Continua il dibattito sull’ex ospedale marino in trasformazione in hotel di lusso

Intervento di Maria Antonietta Marras, sulla pagina fb di Grazia Corradini.
Anche il mondo della cultura si piega. Non ti sarà sfuggita la serie di incontri organizzati da Antonietta Mongiu in viale Regina Elena per esaltare la rinascita del bene con partecipazione di noti e colti studiosi.
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Un mio commento
Più precisamente: una parte del “mondo della cultura”, che – aggiungo, concedendomi una punta di malizia, alla cagliaritana – “di lassa puru”, certo con posizioni amplificate dal quotidiano locale che non lascia spazi ad altri punti di vista. Anche qui con tutto rispetto: che non rappresenta “il mondo della cultura” neppure di quello della città, contribuendo (e non determinando) a formarne l’opinione pubblica. Detto questo, voglio ricordare solo alcuni nomi di intellettuali che esprimono posizioni nettamente critiche sulla vicenda (li scrivo così come mi vengono in mente, scusandomi per quanti non cito, sperando di recuperarli in seguito): Grazia Corradini, Antonio Dessì, Vittorio Pelligra, Marco Cadinu, Alfonso Stiglitz … ed io mi onoro di essere tra questi. E poi, la gente (perché è la gente che fa la storia), i cagliaritani. Non credo siano stati adeguatamente interpellati. Le stesse Istituzioni mi pare abbiano seguito percorsi più legati all’ossessione dei costi che alla ricerca di alternative rispondenti a finalità sociali, tra tutte le esigenze dei meno abbienti. Eppure proprio queste dovrebbero essere in cima ai pensieri dei pubblici amministratori! Il Poetto sarà valorizzato dall’hotel di lusso? Può darsi, la pensano così tante persone importanti, che hanno determinato le scelte. A me non sembra. Quale è o quale sarà il metro di giudizio? Quanto si è allargato il diritto ad usufruire gratuitamente della spiaggia, quanto sono migliorati per tutti i connessi servizi sociali. E si che di questi miglioramenti ce n’è bisogno dopo tante marce all’indietro del nostro passato. Diceva il prof. Marco Cadinu, in un lapidario commento alle vicende di cui parliamo: “Qualcuno si sarà chiesto se Ubaldo Badas si sia rivoltato nella tomba?” Io aggiungo: non solo lui, per esempio, a rivoltarsi nella tomba saranno state le sante suore Giuseppina Nicoli e Teresa Tambelli, che organizzarono al Poetto le colonie marine perché ne godessero i ragazzi poveri della città (ricordate: is picciocus de crobi).
Poetto. Rapporto pubblico privato: cos’è il pubblico e cos’è il privato?
Non vogliamo non possiamo non dobbiamo. La vicenda dell’ex Ospedale Marino In trasformazione come hotel di lusso. Dalla parte dei bambini
“Colonia Hotel S.R.L.”, nomen omen.
La politica s’inchina a Sergio Zuncheddu & famiglia in nome dell’albergo che recupera “la perdita di un precedente albergo diventato ospedale” e dei “nuovi posti di lavoro”.
Quando “i poteri forti” editoriali e immobiliari da concetto astratto si palesano nella realtà delle “mani sulla città” e nell’appropriazione di un bene naturale come il Poetto, che dovrebbe essere comune, ma viene privatizzato proprio in un tratto che meritava di essere esemplarmente liberato.
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Ricordate la soluzione dei due Stati? Trump no
Di Daniel Williams* – Asia Times
Escluso dai negoziati di pace e dall’interesse sia degli Stati Uniti che dell’Iran, il West Bank è oggetto di un’offensiva su più fronti con i coloni nel ruolo di truppe d’assalto.
Il governo di destra israeliano sta intensificando la sua campagna, che dura ormai da mezzo secolo, volta a conquistare completamente la Cisgiordania, scatenando bande di milizie di coloni per molestare i residenti palestinesi, distruggere le loro case e i loro mezzi di sussistenza e limitare la loro libertà di movimento in tutto il territorio occupato.
Ricordo del prof. Lorenzo Caselli, morto a Chiavari
Riprendo un post apparso questa sera su fb, scritto da tre professori universitari, tutti miei amici, che ricorda il prof. Lorenzo Caselli, recentemente scomparso. Le loro parole sono sufficienti a delineare la grandezza di questo grande intellettuale, non sardo, tuttavia legato alla Sardegna e particolarmente all’Universita’ di Cagliari, di cui, oltre che docente (come ricordato) fu preside della Facoltà di Economia e Commercio. Del prof. Caselli ricordo una circostanza: fu presidente del concorso per categoria impiegatizia bandito dall’amministrazione universitaria, che vinsi, da cui parti’ la mia carriera di “civil servant” (1974). Lo incontrai più tardi come luminare della sua materia, ad opera del prof. Giuseppe Usai, suo allievo (credo) e collega, mio professore di tesi. In tutte le occasioni (di persona e virtuali) ho avuto modo di apprezzarlo e essergli riconoscente. Condoglianze e vicinanza alla sua famiglia e alle comunità scientifiche e d’impegno sociale e culturale che l’hanno visto operare. 
Io ho avuto l’onore e il piacere di conoscerlo quando ormai era andato via da questa città, perché amico del professore con cui mi sono laureato. In più nel 2002 è stato presidente della commissione di concorso in cui ho fatto il passaggio da ricercatore a professore associato.
I suoi contributi scientifici, come si legge bene nell’articolo qui sotto,7 sono sempre st

















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