celebrazioni liturgiche in determinate occasioni.
san-giuseppe-calasanzio-in-castello-fto-aladinSe ne parla appunto in questi giorni.
Sul versante prettamente religioso non poteva che attivarsi don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e direttore della Caritas di Cagliari, cioè dell’organizzazione che oggi cura l’assistenza dei poveri, affrontando tutte le necessità delle persone meno abbienti, tra cui le povertà educative. Ecco perchè san Giuseppe Calasanzio non può che essere un riferimento prestigioso per l’Organizzazione cattolica. Martedì 25 agosto, alle ore 18, don Marco celebrerà una santa Messa in onore del Santo: un buon riavvio. In questa e in altre circostanze scopriremo o riscopriremo la personalità poliedrica del santo, la sua modernissima impostazione pedagogica, sorretta dal riconoscimento della Scienza. Non è un caso che san Giuseppe Calasanzio fosse amico di grandi uomini di scienza come Galileo Galilei e Tommaso Campanella. Non è neppure un caso che anche lui fu perseguitato dal Santo Uffizio. Ma la Chiesa prima o poi riconosce la bontà e le opere buone dei suoi figli. Ecco, come per don Lorenzo Milani, che sicuramente possiamo considerare fatto della stessa pasta, quella buona perchè beneficia l’umanità!

Prima Loro

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Cari Amici,

Martedì 25 agosto 2026 non mancare!

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Per il Nobel ai bambini di Gaza

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Aderite, diffondiamo. Le adesioni vanno inviate a: petizione.gaza@avvenire.it

Ai bambini di Gaza il Premio Nobel per la pace

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/>Pressenza
«Ai bambini di Gaza il Premio Nobel per la pace»

11.08.26 – Antonella Mariani, AVVENIRE – Redazione Italia
Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese, Francese

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img_7945Non c’è nessun altro posto: un mondo in fiamme

Di Anita Naidu* – CounterPunch

La Columbia Britannica, in Canada, è la mia terra e, ancora una volta, sta bruciando. Più di 100 incendi stavano divampando in tutta la provincia quando la Columbia Britannica ha dichiarato lo stato di emergenza.

Giuseppe Calasanzio, il santo della scuola accanto

ScreenshotIl santo della scuola accanto
di Franco Meloni
Una delle esperienze più importanti della mia vita, per gli aspetti umani, sociali e professionali, è stata la Scuola popolare dei lavoratori di Is Mirrionis, della quale sono orgogliosamente uno dei fondatori (1971). Giocoforza la scoperta, per me recente, che san Giuseppe Calasanzio sia stato il fondatore (1597), della prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbienti, me lo fa sembrare molto vicino, quasi un collega. Mi direte: esagerato! Niente affatto: trovo molte affinità tra l’esperienza della nostra Scuola popolare e quella della prima Scuola di Giuseppe Calasanzio.
Intanto l’evidenziazione di un problema prioritario: quello dell’istruzione per tutti, che oggi si chiama “diritto allo studio”; poi la consapevolezza che attraverso l’istruzione si costruisce la società degli uguali, dei “fratelli tutti”. Da qui il proporsi e riproporsi di una serie di ostacoli da parte di quanti detengono il potere in forme elitarie e non intendono mollarlo a nuovi protagonisti della sfera sociale. Nonostante queste “naturali” avversità, il giovane sacerdote Giuseppe riuscì a superarle, vincendo odiose persecuzioni. Aveva come alleati la forza del progresso sociale, basato sulla scienza e sull’amore per il prossimo. A quei tempi! Ma, mutatis mutandis, come oggi, laddove a rappresentare la volontà di progresso sta la classe lavoratrice. Nei nostri tempi, pur connotati dai diritti raggiunti dalle masse popolari, riscontriamo preoccupanti passi indietro segnalati dalla dispersione scolastica, dal riaffacciarsi dell’analfabetismo, originario o di ritorno, che comprende il deficit di conoscenze digitali o comunque legato allo sviluppo tecnologico.
Interessante il percorso fatto da Giuseppe Calasanzio nella sua lunga vita, anche e soprattutto per quanto può insegnarci per le sfide odierne della società nei tempi che viviamo e che si affacciano prepotentemente.
Cercheremo di approfondire questa ricerca, al di là di una comprensibile agiografia, che comunque deve aiutarci per affrontare i problemi odierni.
Un particolare mi piace mettere in rilievo nella vicenda umane e professionale di Giuseppe Calasanzio: la sua conoscenza, sembra anche amicizia personale, con Galileo Galilei, simbolo della ricerca scientifica slegata dai condizionamenti ideologici (tra cui quelli religiosi).
Tematiche che meriterebbero un bel Convegno, che indagasse su tutti gli aspetti della presenza in città dell’Ordine degli Scolopi fondato da Giuseppe Calasanzio. Magari un’iniziativa da tenersi proprio nella ristrutturata chiesa in Castello.
Ci lavoreremo, con l’indispensabile coinvolgimento dell’Università e della neocostituita Associazione Unica Alumni e degli intellettuali cattolici rappresentati dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale).
Avrei molto altro da dire; avremo tante altre occasioni, sperando che ce le possa offrire anche la riapertura ad attività culturali e al culto (in alcune circostanze) della chiesa di San Giuseppe Calasanzio.
In chiusura un’ultima considerazione: la Scuola popolare dei lavoratori di Is Mirrionis aveva un’impostazione rigorosamente laica, cosa che non le impediva di avere come riferimenti anche importanti figure cattoliche, tra tutte don Lorenzo Milani. Ora, il fatto che Papa Pio XII, nel 1948, ha proclamato san Giuseppe Calasanzio “Patrono universale di tutte le scuole popolari cristiane del mondo”, non riguarda “giuridicamente” la nostra Scuola laica, tuttavia la coinvolge per l’identica sostanziale missione. Ecco perché è giusto e doveroso considerare san Giuseppe Calasanzio un riferimento importante anche per i laici e a maggior ragione per i cattolici che hanno a cuore i diritti delle persone, soprattutto di quelle meno abbienti.
La sua memoria liturgica ricorre il 25 agosto pv. San Giuseppe Calasanzio sarà ricordato in tale giorno a Isili, paese di cui è patrono e a Cagliari nella Messa vespertina della Parrocchia di Sant’Eulalia.
PS. Una bellissima biografia di san Giuseppe Calasanzio: https://www.scuolagenova.it/san-giuseppe-calasanzio/
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San Giuseppe Calasanzio (1557–1648) è stato un sacerdote spagnolo, fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie (i Padri Scolopi) e pionieristico educatore, considerato il creatore della prima scuola popolare, gratuita e aperta a tutti in Europa.

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img_7945L’Occidente studia il potere della Cina, ma non la sua civiltà

Di Bill Kelly* e Jan Krikke** – Asia Times
Mentre la rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina si fa sempre più accesa, la scarsa conoscenza della cultura cinese aumenta il rischio di fraintendere le intenzioni di Pechino.

25 agosto 2026: la Chiesa celebra san Giuseppe Calasanzio. Chi era costui e perchè i cagliaritani dovrebbero ricordarlo e onorarlo?

ScreenshotNella prima Esortazione apostolica di Papa Leone XIV, in gran parte lasciatagli come “incompiuta” dal predecessore papa Francesco, intitolata “Dilexi te” (ESORTAZIONE APOSTOLICA DILEXI TE DEL SANTO PADRE LEONE XIV SULL’AMORE VERSO I POVERI) nel contesto dell’impegno della Chiesa per l’educazione dei poveri, viene messa in rilievo, tra tante, la figura di San Giuseppe Calasanzio. Riportiamo il testo integrale della citazione, occasione poi per ricordare l’importanza di questo santo particolarmente per i cagliaritani.
” (…) La Chiesa e l’educazione dei poveri.

Other News. Il petrodollaro tra consenso e coercizione / Le speranze dell’Occidente stanno portando l’Ucraina al collasso?

img_7945Il petrodollaro tra consenso e coercizione
Di Kenneth M. Stokes, PhD* – Articolo inviato a OtherNews dall’autore

Per mezzo secolo, il “petrodollaro” è stato una comoda sintesi del potere monetario americano. Il petrolio viene quotato in dollari; gli esportatori di petrolio accumulano entrate in dollari; quei dollari vengono reinvestiti nei mercati finanziari occidentali; e gli Stati Uniti acquisiscono una capacità eccezionale di autofinanziarsi e di esercitare la propria influenza all’estero. Oggi, mentre gli Stati del Golfo diversificano le loro relazioni politiche ed economiche e i paesi BRICS sperimentano valute e sistemi di pagamento alternativi, ne deriva una conclusione ormai nota: indebolisci il petrodollaro e il dollaro stesso finirà per perdere terreno.

C’è del vero in questa analisi. Ma confonde un importante meccanismo del potere del dollaro con il sistema nel suo complesso.