Monthly Archives: ottobre 2026

L’incertezza giovanile è il prodotto di scelte politiche, economiche e culturali precise, maturate a partire dagli anni Ottanta

hangar-6ott26-d47662c9-33cf-4e62-8ecf-a1ffc34777faALLE ORIGINI DELLA CRISI
Il cammino del dinosauro
Ottobre 10, 2026
La tesi è che l’incertezza giovanile non sia un dato psicologico o meramente generazionale, bensì il prodotto di scelte politiche, economiche e culturali precise, maturate a partire dagli anni Ottanta
di Roberto Savio
Per quale futuro stiamo educando le nuove generazioni? La domanda ammette due risposte. La prima è la più agevole: riconoscere che non sappiamo verso quale futuro ci stiamo dirigendo e interrogarsi, di conseguenza, su come preparare i giovani a un mondo che nessuno è in grado di descrivere. È la strada delle cose ovvie, e le cose ovvie sono inattaccabili: nessuno contesterebbe l’invito a coltivare flessibilità, spirito critico e capacità di adattamento. Vorrei invece percorrere una strada più impervia, che definirei il cammino del dinosauro. Appartengo a una generazione che ha vissuto in prima persona molti dei passaggi che intendo ricostruire, e ritengo che questa condizione, lungi dal costituire un limite, consenta di illuminare un aspetto spesso trascurato. Per comprendere verso quale futuro andiamo occorre conoscerne le radici; e per comprendere perché i giovani di oggi non si percepiscono dentro un cammino di certezze occorre spiegare come ciò sia accaduto. Si tratta, infatti, di una novità storica. Dalla Rivoluzione francese in poi, ogni generazione europea ha potuto pensarsi, pur attraverso le tragedie del Novecento, come parte di un percorso di emancipazione e di progresso. La generazione attuale è la prima a non riconoscersi in questa narrazione.

Oggi alla Casa del quartiere Is Mirrionis

eu-14-ott-26

Other news

img_7945Modi è nei guai

Di Vidya Krishnan* – Al Jazeera

Le proteste del CJP che stanno investendo il Paese hanno messo a nudo la democrazia svuotata dell’India.

Navi Pillay vince il Premio Nobel per la Pace. Il mondo continua a non riuscire a fermare il genocidio

img_7945
Navi Pillay vince il Premio Nobel per la Pace. Il mondo continua a non riuscire a fermare il genocidio
Di Joshua Scheer* – ScheerPost

Il Premio Nobel per la Pace assegnato a Navi Pillay rappresenta una vittoria rara per chi ha sfidato il potere e ha detto la verità. Per celebrare questo riconoscimento, pubblichiamo il rapporto del 16 settembre 2025 della commissione delle Nazioni Unite da lei presieduta, le cui conclusioni abbiamo citato nei nostri articoli. La commissione ha concluso, sulla base di fondati motivi, che le autorità e le forze di sicurezza israeliane stavano commettendo un genocidio contro i palestinesi a Gaza e ha identificato Isaac Herzog, Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant come istigatori del genocidio.

Nel suo rapporto, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso, sulla base di fondati motivi, che le autorità e le forze di sicurezza israeliane avevano commesso e continuavano a commettere un genocidio contro i palestinesi a Gaza attraverso uccisioni, gravi lesioni fisiche e mentali, condizioni di vita deliberatamente distruttive e misure volte a impedire le nascite. La commissione ha trovato prove di intento genocida, ha identificato Isaac Herzog, Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant come responsabili di incitamento al genocidio e ha ritenuto Israele responsabile di aver commesso il genocidio e di non averlo impedito né punito. Ha chiesto un cessate il fuoco immediato e permanente, la fine delle politiche di fame, l’accesso umanitario senza restrizioni e la responsabilità dei responsabili, esortando al contempo gli altri paesi a interrompere i trasferimenti di armi che potrebbero facilitare il genocidio, a indagare su individui e società coinvolti e a sostenere le indagini della Corte penale internazionale.

Noi e molti altri sapevamo già cosa stava accadendo: era chiaro come il sole. Ma non è mai troppo tardi per rendere omaggio a chi dice la verità. Celebriamo questo riconoscimento proprio mentre l’ONU e gli imperi mondiali sono messi sotto accusa dai propri fallimenti: un sistema in grado di documentare il genocidio, discuterne e pubblicare rapporti, ma che lascia i palestinesi in balia delle uccisioni mentre i governi potenti armano i responsabili.

Il rapporto chiedeva un cessate il fuoco permanente, la fine delle politiche di affamamento, aiuti umanitari senza restrizioni e la responsabilità dei responsabili — ed esortava gli altri paesi a bloccare i trasferimenti di armi che potrebbero facilitare il genocidio. Onorare Pillay dovrebbe anche significare confrontarsi con le prove e agire sulla base dei risultati.

Naturalmente questa reazione era prevedibile. Il Ministero degli Esteri israeliano ha condannato il Premio Nobel per la Pace assegnato a Navi Pillay definendolo una «grottesca strumentalizzazione» del premio, ha liquidato le conclusioni della commissione dell’ONU come una «menzogna sul genocidio» e ha invocato il propagandista nazista Joseph Goebbels. L’ipocrisia è sbalorditiva: un governo accusato dagli investigatori dell’ONU di aver commesso un genocidio ricorre a un paragone nazista per screditare la persona che ha contribuito a smascherarlo. Ecco dove conduce il sogno imperiale: la storia diventa uno scudo contro la responsabilità, e «mai più» diventa uno slogan riservato a se stessi.

Di seguito è riportata la dichiarazione di Navi Pillay alla Terza Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, pronunciata in qualità di presidente della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sui territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e su Israele.

Relazioni della Commissione d’inchiesta su presunti atti di genocidio, sfollamenti forzati e riorganizzazione territoriale a Gaza

«Dichiarazione di Navi Pillay, presidente della Commissione d’inchiesta sui territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e su Israele, alla Terza Commissione dell’Assemblea Generale

28 ottobre 2025

Signor Presidente. Eccellenze. Colleghi. Buongiorno.

Il 7 ottobre 2025 ha segnato il secondo anniversario del brutale attacco sferrato da militanti palestinesi che ha causato la morte di 1.200 israeliani e stranieri nel sud di Israele; tale data segna anche l’inizio dell’attacco più spietato, prolungato e su vasta scala contro il popolo palestinese mai sferrato nella storia da parte di Israele.

Sebbene il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi e dei prigionieri offrano speranza, non possono cancellare la devastazione che si è già verificata. Si sono perse decine di migliaia di vite, intere famiglie sono state spazzate via. La Striscia di Gaza giace in rovina, resa quasi inabitabile. Le ferite psicologiche inflitte al popolo palestinese, così come a quello israeliano, riecheggeranno per generazioni. Non dobbiamo inoltre perdere di vista una dolorosa verità: negli ultimi due anni, le azioni del governo israeliano hanno costantemente puntato verso un unico, straziante obiettivo: la distruzione sistematica della vita palestinese a Gaza.

Eccellenze,

Il mese scorso abbiamo pubblicato un’analisi giuridica sulla condotta di Israele nella Striscia di Gaza alla luce della Convenzione per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio. Abbiamo concluso che lo Stato di Israele è responsabile della commissione di quattro atti di genocidio a Gaza con l’intento specifico di distruggere i palestinesi a Gaza in quanto tali. La Commissione ha inoltre accertato che il Presidente, il Primo Ministro e l’ex Ministro della Difesa israeliani abbiano incitato alla commissione di genocidio. Una sintesi di tali conclusioni è inclusa nel rapporto che vi viene presentato oggi.

Oltre alle conclusioni sul genocidio, il rapporto che vi viene presentato esamina le violazioni e gli sviluppi relativi al territorio e all’edilizia abitativa nei Territori palestinesi occupati e in Israele.

Per quanto riguarda Gaza, abbiamo riscontrato che i funzionari israeliani hanno dimostrato un intento chiaro e costante di stabilire un controllo militare permanente su Gaza e di modificarne la composizione demografica.

Le infrastrutture civili e le risorse naturali essenziali per la sopravvivenza della popolazione civile sono state distrutte nei corridoi e nella zona cuscinetto, il territorio è stato frammentato e i palestinesi sono stati trasferiti con la forza. I funzionari israeliani hanno pubblicamente avallato piani per la deportazione della popolazione, la costruzione di insediamenti e l’annessione del territorio.

Sebbene il cessate il fuoco possa sospendere l’attuazione degli obiettivi territoriali di Israele a Gaza, i cambiamenti territoriali apportati alla Striscia di Gaza non sono ancora stati annullati, e le recenti dichiarazioni dei funzionari israeliani indicano chiaramente che tali obiettivi rimangono saldamente in vigore. Questa retorica persistente sottolinea la nostra profonda e costante preoccupazione.

Nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, le politiche e le azioni israeliane attuate dall’ottobre 2023 – compreso il sostegno esplicito e implicito alle azioni criminali dei coloni violenti – dimostrano un chiaro intento di trasferire con la forza i palestinesi, espandere la presenza civile ebraica israeliana e annettere la maggior parte della Cisgiordania. Lo scopo è impedire qualsiasi potenziale autodeterminazione e creazione di uno Stato palestinese e mantenere un’occupazione a tempo indeterminato.

Inoltre, il panorama geografico dei campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams è stato significativamente alterato dalle forze israeliane attraverso la distruzione di edifici civili e infrastrutture e lo sfollamento dei residenti palestinesi.

Per quanto riguarda il territorio e gli alloggi in Israele, i governi israeliani che si sono succeduti hanno attuato leggi e politiche volte a ridurre lo spazio a disposizione dei palestinesi. Inoltre, le barriere informali derivanti dalle disuguaglianze socio-economiche tra le due popolazioni si sono ampliate e consolidate nel corso dei decenni, ostacolando ulteriormente l’integrazione.

Il nostro rapporto ha inoltre individuato sei ministri israeliani come i probabili principali responsabili di crimini internazionali relativi al territorio e all’alloggio, nonché di altri crimini individuati nei precedenti rapporti della Commissione, compresa la responsabilità per il crimine di genocidio.

Eccellenze,

Il genocidio è uno dei crimini internazionali più atroci. Distrugge, in tutto o in parte, gruppi di persone in base alla razza, all’etnia, alla nazionalità o alla religione. Non solo cancella l’identità del gruppo, ma lascia dietro di sé un trauma intergenerazionale che causa cicatrici permanenti all’umanità.

Mi addolora che, nella mia ultima presentazione in qualità di presidente di questa Commissione, il sistema multilaterale del dopoguerra non sia riuscito a impedire questo genocidio. Il sistema internazionale si è rivelato carente.

Esorto gli Stati membri a ricorrere a tutti i mezzi ragionevolmente disponibili per garantire la cessazione definitiva delle ostilità e un ampio sostegno internazionale al diritto dei palestinesi all’autodeterminazione e alla creazione di uno Stato palestinese.

Gli Stati membri dovrebbero inoltre rivolgere la propria attenzione a garantire giustizia e responsabilità per tutte le vittime, sostenendo la Corte penale internazionale nelle sue indagini e avvalendosi della giurisdizione universale per condurre le proprie indagini, anche nei confronti dei propri cittadini con doppia cittadinanza sospettati di aver commesso crimini.

Il mio ultimo appello riguarda la giustizia di transizione, che negli ultimi anni è sembrata un’idea impossibile. È tuttavia solo attraverso la verità e la riconciliazione che la pace potrà alla fine mettere radici e prosperare.

Grazie.”

*Fornisce ricerche e verifiche dei fatti per autori di libri e giornalisti investigativi.

Genocidio

img_1099Ho visto il film Nazan.
di Giancarlo Morgante
Ero preparato a tutto. Devo dire che solo nel finale ci sono state delle sequenze girate tra gli edifici bombardati con immagini di cadaveri, soprattutto bambini, accompagnate dalla disperazione dei genitori (immagini terribili) C’è stata la conferma (se ce ne fosse stato bisogno) della volontà , da parte di Israle di eliminare la popolazione civile.
Dalle testimonianze ho appreso che già dal 1970 Gaza era collegata al mondo esterno( linee telefoniche e poi internet) . Indovinate chi ha fatto i lavori di infrastrutture? Società israeliane.
Insomma è emerso che Israele era in grado già da allora di spiarli in maniera continuativa (smartphone e internet).
Nazan significa persona colpita come effetto collaterale. Gli Israeliani, già prima del 7 ottobre erano in grado di seguire i movimenti di ogni singolo guerrigliero di Hamas. Dopo il 7 ottobre hanno utilizzato le intercettazioni per colpirlo. Soprattutto in casa loro (missili e droni). Utilizzando soprattutto gli smartphone dei bambini. La parola determinante per avviare l’AI era “papà ” , è arrivato papà o sta arrivando papà.
Partivano immediatamente i bombardamenti. Da qui si comprende chi erano le prime vittime sacrificali, gli effetti collaterali (Nazan). Ogni uccisione di un sospettato di essere guerrigliero di Hamas se ne portava dietro almeno altre 15 persone, soprattutto bambini degli stabili densamente abitati.
In uno stabile di 5 o sei piani, gli effetti sciagurati del bombardamento in un piano, coinvolgeva almeno altri tre piani.
In ultimo ,sempre dalle testimonianze , bombardamenti a tappeto(descritte le tecniche dei bombardamenti), con superstiti finiti dai cecchini ( sopratutto bambini). Agghiacciante una testimonianza: i superiori ci dicevano che i bambini erano potenziali terroristi.Una follia. Un genocidio.

I 100 anni della Facoltà Teologica della Sardegna

Screenshot

Punta de billete – Save the date – Prendi nota . Lunedì 9 novembre ore 16.30 Conferenza di organizzazione del Circolo Sardegna di CT Costituente Terra

Screenshotper-una-federazione-della-terra-luigi-ferajoli-2026-9788807105982_0_0_536_0_75Lunedì 9 novembre ore 16.30 Conferenza di organizzazione del Circolo Sardegna di CT Costituente Terra, con l’elezione dei delegati alla Conferenza d’organizzazione nazionale (che si terrà a Roma il 19/11/2026); ore 17,30 presentazione dell’ultimo libro di Luigi Ferrajoli “Per una Federazione della Terra” a cura di Alberto Contu; ore 18 Dibattito e conclusioni. L’iniziativa si terrà presso la Casa del quartiere Hangar Is Mirrionis, in via Nebida 36 Cagliari.

Prima Loro

ScreenshotCari Amici,

mentre piomba sulla Repubblica una legge elettorale post-democratica, che sovverte l’ultimo valore a cui la democrazia è stata ridotta, ossia che a governare siano i più sui meno, e non i meno sui più, è uscito un mio libro dal titolo “Solo un Dio ci può salvare?”, (editore Bordeaux), il quale pone una domanda che si può considerare cruciale nella drammatica situazione storica in cui ci troviamo. Ma quale risposta la società di oggi può dare a questa domanda? L’Europa, l’Occidente sono arrivati ormai a una secolarizzazione che è finita nel nichilismo, a una laicità che è diventata ateismo, a un potere che è diventato idolatria. E il nome di Dio è violentato fino a farne presidio di guerre, deportazioni e genocidi.

Other News. Libri o bombe? La rivolta studentesca in Francia contro la spinta alla spesa della NATO

img_7945Libri o bombe? La rivolta studentesca in Francia contro la spinta alla spesa della NATO

Di Medea Benjamin* – CounterPunch

Per la terza settimana consecutiva, gli studenti delle scuole superiori di tutta la Francia scendono in piazza per chiedere maggiori investimenti nella loro istruzione. Vogliono più insegnanti, classi meno numerose, edifici scolastici dignitosi e un sistema di istruzione pubblica che funzioni per gli studenti poveri e della classe operaia.

Cagliari, sabato 10 ottobre 2026: fermare il genocidio, embargo a Israele

palestina-10-ott-2026Cagliari, sabato 10 ottobre 2026: fermare il genocidio, embargo a Israele

Sabato 10 ottobre, Cagliari: ore 16 corteo da Piazza Costituzione, poi dalle 17.30 “Quasi un festival” in via Roma.

Rispondiamo all’appello nazionale delle realtà palestinesi in Italia: fermare il genocidio, embargo a Israele.

Come funziona
16.00 · ci troviamo in Piazza Costituzione
Corteo fino alla passeggiata di via Roma
Dalle 17.30 · in via Roma comincia Quasi un festival

Tre Piazze tematiche

Una bellissima notizia: Il Nobel per la Pace 2026 a Navi Pillay

Evviva!Screenshot
Il Nobel per la Pace 2026 a Navi Pillay

“Navi Pillay ha dimostrato che la forza della legge deve prevalere sulla legge della forza.”
Il Segretario di Stato dell’ONU António Guterres si congratula con Navi Pillay per aver vinto il premio Nobel per la Pace di quest’anno.
“Oggi il premio è un tributo a tutti coloro che lavorano per sostenere e difendere la legge internazionale, lo stato di diritto e i diritti umani, e per garantire la pace, la giustizia e la dignità umana.”

Other News. Perché il fenomeno El Niño in America Latina può influire anche sul clima politico / 7 ottobre: Il mondo deve smetterla di iniziare la storia dal mezzo

img_7945Perché il fenomeno El Niño in America Latina può influire anche sul clima politico

In principio fu l’Argentina di Javier Milei. Poi sono seguiti Bolivia, Cile, Colombia, Costarica, Ecuador, Honduras, Perù. E adesso, a quanto pare, toccherà al Brasile, dove un recupero del presidente uscente Lula al ballottaggio, contro Flávio Bolsonaro, sembra alquanto improbabile. Ci sono pochi dubbi sul fatto che le ultime tornate elettorali abbiano segnato uno spostamento a destra del pendolo politico latinoamericano. Eppure, in un intervento su Foreign Affairs, Dan Restrepo e Ricardo Zuniga, in passato entrambi consiglieri dell’ex presidente Usa Barack Obama, invitano a esser cauti nel parlare di una nuova fase politica per la regione. O, meglio, nello scommettere che si tratterà di una fase duratura. «Più che l’ideologia, ciò che sembra guidare gli elettori è la frustrazione per l’incapacità dei politici tradizionali nel risolvere i problemi di tutti i giorni. Nell’ultimo ciclo elettorale, si sono ribellati al collasso dell’ordine pubblico; nel prossimo, potrebbero reagire all’aumento dei costi e alle persistenti disuguaglianze socio-economiche della regione».

Oggi venerdì 9 ottobre 2026

Oggi a Cagliari

Screenshot

Il tempo si avvicina.

img_0969img_0970
Non sarà domani e neppure…, ma aspettiamo fiduciosi
img_0991img_0994