Ai bambini di Gaza il Premio Nobel per la pace

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«Ai bambini di Gaza il Premio Nobel per la pace»

11.08.26 – Antonella Mariani, AVVENIRE – Redazione Italia
Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese, Francese

Other news

img_7945Non c’è nessun altro posto: un mondo in fiamme

Di Anita Naidu* – CounterPunch

La Columbia Britannica, in Canada, è la mia terra e, ancora una volta, sta bruciando. Più di 100 incendi stavano divampando in tutta la provincia quando la Columbia Britannica ha dichiarato lo stato di emergenza.

Giuseppe Calasanzio, il santo della scuola accanto

ScreenshotIl santo della scuola accanto
di Franco Meloni
Una delle esperienze più importanti della mia vita, per gli aspetti umani, sociali e professionali, è stata la Scuola popolare dei lavoratori di Is Mirrionis, della quale sono orgogliosamente uno dei fondatori (1971). Giocoforza la scoperta, per me recente, che san Giuseppe Calasanzio sia stato il fondatore (1597), della prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbienti, me lo fa sembrare molto vicino, quasi un collega. Mi direte: esagerato! Niente affatto: trovo molte affinità tra l’esperienza della nostra Scuola popolare e quella della prima Scuola di Giuseppe Calasanzio.
Intanto l’evidenziazione di un problema prioritario: quello dell’istruzione per tutti, che oggi si chiama “diritto allo studio”; poi la consapevolezza che attraverso l’istruzione si costruisce la società degli uguali, dei “fratelli tutti”. Da qui il proporsi e riproporsi di una serie di ostacoli da parte di quanti detengono il potere in forme elitarie e non intendono mollarlo a nuovi protagonisti della sfera sociale. Nonostante queste “naturali” avversità, il giovane sacerdote Giuseppe riuscì a superarle, vincendo odiose persecuzioni. Aveva come alleati la forza del progresso sociale, basato sulla scienza e sull’amore per il prossimo. A quei tempi! Ma, mutatis mutandis, come oggi, laddove a rappresentare la volontà di progresso sta la classe lavoratrice. Nei nostri tempi, pur connotati dai diritti raggiunti dalle masse popolari, riscontriamo preoccupanti passi indietro segnalati dalla dispersione scolastica, dal riaffacciarsi dell’analfabetismo, originario o di ritorno, che comprende il deficit di conoscenze digitali o comunque legato allo sviluppo tecnologico.
Interessante il percorso fatto da Giuseppe Calasanzio nella sua lunga vita, anche e soprattutto per quanto può insegnarci per le sfide odierne della società nei tempi che viviamo e che si affacciano prepotentemente.
Cercheremo di approfondire questa ricerca, al di là di una comprensibile agiografia, che comunque deve aiutarci per affrontare i problemi odierni.
Un particolare mi piace mettere in rilievo nella vicenda umane e professionale di Giuseppe Calasanzio: la sua conoscenza, sembra anche amicizia personale, con Galileo Galilei, simbolo della ricerca scientifica slegata dai condizionamenti ideologici (tra cui quelli religiosi).
Tematiche che meriterebbero un bel Convegno, che indagasse su tutti gli aspetti della presenza in città dell’Ordine degli Scolopi fondato da Giuseppe Calasanzio. Magari un’iniziativa da tenersi proprio nella ristrutturata chiesa in Castello.
Ci lavoreremo, con l’indispensabile coinvolgimento dell’Università e della neocostituita Associazione Unica Alumni e degli intellettuali cattolici rappresentati dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale).
Avrei molto altro da dire; avremo tante altre occasioni, sperando che ce le possa offrire anche la riapertura ad attività culturali e al culto (in alcune circostanze) della chiesa di San Giuseppe Calasanzio.
In chiusura un’ultima considerazione: la Scuola popolare dei lavoratori di Is Mirrionis aveva un’impostazione rigorosamente laica, cosa che non le impediva di avere come riferimenti anche importanti figure cattoliche, tra tutte don Lorenzo Milani. Ora, il fatto che Papa Pio XII, nel 1948, ha proclamato san Giuseppe Calasanzio “Patrono universale di tutte le scuole popolari cristiane del mondo”, non riguarda “giuridicamente” la nostra Scuola laica, tuttavia la coinvolge per l’identica sostanziale missione. Ecco perché è giusto e doveroso considerare san Giuseppe Calasanzio un riferimento importante anche per i laici e a maggior ragione per i cattolici che hanno a cuore i diritti delle persone, soprattutto di quelle meno abbienti.
La sua memoria liturgica ricorre il 25 agosto pv. San Giuseppe Calasanzio sarà ricordato in tale giorno a Isili, paese di cui è patrono e a Cagliari nella Messa vespertina della Parrocchia di Sant’Eulalia.
PS. Una bellissima biografia di san Giuseppe Calasanzio: https://www.scuolagenova.it/san-giuseppe-calasanzio/
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San Giuseppe Calasanzio (1557–1648) è stato un sacerdote spagnolo, fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie (i Padri Scolopi) e pionieristico educatore, considerato il creatore della prima scuola popolare, gratuita e aperta a tutti in Europa.

Other news

img_7945L’Occidente studia il potere della Cina, ma non la sua civiltà

Di Bill Kelly* e Jan Krikke** – Asia Times
Mentre la rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina si fa sempre più accesa, la scarsa conoscenza della cultura cinese aumenta il rischio di fraintendere le intenzioni di Pechino.

25 agosto 2026: la Chiesa celebra san Giuseppe Calasanzio. Chi era costui e perchè i cagliaritani dovrebbero ricordarlo e onorarlo?

ScreenshotNella prima Esortazione apostolica di Papa Leone XIV, in gran parte lasciatagli come “incompiuta” dal predecessore papa Francesco, intitolata “Dilexi te” (ESORTAZIONE APOSTOLICA DILEXI TE DEL SANTO PADRE LEONE XIV SULL’AMORE VERSO I POVERI) nel contesto dell’impegno della Chiesa per l’educazione dei poveri, viene messa in rilievo, tra tante, la figura di San Giuseppe Calasanzio. Riportiamo il testo integrale della citazione, occasione poi per ricordare l’importanza di questo santo particolarmente per i cagliaritani.
” (…) La Chiesa e l’educazione dei poveri.

Other News. Il petrodollaro tra consenso e coercizione / Le speranze dell’Occidente stanno portando l’Ucraina al collasso?

img_7945Il petrodollaro tra consenso e coercizione
Di Kenneth M. Stokes, PhD* – Articolo inviato a OtherNews dall’autore

Per mezzo secolo, il “petrodollaro” è stato una comoda sintesi del potere monetario americano. Il petrolio viene quotato in dollari; gli esportatori di petrolio accumulano entrate in dollari; quei dollari vengono reinvestiti nei mercati finanziari occidentali; e gli Stati Uniti acquisiscono una capacità eccezionale di autofinanziarsi e di esercitare la propria influenza all’estero. Oggi, mentre gli Stati del Golfo diversificano le loro relazioni politiche ed economiche e i paesi BRICS sperimentano valute e sistemi di pagamento alternativi, ne deriva una conclusione ormai nota: indebolisci il petrodollaro e il dollaro stesso finirà per perdere terreno.

C’è del vero in questa analisi. Ma confonde un importante meccanismo del potere del dollaro con il sistema nel suo complesso.

Other news. Soffiate e pettegolezzi, la lotta alla corruzione di Xi diventa un business / Il petrolio venezuelano accaparrato da Washington: che fine hanno fatto i proventi del petrolio dal 3 gennaio 2026?

img_7945Soffiate e pettegolezzi, la lotta alla corruzione di Xi diventa un business

Di Alessandra Colarizzi*- China Files

Indiscrezioni sulle prossime epurazioni anticorruzione. Su WeChat e Douyin circolano indizi criptici — curriculum, fotografie, giochi di parole e allusioni — che in alcuni casi anticipano di giorni o settimane l’annuncio ufficiale delle indagini. La campagna di Xi contro i corrotti è diventata così pervasiva da alimentare un vero mercato clandestino di informazioni riservate.

LETTERA ENCICLICA MAGNIFICA HUMANITAS DEL SANTO PADRE LEONE XIV SULLA CUSTODIA DELLA PERSONA UMANA NEL TEMPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE. [Analisi di carattere economico]

ScreenshotLETTERA ENCICLICA
MAGNIFICA HUMANITAS
DEL SANTO PADRE
LEONE XIV
SULLA CUSTODIA DELLA PERSONA UMANA
NEL TEMPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE(…)
Un’economia che valorizzi la dignità
157. Il mercato del lavoro è uno degli ambiti in cui i rischi delle nuove tecnologie emergono con maggiore evidenza. Per questo è necessario ricordare che la libertà economica non è assoluta e va sempre misurata sul bene comune e sulla dignità di ogni persona. L’iniziativa imprenditoriale può essere una vera vocazione, capace di generare ricchezza e migliorare la vita di tutti, a condizione che riconosca la creazione di lavoro dignitoso e di valore come parte essenziale del proprio servizio alla società e non come variabile dipendente dal solo profitto. [158]
158. Con spirito profetico, Papa Francesco ha messo in guardia da una libertà economica proclamata solo a parole, mentre le condizioni reali impediscono a molti di beneficiarne davvero. [159] I modelli economici che esaltano l’efficienza e il successo individuale tendono a considerare inutile o poco conveniente investire sulle persone che partono da situazioni di svantaggio o hanno percorsi di crescita più lenti, quasi che il loro destino dovesse dipendere esclusivamente dalla capacità di stare al passo con i vincenti. In realtà, una società giusta richiede uno Stato presente e istituzioni civili capaci di superare la sola logica dell’efficienza, orientando esplicitamente risorse, creatività e norme a favore dei più vulnerabili. [160] Invece di attendere i benefici di una crescita che “alla fine” ricadrà anche sui poveri, occorrono scelte che rendano la crescita inclusiva fin dall’inizio. Le esperienze degli ultimi decenni mostrano che, nelle crisi economiche e finanziarie, sono sempre i poveri a pagare il prezzo più alto, mentre le teorie che promettono un benessere generale automatico si rivelano spesso illusorie.
159. Si rileva la necessità di superare gli attuali parametri di misurazione del grado di sviluppo – da oltre ottant’anni ancorati al concetto di Prodotto Interno Lordo – che tralasciano quasi sistematicamente profili essenziali per il benessere complessivo delle persone e dell’ambiente. Al contempo, essi valorizzano attività che impattano nel breve o nel lungo termine sulla vita del nostro pianeta. La messa a punto di parametri e metriche complementari al PIL è decisiva per migliorare i dati di base utilizzati per effettuare analisi, assumere decisioni politiche e di politica economica e selezionare le priorità regionali, nazionali e internazionali. L’introduzione di nuovi parametri consentirà di valutare, con uno sguardo ampio e adeguato ai tempi, gli effetti delle deliberazioni legislative e regolamentari su dignità del lavoro, prosperità condivisa, riduzione delle disuguaglianze, salvaguardia dell’ambiente. Essa inciderà sul concetto stesso di sviluppo, sui processi formativi, sulla mentalità e le opinioni pubbliche, e anche sulla pace, che è vera solo se fondata sulla giustizia.

La teoria del trickle-down o dello “sgocciolamento dall’alto verso il basso”, smentita dalla realtà

Ripubblichiamo un articolo del prof. Gianfranco Sabattini, apparso su Aladinpensiero il 27 luglio 2018, in quanto lo riteniamo utile per un’analisi dell’Enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas, sotto l’aspetto economico.
L’occasione è opportuna per rendere omaggio a Gianfranco Sabattini, che ci ha lasciato il 19 dicembre 2020.

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Il “male del secolo” che gli economisti non riescono a “curare”

di Gianfranco Sabattini*

Secondo un articolo apparso su “L’Espresso” dei mesi scorsi, i dati elaborati dall’ISTAT evidenziano l’aggravarsi in Italia del “divario fra chi ha e potrà avere, e chi non ha. Mostrando come il problema abbia solo sfiorato, per ora, alcune categorie, mentre ne ha già gravemente penalizzate altre. Soprattutto i giovani. Le regioni del Sud. E le persone attorno ai 55 anni. Parti di popolazione che si stanno separando a una velocità cui la politica risponde in ritardo”; forse, è il caso di dire, non sta rispondendo affatto, visto che il divario tende ad aggravarsi.
Il fenomeno della disuguaglianza distributiva in termini di ricchezza accumulata o di reddito percepito non è solo italiano, ma comune alla maggioranza dei sistemi economici di mercato; riguardo ad esso, gli economisti non sono pervenuti ad un’univocità interpretativa, sia riguardo alle cause, che alle misure di politica economica utili al suo contenimento; anzi, una robusta corrente di pensiero fra gli addetti allo studio del funzionamento dei sistemi economici ha teorizzato l’ineliminabilità della disuguaglianza, in quanto considerata strumentale rispetto alla crescita ed allo sviluppo.
E’ interessante seguire il dibattito, sempre alimentato dagli economisti, riguardo al problema della disuguaglianza distributiva.

Oggi domenica 16 agosto 2026

Dibattito
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Troppo privatismo nel centrosinistra: dopo gli aeroporti, ora il vecchio ospedale marino. Che follia!
12 Agosto 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi
Lo ammetto. Sono un uomo della sinistra d’altri tempi, di quella che agli speculatori non dava credito nè spazìo. Ditemi voi a chi sarebbe venuto in mente mezzo secolo fa di cedere la gestione degli aeroporti sardi ad un fondo d’investimento internazionale, che a tutto pensa fuorché al diritto dei sardi […]
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Oggi sabato 15 agosto 2026 FERRAGOSTO 2026

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Other news. Tigre di carta: il fallimento della macchina da guerra americana da un trilione di dollari”

img_7945“Tigre di carta: il fallimento della macchina da guerra americana da un trilione di dollari”

Dalla Corea dei primi anni ’50 all’Iran di oggi, le forze armate statunitensi hanno perso quasi tutte le guerre che hanno combattuto, infliggendo al contempo distruzione di massa a paesi stranieri e sottraendo risorse ai bisogni della popolazione in patria.

Di Medea Benjamin* e Nicolas J.S. Davies** – Common Dreams

Campagna per il Nobel della Pace ai bambini di Gaza

«Firmare per il Nobel ai bimbi di Gaza è un dovere morale»
di Antonella Mariani
Parlano l’editore Formenton e l’ex europarlamentare Costa: memoria e umanità vanno riscoperte, questa è un’occasione per tutta l’opinione pubblica. Crescono le adesioni. L’Associazione Carta di Roma: il riconoscimento sarebbe un omaggio a tutta l’infanzia violata
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https://www.avvenire.it/attualita/firmare-per-il-nobel-ai-bimbi-di-gaza-per-noi-e-stato-un-dovere-morale_112000

Premio Nobel per i bambini di Gaza

ScreenshotHanno toccato quota 7mila le adesioni all’appello lanciato da Eugenio Mazzarella su “Avvenire” nei giorni scorsi, affinché venga dato il Nobel per la pace ai bambini di Gaza. Le persone che hanno aderito alla petizione, scrivendo a petizione.gaza@avvenire.it sono di diversa estrazione sociale. In crescita, in particolare, consiglieri comunali, assessori e sindaci, spesso in prima linea negli anni scorsi nei movimenti e nelle associazioni che hanno sostenuto la causa palestinese. C’è chi semplicemente si firma con nome, cognome e luogo di residenza, chi molto più spesso lascia un messaggio di solidarietà con i piccoli della Striscia. La partecipazione coinvolge comunità da nord a sud, con parole di vicinanza e sostegno ai bambini provenienti anche da lettori che vivono all’estero.
«Un rovesciamento della logica con cui normalmente guardiamo alla guerra: non premiare i potenti che firmano accordi dopo aver combattuto, ma coloro che non hanno deciso la guerra e tuttavia ne pagano il prezzo più alto». Don Tonio Dell’Olio è un sacerdote, un costruttore di pace e di Premi Nobel se ne intende, visto che nel 1997 ne ha ritirato uno, per conto della Campagna contro le mine antiuomo. Dell’Olio siede nel board di Pax Christi International, con sede a Bruxelles, e ha aderito con convinzione alla petizione per la candidatura dei bambini di Gaza al Premio Nobel per la pace.
https://www.avvenire.it/attualita/don-tonio-dellolio-i-piccoli-disarmati-pagano-il-prezzo-piu-alto-ecco-perche-ho-aderito_111936

Oggi a Is Mirrionis, all’hangar (in via Nebida 36) , la Casa del Quartiere ospiterà un appuntamento di grande rilievo per la nostra comunità: il “Concerto per la Pace contro tutte le Guerre”

ScreenshotBuongiorno a tutte/i
Oggi, giovedì 13 agosto alle ore 19:00, la nostra Casa del Quartiere (in via Nebida 36) ospiterà un appuntamento di grande rilievo per la nostra comunità: il “Concerto per la Pace contro tutte le Guerre”. Sarà una serata di musica e riflessione guidata dai cantautori umanitari Lidia Frailis e Angelo Cremone, che attraverso le loro canzoni daranno voce ai valori della solidarietà, della giustizia sociale e della convivenza tra i popoli. L’evento si arricchisce di un momento di straordinaria importanza: vedrà infatti la partecipazione e l’intervento speciale di S.E. Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, unitamente alla presenza di Don Marco Lai, Direttore della Caritas Diocesana di Cagliari. La presenza delle massime autorità diocesane e della Caritas sottolinea il profondo valore di questo incontro come spazio di dialogo, solidarietà e speranza di fronte alle sofferenze dei conflitti attuali. La musica incontra l’impegno civile proprio a casa nostra. Vi aspettiamo numerosi all’Hangar per condividere insieme questo momento di vicinanza e pace!
Scheda Artistica